CON ALAIN DELON L'IMBECILLITÀ DEL ''POLITICALLY CORRECT'' STA TOCCANDO VERTICI DITTATORIALI. E ORA CHE SCOPRO CHE NELL'INCIPIT DEL LIBRO SU SALVINI SI PARLA DI LUI COME ''PIÙ DESIDERATO DALLE DONNE ITALIANE'', CAMBIO COMPLETAMENTE ATTEGGIAMENTO: SONO D'ACCORDO, ANDAVA CENSURATO, PROIBITO. PICCHETTI PARTIGIANI AVREBBERO DOVUTO SOSTARE INNANZI AL SALONE DEL LIBRO PER IMPEDIRE CHE ANCHE SOLO UNA COPIA ENTRASSE!

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giampiero mughini giampiero mughini

Giampiero Mughini per Dagospia

 

Caro Dago, spero di sbagliarmi ma ho l’impressione che l’imbecillità del politically correct stia toccando vertici dittatoriali raramente toccati nella storia dell’uomo. Resto di stucco, ma questa è ormai roba vecchia, innanzi al fatto che nessuno apra becco sulla porcata che stanno facendo a Woody Allen con lo stoppare e un suo film e un suo libro. Nessuno apre becco a favore di un grande personaggio marchiato di infamia dal #metoo.

 

matteo salvini in spiaggia matteo salvini in spiaggia

Invece è cosa nuova e recente che le gang del politically correct si siano mosse a protestare contro il fatto che a Cannes venga assegnato il premio alla carriera a uno degli attori che hanno fatto la storia del cinema di questo ultimo mezzo secolo: l’ottantatreenne Alain Delon.

 

E questo perché lui sarebbe buon amico di Jean-Marie Le Pen il fascistone (e chi se ne infischia?), oppure perché reo di “sessismo” e simili altre bestialità. Chissà che cosa vuol dire esattamente la parola “sessista”, l’importante è che fai rumore con la bocca quando la pronunci.

 

alain delon al mare alain delon al mare

Quanto a Delon, grande protagonista e talvolta grande attore, resta ferma per me la memoria di una mia amica (una ragazza intelligentissima) che quando se lo vide innanzi per la prima volta per poco non svenne. Chiedetelo a lei se ebbe a che fare (successivamente) con un miserabile “sessista” o se invece ne valesse la pena. Idiozie a garganella.

 

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Ps. La mia amica Barbara Costa mi segnala che l’incipit dell’intervista a Matteo Salvini pubblicata da una casa editrice di destra è il seguente: “E’ l’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale”. Questa sì che è un’offesa insopportabile portata alle donne italiane del nostro tempo.

 

E da cavaliere nei confronti del genere femminile quale sono, modifico completamente l’atteggiamento nei confronti di quel libro. Sì, sì, andava censurato, proibito. Picchetti partigiani avrebbero dovuto sostare innanzi al Salone del libro e impedire che una sola copia di quel libro entrasse al Salone a profanarlo con la frase orripilante che ho citato. Picchetti partigiani giorno e notte, gente che cantava “Bella ciao”. Amen.

 

 

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GIAMPIERO MUGHINI

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