luigi di maio michele geraci

VIA DALLA SETA - L'ITALIA SARÀ IL PRIMO PAESE G7 A ENTRARE NELLA ''BELT AND ROAD'' CINESE? GLI AMERICANI OVVIAMENTE S'INCAZ*ANO: ''NON PORTERÀ BENEFICI AI CITTADINI E POTREBBE DANNEGGIARE LA REPUTAZIONE GLOBALE DELL’ITALIA SUL LUNGO PERIODO'' - IL SOTTOSEGRETARIO SINOFILO MICHELE GERACI: ''NON ABBIAMO ANCORA DECISO SE FIRMARE. NON MI RISULTA CHE GLI USA SIANO IRRITATI''

Gerardo Pelosi per www.ilsole24ore.com

 

Vengono corrette e parzialmente ridimensionate le notizie pubblicate oggi dal Financial Times secondo cui l'Italia sarebbe il primo Paese G7 a sostenere ufficialmente la “Belt and Road”, la nuova Via della Seta voluta dal presidente cinese Xi Jinping. Il quotidiano citando dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci, affermava che il Memorandum of Understanding di supporto al piano infrastrutturale verrebbe firmato a Palermo a fine mese.

michele geraci sottosegretario allo sviluppo economico

 

In realtà il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, firmerà con il suo collega cinese il protocollo il 23 marzo a Villa Madama a latere dei colloqui del premier Giuseppe Conte con Xi Jinping. Poiché la visita di Stato del presidente cinese (che vedrà il presidente Mattarella il 22 sera) toccherà due città (come tutte le visite di Stato) la controparte cinese ha chiesto che venisse prevista anche una visita a Palermo. Quanto ai contenuti del Mou si tratta solo di un accordo quadro, un “legal framework” che rappresenta solo l’avvio del processo per inserire in futuro i progetti prioritari nei vari settori infrastrutturali (trasporti, grandi opere, telecomunicazioni, energia).

 

 

Farnesina prudente tiene conto posizioni Usa

Il negoziato tra Italia e Cina non è ancora completato anche perchè è in corso di elaborazione all'interno del Governo una linea comune che non è stata ancora trovata. Infatti se il Mise sta accelerando per arrivare presto ai progetti infrastrutturali, la Farnesina è più prudente anche per venire incontro alle preoccupazioni dell'amministrazione americana. Non è escluso che nei prossimi giorni si possano incontrare a Palazzo Chigi i ministri Moavero e Di Maio proprio per concordare una posizione comune. Secondo gli Stati Uniti la Belt and Road difficilmente sarebbe d'aiuto all'Italia dal punto di vista economico contro un significativo danno d'immagine.

conte tria moavero 1

 

 

«Vediamo la Belt and Road come un “made by China”, per l'iniziativa della Cina», ha detto Garrett Marquis, portavoce del National Security Council della Casa Bianca. «Siamo scettici sul fatto che il sostegno del Governo italiano porterà benefici sostanziali agli italiani – ha affermato Marquis - e potrebbe finire per danneggiare la reputazione globale dell’Italia sul lungo periodo».

 

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA

In ultima analisi dopo i casi del Tap e del Muos (megaradar militare in Sicilia) il Movimento Cinque stelle si appresta ad aprire con la Nuova Via della Seta un altro dossier altamente critico nei rapporti tra Italia e Stati Uniti. Tutti casi nei quali, alla fine, ha dovuto cedere di fronte ad accordi preesistenti raggiunti anche nell’interesse del nostro Paese in termini di sicurezza e approvvigionamenti energetici.

 

 

CINA: GERACI, NON MI RISULTA IRRITAZIONE USA

 (ANSA) - "Non mi risulta alcuna irritazione degli Stati Uniti nei confronti dell'Italia: non ho avuto alcuna comunicazione dell'ambasciata. Quando avrò questa notizia potrò commentarla". Lo afferma il sottosegretario allo Sviluppo economico, Michele Geraci, che ricorda anche come il Memorandum al centro delle polemiche "è ancora in fase negoziale" e che quindi "potrebbe essere firmato o meno". Il sottosegretario osserva comunque che questo documento "è una semplice cornice, non prevede alcun obbligo, nè fondi", ma solo "un opzione che le aziende italiane possono o meno esercitare".

XI JINPING DONALD TRUMP

 

 

"Noi - aggiunge Geraci - siamo in linea con le politiche atlantiche. Il nostro obiettivo è solo aiutare le aziende nel processo di internazionalizzazione del loro business verso l'Asia e la Cina. Non vedo alcuna criticità in questo".

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?