hong kong aeroporto protesta

TUTTI GIU’ PER TERRA: A HONG KONG NON SI VOLA, I RIBELLI ANTI-PECHINO BLOCCANO L’AEROPORTO - LE BENDE SULL'OCCHIO PER DENUNCIARE LE VIOLENZE DELLA POLIZIA – IL GOVERNO CINESE FA LA FACCIA CATTIVA: “ALLERTA! CI SONO SEGNI DI TERRORISMO. MA CHI GIOCA CON IL FUOCO BRUCIA TRA LE FIAMME…”

Guido Santevecchi per il Corriere della Sera

 

hong kong aeroporto protesta

Ordine ed efficienza sono le caratteristiche che fanno dell' aeroporto di Hong Kong uno dei principali scali internazionali, il terzo al mondo con i suoi 75 milioni di passeggeri l' anno, 220 destinazioni coperte, 120 compagnie presenti. Lo scalo è uno dei punti di forza dell' ex colonia britannica, la facilità degli spostamenti intercontinentali attira la business community globalizzata.

 

Ora l' aeroporto è diventato un obiettivo strategico nella crisi politica, il nuovo campo di battaglia della rivolta. Ieri una massa di giovani contestatori ha occupato il terminal principale, rendendo impossibile il transito dei passeggeri: nel pomeriggio tutti i 180 voli sono stati cancellati. Solo nella tarda notte italiana l' aeroporto è tornato operativo.

 

Il governo di Pechino ora vede nelle azioni dei dimostranti «germogli di terrorismo» e usa espressioni apocalittiche: «Hong Kong scivolerà in un abisso senza fondo se le atrocità criminali proseguiranno». Il tg della sera ha annunciato: «Allerta! Ci sono segni di terrorismo nelle strade di Hong Kong».

PROTESTE E VIOLENZA A HONG KONG

 

Un bluff retorico o davvero la Cina si prepara alla repressione?

Alla magliette nere e mascherine sul volto, la divisa simbolo delle proteste cominciate a giugno, molti ribelli all' aeroporto ieri hanno aggiunto una benda macchiata di rosso sangue sull' occhio destro: per accusare la polizia che domenica notte aveva sparato proiettili di gomma sulla folla in una stazione della metropolitana, ferendo una donna.

 

Questa ondata anti-governativa e anti-Pechino è cominciata in opposizione alla legge sull' estradizione di residenti di Hong Kong verso la Cina, che era stata preparata dalla Chief executive Carrie Lam. Dopo marce di milioni di persone e i primi scontri, la governatrice a luglio dichiarò «morta» la proposta, ma la situazione ormai si era radicalizzata: una frangia del movimento giovanile non teme e anzi cerca la guerriglia con gli agenti; gli ufficiali ordinano l' uso massiccio di gas lacrimogeni, pallottole di caucciù e manganelli; la parte più moderata della protesta popolare invoca un' inchiesta sulla violenza delle forze dell' ordine.

hong kong aeroporto protesta

 

I giovani manifestanti, a differenza dei loro compagni che nel 2014 avevano occupato stabilmente la City per 79 giorni, ora cambiano di continuo gli obiettivi: il primo luglio hanno addirittura espugnato il parlamento locale. Dopo alcune ore, dopo gli immancabili disordini, i guerriglieri si ritirano «fluidi come l' acqua». Ieri l' onda ha invaso l' aeroporto.

 

hong kong aeroporto protesta

Il governo locale non ha risposte politiche alla crisi, che si è allargata fino ad esigere le dimissioni della governatrice ed elezioni a suffragio universale. Ma anche Pechino non ha soluzioni valide. Ha evocato l' intervento della guarnigione militare di Hong Kong, ha accusato gli Stati Uniti di fomentare i disordini, ha dichiarato che «chi gioca con il fuoco brucia tra le fiamme». Ieri un nuovo salto di qualità verbale: il portavoce del governo cinese ha sostenuto che si «sono visti segnali di terrorismo emergente». Il primo ottobre Xi Jinping celebrerà i 70 anni della Repubblica popolare: quel giorno i carri armati sfileranno a piazza Tienanmen e nessuno osa prevedere che cosa succederà nelle strade di Hong Kong.

PROTESTE E VIOLENZA A HONG KONGhong kong aeroporto protestahong kong aeroporto protesta

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…