C’è UN’INCHIESTA A SAVONA CHE TIENE IN ANSIA IL VATICANO - FRANCESCO ZANARDI: “IL SUPERTESTE MI RACCONTÒ DI ORGE E AFFARI”

Ferruccio Sansa per "Il Fatto Quotidiano"

Quell'uomo mi parlava di orge, anche con minorenni, all'interno del Vaticano. Del coinvolgimento di altissimi prelati, uno indicato come papabile all'ultimo Conclave. E poi riferiva di casi di corruzione, con denaro pubblico e della Chiesa. Io ho registrato tutto. Ho passato mesi a studiare il caso, ma era troppo delicato, perché c'era di mezzo la vita di ragazzi giovani. Così alla fine ho deciso di non fare denunce pubbliche, di agire con la massima discrezione e di affidare il materiale alla Procura di Savona che ha affrontato con coraggio i casi di molestie ai minori da parte di sacerdoti. Volevo che fossero loro a capire se si trattava di un ricatto o no. Ma la verità andava accertata".

Francesco Zanardi, lei attraverso la sua rete "L'abuso", da anni si batte contro le violenze sessuali compiute da sacerdoti, come è cominciata questa storia?
Erano i giorni del ‘corvo', dei veleni in Vaticano. Sono stato contattato da un uomo che diceva di essere il manager di una multinazionale. Sosteneva di essere stato coinvolto in un giro di festini e di prostituzione, anche minorile, all'interno del Vaticano. Raccontava di esserne disgustato e di volerne uscire. Di voler fare giustizia anche per tornare alla propria vita. Diceva di temere per la propria incolumità.

Periodo di veleni, di ricatti. Potrebbe essere un millantatore, un calunniatore...
Me ne sono reso perfettamente conto. Anche alla nostra causa non avrebbe giovato diffondere una falsità. Allora ho fatto alcune verifiche: l'uomo effettivamente risultava essere un manager, anche da documenti pubblici. E la posizione satellitare del suo telefonino confermava frequenti ingressi in Vaticano.

Tutto qui?
No. L'uomo ha fornito racconti precisi, circostanziati e mai contraddittori. Poi numeri di telefono, per esempio di un noto manager pubblico vicino al Vaticano, che abbiamo riscontrato essere veri. Così abbiamo deciso di approfondire per capire se diceva il vero.

Che cosa vi ha raccontato?
Ha detto di aver avuto accesso per lavoro all'archivio informatico del Vaticano e di alti prelati. Da qui aveva ricavato informazioni e dati. Non solo: aveva conquistato la fiducia di un noto manager che lo aveva introdotto in un ambiente di incontri sessuali gay organizzati anche dentro la Santa Sede a cui partecipavano uomini di spettacolo, ma anche minorenni.

E un altissimo prelato...
Già. L'uomo ci ha raccontato di festini che avevano luogo quando il prelato veniva a Roma. Un giorno preciso della settimana, un appuntamento fisso. Si cenava e poi sei o sette ragazzi si mettevano in cerchio e a turno avevano rapporti sessuali con il porporato. Tutto sarebbe filato liscio, finché un paio di giovani avrebbero filmato gli incontri con il telefonino.

E le immagini, sosteneva il nostro contatto, erano diventate oggetto di scambio, forse di ricatto. Ed erano finite anche in suo possesso. Sosteneva di averle consegnate a due notai, uno a Roma, l'altro a Lugano, perché temeva per la propria incolumità. Ci ha promesso più volte di consegnarcele, ma poi è sparito. Per ripresentarsi dopo qualche mese. Questo ci ha fatto pensare anche a un ricatto.

Potevano essere calunnie o folli millanterie. Vi ha dato delle prove?
Mi ha fatto parlare al telefono con uno dei giovani che sarebbero stati coinvolti. Era, come risultava dalla sua bacheca facebook, un ragazzino di strada. Un posteggiatore romano che frequentava i giri della prostituzione omosessuale. Non era una prova, ma un elemento che ci ha spinti ad approfondire. Poi ci ha fornito numeri di telefono di altri presunti partecipanti alle orge.

Ma tutti hanno rifiutato di parlarci. Il quadro che ci ha fornito la nostra fonte era sconcertante: festini, incontri in saune gay frequentate da decine di sacerdoti in visita a Roma, reclutamento di ragazzi via internet. Addirittura rincorse notturne da un capo all'altro della città per accontentare i gusti sessuali dell'alto prelato. Un sistema, a suo dire, che era sfuggito di mano ed esponeva figure di alto livello del Vaticano a continui ricatti.

Ma le sembra credibile?

Non lo so. Ripeto, quell'uomo di sicuro aveva contatti con gli ambienti della prostituzione maschile romana. Era effettivamente un manager, per quanto di una società che fatturava poco o niente, il che aggiungeva motivo di cautela. Aveva anche avuto accesso al Vaticano. E alcuni dei contatti che ci aveva fornito abbiamo potuto verificarli. Potrebbe essere un millantatore o un ricattatore.

Ma anche un uomo disperato che cercava di cambiare vita. Noi ci abbiamo lavorato per mesi. Poi abbiamo passato tutto alla magistratura che ha aperto un fascicolo perché il materiale era meritevole di approfondimento. Era giusto che se ne occupassero loro. Perché se questa storia fosse vera, le vite di ragazzini indifesi sarebbero a rischio.

Per se stesso non ha paura?
Tre giorni fa mi hanno disegnato un impiccato sulla porta. Mi hanno tagliato le gomme e aperto l'auto. Succede continuamente da quando ho cominciato la mia battaglia. Mi sto abituando, ma è dura.

 

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