jerry cala

50 ANNI DI LIBIDINE! JERRY CALÀ FESTEGGIA MEZZO SECOLO DI CARRIERA: “IL CINEMA MI MANCA. GLI ATTORI NON POSSONO SCEGLIERE I RUOLI E IO NON HO RICEVUTO TANTE PROPOSTE. FORSE PERCHÉ NON ODORO DI SINISTRA E NON INVOGLIO I REGISTI. ‘YUPPIES 3’? NON CREDO SI FARÀ MAI. LA TV? SIAMO NELL’EPOCA IN CUI UNA FICTION CE L’HANNO TUTTI. IO INVECE NIENTE…" - E POI I GATTI, BUD SPENCER, WALTER CHIARI E QUEL CAPODANNO CON UGO TOGNAZZI - VIDEO

 

Paolo Giordano per “il Giornale”

 

giampiero galeazzi jerry cala e mara venier foto di bacco

Jerry Calà è tale e quale. Sul palco o fuori dal palco lui scherza, ride, ragiona, filosofeggia, insomma è un attore nato che sta per festeggiare cinquant' anni di una carriera senza limiti. Ha creato slogan («Libidine», «Doppia libidine»), ha anticipato il futuro (Il ragazzo del pony express), ma ha saputo anche raccontare il passato (bisogna ricordare Sapore di mare?). Ora è un simbolo transgenerazionale, alla faccia dei critici che lo consideravano solo una meteora da cinema di serie B. Non ci credete?

 

jerry cala

L' altra sera, alla Capannina di Forte dei Marmi, tra il pubblico c' erano molti più ventenni che suoi coetanei (ha 68 anni) e lui, da vero entertainer stile Las Vegas, è salito sul palco alle 2 di notte, mica dopocena al momento dell' ammazzacaffè. «In effetti sta andando benissimo, solo a giugno mi sono esibito con la mia band 16 o 17 volte, sono sempre in tour come i Nomadi», sorride lui mentre gli chiedono l' ennesimo selfie, a conferma che è uno degli attori più popolari in circolazione.

jerry calà

 

Però, Jerry Calà, come attore drammatico lei ha debuttato con Pupi Avati e ha vinto anche un premio al Festival di Berlino (Diario di un vizio di Ferreri, 1993). Poi?

«Gli attori non possono scegliere i ruoli e io non ho ricevuto tante proposte».

 

 

Perché?

jerry calà

«Sembra quasi che a Roma ci sia una compagnia di giro che prende tutti i ruoli. Alla luce degli incassi, sembra che il pubblico si sia stancato».

 

Nei cast non si legge il nome Jerry Calà.

«Forse perché non odoro di sinistra e non invoglio i registi. Per carità, non è una lamentela, soltanto una amara considerazione».

 

jerry cala marina suma

Che fine ha fatto il suo progetto di film su di un «proto leghista»?

«Intende Il Longobardo? Con il grande Dino Manetta si pensava di raccontare una storia che poi ho rivisto molto simile nel film Benvenuti al Sud. All' inizio avevo voglia di fare causa a quella produzione perché c' erano scene realmente uguali, poi ho lasciato perdere».

 

mara venier jerry cala

Se il cinema non la cerca, c' è comunque la tv.

«Invece niente. Siamo nell' epoca in cui una fiction ce l' hanno tutti».

Tranne lei.

«Sono un indie del cinema e della tv. Non a caso film come I ragazzi della notte oppure Vita Smeralda me li sono fatti da solo, anche in sala di montaggio».

Adesso si dice che si girerà Yuppies 3.

«In realtà non credo si farà mai. C' è di mezzo il mio amico Aurelio De Laurentiis che in questo momento pensa più al Napoli che al resto.Ma mai dire mai».

jerry cala saluta giampiero galeazzi foto di bacco

 

In ogni caso c' è un suo film in uscita.

«Odissea nell' ospizio che uscirà in esclusiva su Chili Tv e dal 2 ottobre presenteremo a Roma, Milano e Verona. I Gatti di Vicolo Miracoli si sono riuniti dopo tanti anni e qualche litigio, ma la magia è sempre la stessa. Umberto Smaila, Franco Oppini, Nini Salerno ed io in un ospizio che però non è così sganciato dalla realtà perché facciamo anche i conti con l' immigrazione e l' integrazione. Noi siamo un gruppo che ha litigato e si ritrova in un ospizio in crisi».

 

Autoironici.

«Ci propongono di fare una reunion per raccogliere fondi e salvare la struttura... Però intercettiamo anche l' attualità. Ad esempio, quando c' è la prospettiva che nell' ospizio arrivino anche gli immigrati, fuori dalla struttura c' è una protesta con i cartelli Prima gli italiani... Quando è stato proiettato in anteprima, molti mi hanno detto di non avere mai visto il pubblico ridere così tanto per tutta la durata di un film».

jerry calà

 

È la prima volta che si ritrova al completo un gruppo storico del cabaret italiano.

«Sono una parte fondamentale della mia vita. Sono nato come musicista in quella che è stata forse la band più giovane in Italia perché io avevo 15 anni e gli altri 13, ci segnalò anche il settimanale Giovane. Poi sono arrivati i Gatti».

 

Però li ha lasciati.

«Quando giravo il film Bomber con Bud Spencer facevo ancora serate con loro perché mi spiaceva deluderli. Una mattina all' alba, torno in albergo distrutto appena prima di iniziare a girare e mi ritrovo Bud Spencer davanti alla mia stanza, grande e grosso».

jerry cala sapore di sale

 

 

Perché?

«Mi fece un discorso chiaro: stai crescendo, devi scegliere, non puoi stare dappertutto. Bud è stato un mio grande amico, mi ha insegnato l' abc, quando è morto per me è stato un dolore profondo e vero. Non a caso in Odissea nell' ospizio ho voluto una sua gigantografia: un omaggio che gli dovevo».

 

Jerry Calà ha conquistato altri grandi del cinema.

«Beh, nel film la casa di riposo è intitolata a Walter Chiari. Lui mi voleva bene, d' estate condividevamo lo stesso albergo sulla riviera romagnola. Facevamo le serate e poi ci ritrovavamo lì di notte. C' erano Dario Fo, Gino Bramieri...».

 

Ma è vero che il comico fuori dal palco è sempre triste?

«È una cazzata pazzesca. L' idea del clown triste che piange a me fa ridere. Per me fare la battuta è una vera schiavitù, sia sul palco sia nella vita di tutti i giorni».

jerry calà

 

Con quali colleghi ha vissuto momenti indimenticabili?

professione vacanze jerry cala sabrina salerno

«Gigi e Andrea senza dubbio. Avevamo una casa insieme a Riccione d' estate, quante risate. Ma anche con Ugo Tognazzi avevo un rapporto speciale. Lui mi affidò suo figlio Gianmarco durante le riprese del film Vacanze in America e poi abbiamo iniziato a frequentarci. Al festival di San Sebastián volle accompagnarmi alla proiezione di Colpo di fulmine di Marco Risi dell' 85. Poi mi ricordo un 31 dicembre spettacolare».

 

 

marina suma jerry calà

Cioè?

«Avevo litigato con l' allora mia moglie Mara Venier, ero disperato, l' ho chiamato e lui mi ha detto di andare subito a casa sua a Velletri. C' erano Paolo Villaggio, Michele Placido e altri. Tognazzi si è inventato di andare all' improvviso in un ristorante durante il veglione. Abbiamo fatto un'improvvisata e ci siamo tutti divertiti da pazzi. Tognazzi era strepitoso, un grande uomo, oltre che un grande attore».

 

E Jerry Calà come si considera?

jerry cala

«Un attore che pensa di essere un artista a tutto tondo. Canto, suonicchio, recito, faccio one show con una band strepitosa (Giovanni Pepe, Sabino Barone, Dante Zoccolo), sono regista e, se capita, faccio anche il produttore. Insomma, ci metto tutto me stesso».

 

Jerry Calà fa uno spettacolo senza limiti. Musica, battute, improvvisazioni.

«Canto i grandi classici come quelli di Battisti per raccontare la nostra storia e la mia epoca. E dire che da ragazzo ero appassionato di rock inglese, di spirituals mentre oggi mi piacciono i Thegiornalisti, Ultimo, J-Ax con il quale ho fatto un video diventato virale. E Venditti, con il quale poco tempo fa siamo andati a cena e ci siamo divertiti tanto. Ah, e poi mi piace pure Umberto Tozzi, uno di quelli che hanno fatto grande la canzone italiana nel mondo. Pensi che lui veniva a casa dei Gatti di Vicolo Miracoli in via Venini a Milano e ogni sera ci suonava i Beatles: li conosce a memoria».

 

Rimpianti?

«Nessuno, ho una carriera meravigliosa. Ma ora sento il desiderio di andare oltre il one man show, ho un nuovo aspetto, un' altra maturità, penso di potere dare ancora molto al cinema, molto di più di quanto abbia dato finora».

mara venier jerry cala alfio bonanno giampiero galeazzi e la moglie laura foto di baccomara venier giampiero galeazzi la moglie laura jerry cala e alessio bono foto di bacco (1)jerry cala giampiero galeazzi alessio bono foto di baccoJERRY CALA' TOMMASO PARADISOjerry cala festa del papa 2017 jerry cala e marco trani allarea di cortina JERRY CALA jpegJERRY CALA JERRY CALA IN BOMBER JERRY CALA AL BAR DELLO SPORT virna lisi jerry calajerry calàberlusconi jerry cala smaila foto d epocaberlusconi umberto smaila jerry cala jerry calajerry cala mara veniersilvio baldoria silvio berlusconi con smaila e jerry cala e mariano apicellajerry cala mara venierjerry cala ocio 2jerry cala mara venierjerry cala ocio 8jerry cala ocio 9jerry cala ocio 6MARCO RISI VADO A VIVERE DA SOLO JERRY CALAfranco oppinigerry cala accolto dai suoi fan (1)jerry cala con katia noventajerry cala col suo libroEZIO GREGGIO - JERRY CALA - MASSIMO BOLDI - CHRISTIAN DE SICAmarina suma claudio bonivento jerry calaJERRY CALA E LINO BANFISABRINA SALERNO JERRY CALA'JERRY CALAJERRY CALAJERRY CALAJERRY CALA E MARA VENIERmara venier giampiero galeazzi jerry cala foto di baccomara venier giampiero galeazzi la moglie laura jerry cala e alessio bono foto di bacco (2)mara venier jerry cala alfio bonanno giampiero galeazzi e la moglie laura foto di baccoelisabetta ferraccini vladimir luxuria jerry cala arianna davidmara venier giampiero galeazzi jerry cala foto di baccoMARA VENIER E JERRY CALAjerry cala saluta giampiero galeazzi foto di bacco

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…