tria salvini di maio

TRIA IN TRINCEA – RESA DEI CONTI: ''I RISPARMI SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100 CI SARANNO E VERRANNO DESTINATI ALLA RIDUZIONE DEL DEFICIT'' PER CONVINCERE L’EUROPA AL DIALOGO E RINVIARE LA PROCEDURA DI INFRAZIONE IN AUTUNNO - E ORA CHE FARA' DI MAIO? ASFALTERA' IL MINISTRO DELL'ECONOMIA COME SOGNA LA VICEMINISTRO DI TRIA, LAURA CASTELLI?

CASTELLI IN ARIA – TRIA PRESENTA UNA DENUNCIA PER LA DIVULGAZIONE DELLA BOZZA DELLA LETTERA ALL’UE: CHI È STATO A PASSARLA AI GIORNALISTI? – LA FRECCIA AVVELENATA DI TRIA SUL “CORRIERE”: “LA SOTTOSEGRETARIA GRILLINA LAURA CASTELLI NON DOVEVA AVERE QUELLA BOZZA, ERA UN DOCUMENTO RISERVATO CON I MIEI APPUNTI A MANO. NON SO CHI SIA STATO” – “NON VOLEVAMO TAGLIARE REDDITO E QUOTA100, MA PER I PRIMI DUE ANNI IL TIRAGGIO SARÀ INFERIORE A QUANTO MESSO IN BILANCIO…”

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/castelli-aria-ndash-tria-presenta-denuncia-divulgazione-204891.htm

 

TRIA RESISTE: I RISPARMI SU REDDITO E QUOTA 100 FARANNO CALARE IL DEFICIT

Luca Cifoni per “il Messaggero”

 

GIOVANNI TRIA

I risparmi su reddito di cittadinanza e Quota 100 ci saranno e verranno destinati alla riduzione del deficit. Al di là dello scontro sulla bozza della lettera destinata alla Commissione europea, culminato nell' annuncio da parte Giovanni Tria di una denuncia alla Procura della Repubblica, è lo stesso ministero dell' Economia a mettere nero su bianco il concetto nel documento tecnico che conta davvero, quello destinato a illustrare i fattori rilevanti che dovrebbero evitare all' italia una procedura per il suo debito pubblico.

 

Il testo sul quale si sarebbe consumata la violazione di segreti d' ufficio è di per sé una lettera di accompagnamento al rapporto sul debito, nella quale il ministro ha comunque voluto ricapitolare la linea del governo italiano. Una linea finalizzata in questo momento a raggiungere un solo obiettivo: mantenere aperto il canale del dialogo ed evitare che si arrivi già prima dell' estate all' avvio formale di una procedura. Obiettivo complesso, nel momento in cui il vicepremier ripete che «il governo va avanti se si mantiene l' impegno a tagliare le tasse presto e bene».

 

matteo salvini giovanni tria

Da parte di Via Venti Settembre c' è tutto l' interesse a presentare un quadro di finanza pubblica meno sfavorevole di quello disegnato dalla commissione nelle proprie previsioni del 7 maggio scorso. Così nel testo del rapporto vengono riepilogati i principali argomenti già utilizzati in passato - anche dai precedenti esecutivi - per giustificare il fatto che il rapporto debito/Pil non sia avviato sul desiderato percorso di discesa: innanzitutto la situazione di bassa crescita nominale, aggravata in tempi recenti da fattori esterni come il rallentamento globale del commercio e degli investimenti che penalizzano le economie manifatturiere e orientate all' export.

laura castelli 1

 

Ovvero soprattutto Germania e Italia. Non mancano poi osservazioni più tecniche sulle diverse metodologie di calcolo tra Roma e Bruxelles sul punto dell' output gap, lo scarto tra crescita potenziale e crescita reale che in base alle regole europee potrebbe autorizzare maggiore flessibilità. E si accenna anche alla «posizione finanziaria forte» del nostro Paese, caratterizzato da un basso debito privato e dal surplus corrente della bilancia dei pagamenti.

 

LA PRODUZIONE

Ma la parte su cui probabilmente il governo fa maggiore affidamento è proprio quella che guarda ai segnali positivi, pur se flebili, recentemente emersi sia sul fronte della produzione che su quello dei conti pubblici.

TRIA E MOSCOVICI

 

Ed in quest' ultimo ambito accanto al buon andamento delle entrate fiscali (connesso anche all' avvio della fatturazione elettronica generalizzata) e ai maggiori dividendi da Bankitalia e società pubbliche viene citato il fatto che «le richieste per il reddito di cittadinanza con Quota 100 sono al momento significativamente più basse rispetto alle proiezioni per il 2019».

 

I dati sono quelli di circa 750 mila domande accolte per il sussidio e di 132 mila presentate per il pensionamento anticipato. In quest' ultimo caso, nonostante i mesi che restano, si ritengono probabili tiraggi più bassi di quelli alla base delle stime (85 per cento nel settore privato e 70 nel pubblico). Il punto politico però è che secondo Tria questi fondi avanzati non dovranno essere destinati ad altre finalità, come immagina ad esempio Luigi Di Maio, ma serviranno per ridurre il deficit, facendolo scendere almeno al 2,3% (contro il 2,4 del Def e il 2,5 stimato dalla commissione).

LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO

 

IL RIGORE

Non è affatto detto che tutto ciò basti a convincere Bruxelles. «L' Europa è una comproprietà, ci sono regole che tutti osservano e non possiamo avere nemmeno uno che se ne disinteressi. Ma la mia parola d' ordine è dialogo, dialogo, dialogo» ha detto ieri il commissario Pierre Moscovici parlando alla radio francese France Inter. «Ne saprete di più mercoledì», ha concluso allusivamente il politico transalpino, riferendosi alla prossima diffusione dei rapporti sui vari Paesi.

 

MARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIA

Se come è probabile la commissione riconoscerà che ci sono le condizioni per l' avvio di una procedura, la partita si farà politica, a livello di ministri e poi di capi di governo. Non mancano Paesi intenzionati a battere sul tasto del rigore e per il governo italiano sarebbe già un buon risultato ottenere un rinvio all' autunno: passaggio per il quale però al momento non si vedono grandi appigli tecnici, senza un gesto da Roma sotto forma di misure aggiuntive.

GIOVANNI TRIA

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)