matteo salvini giuseppe conte sergio mattarella

URNE FUNERARIE - IL MATTARELLA-PENSIERO SPIEGATO A SALVINI: SE CRISI DOVRÀ ESSERE LA STRADA MAESTRA È QUELLA PARLAMENTARE (DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CON RINVIO ALLE CAMERE PER IL RELATIVO VOTO DI SFIDUCIA) - SE NON SI VOTERÀ TRA SETTEMBRE E OTTOBRE SAREBBE MEGLIO VOTARE A GIUGNO. QUESTO PERCHÉ...

Marco Antonellis per Dagospia

 

Salvini e Mattarella

Anche se il Dagoanticipato incontro tra Matteo Salvini e il Capo dello Stato Sergio Mattarella non c'è ancora stato (e si dice che uno dei motivi principali sia stata proprio la fuga di notizie dato che, come scritto da Dagospia nei giorni scorsi, l'incontro sarebbe dovuto rimanere rigorosamente riservato) sono stati molti nelle ultime ore i messaggi in bottiglia recapitati dall'una e dall'altra parte, dal vicepremier leghista al Colle più alto della capitale e viceversa.

 

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

La Lega ormai è spaccata in due con il Capitano negli inediti panni del "sor tentenna" mentre tutto il partito (Giorgetti compreso) vuole la crisi. I 5stelle invece restano convinti che alla fine non succederà nulla perché tanto "siamo abituati ai penultimatum a mezzo stampa di Matteo". Sarà. Intanto però il Colle  "per non sapere ne leggere e ne scrivere" mette le mani avanti e fa sapere (spalleggiato dal Premier Conte con cui ha parlato l'altro giorno) che se crisi dovrà essere la strada maestra sarà quella parlamentare ovvero dimissioni del Premier con rinvio alle Camere per il relativo voto di sfiducia.

salvini mattarella

 

Insomma, chi vuole la crisi se ne deve assumere la responsabilità di fronte al Paese e motivarne le ragioni. In poche parole il Capo dello Stato pare intenzionato a seguire la Costituzione alla lettera. Poi, tra i desiderata che il Capo dello Stato ha già fatto recapitare tramite appositi "piccioni viaggiatori" c'è che se non si voterà tra settembre e ottobre meglio sarebbe arrivare fino a giugno senza fermarsi in primavera.

 

salvini mattarella

Questo perché se a settembre si approverà in via definitiva la legge sulla riduzione dei parlamentari ci vorranno poi parecchi mesi per renderla vigente (compresi i tre mesi per chiedere il referendum ecc ecc). Insomma, difficilmente la legge sarà operativa per votare in primavera. Questi i calcoli e le considerazioni che si fanno al Quirinale.

A proposito: Mattarella gradirebbe sapere che ne pensa dell'attuale situazione politica anche l'altro vicepremier, Luigi Di Maio. Magari, durante una chiacchierata al Colle.

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