aldo agroppi

AGROPPI IN GOLA: “SPALLETTI? UN 'PRETE' CHE VOLEVA SPIEGARE A TOTTI COME SI GIOCA" – LA FIORENTINA CHE POI RETROCESSE? IO NON ERO PIÙ UN ALLENATORE, MA LORO ERANO SCEMI" – "IL CALCIO OGGI E’ UNA ROBA DA RIDERE. I CALCIATORI SONO IGNORANTI E ANALFABETI" – LA DEPRESSIONE (“NE SOFFRONO ANCHE RIVA, RONALDO QUELLO VERO E INIESTA”), LE SECONDE VOCI (“INSOPPORTABILI”), CECCHI GORI, LIPPI E LA GUERRA AI SERVI E AI LECCACULO...

 

Estratto dell’intervista di Giuseppe Calabrese per repubblica.it

 

 

(…)

aldo agroppi

Lei è stato uno dei primi a parlare pubblicamente della sua depressione, poi anche altri l'hanno seguita.

"Mi fa compagnia da tanti anni, ancora ne soffro. La vita dell'allenatore è bella se vinci, ma se perdi diventa tutto difficile. Io ho pagato con la mia vita. La depressione è una malattia oscura, che ti logora dentro. Io la definisco il tumore dell'anima. Non la guarisci. Ho letto che Riva ne sta uscendo grazie ai figli. Ronaldo, quello vero, è stato due anni in clinica e ancora non ne è uscito e Iniesta ha detto che sta bene solo quando dorme, se riesce a dormire".

 

E lei?

"Anche da giocatore avevo dei problemi. Ho fatto enormi sacrifici per emergere. Non ero un fenomeno e ho dovuto fare delle rinunce. Anche allora l'ansia di marcare giocatori forti mi consumava. La notte prima di una partita non dormivo mai, nessuno voleva stare in camera con me"

 

Non ha mai trovato una via d'uscita?

"No. Ho avuto un'infanzia non facile, e forse questo ha inciso sulla mia formazione. Ho avuto un fratello che è morto a 20 anni, i miei genitori si sono separati presto e io sono cresciuto con i nonni. Chissà..."

aldo agroppi

 

Il calcio non l'ha salvata.

"Sa qual è la cosa che mi disturba di più? Quando mi dicono: hai avuto successo, hai giocato in Nazionale, perché sei depresso? Ecco, questa è la cosa più stupida che si possa dire, seppure carica di affetto. Lo so, non mi è mancato niente, ma se sono così non ci posso fare niente. Mi dicono: reagisci. Ma che sono scemo? Non provo a reagire? Certo che ci provo, ma non ci riesco e solo con i farmaci trovo un po' di sollievo. E quando finisce l'effetto, ne prendo ancora. Chi soffre del mio stesso male mi può capire, tutti gli altri possono solo intuire come si sta"

 

E fare l'allenatore non l'ha certo aiutata.

"I calciatori, nella maggior parte dei casi, sono ignoranti, analfabeti e non capiscono quanto sia difficile il mestiere dell'allenatore. Spesso, invece di darti una mano, formano una cricca per metterti in difficoltà. Con il mio carattere avrei fatto a cazzotti tutti i giorni"

 

I suoi anni alla Fiorentina non sono stati facili.

"In effetti ho sempre avuto problemi. La prima volta ero alla mia prima panchina di A, i tifosi erano arrabbiati con me perché non facevo giocare Antognoni. Avevo la polizia sotto casa, mia moglie non poteva andare a fare la spesa e i miei figli a scuola. E ogni giorno all'allenamento c'erano due ali di folla che mi volevano picchiare. Per fortuna c'era Passarella che mi difendeva. Eppure, nonostante tutto, quell'anno arrivammo quarti. Oggi saremmo in Champions"

 

Nemmeno i suoi giocatori la amavano troppo

aldo agroppi

"Quelli che non giocavano. Un giorno Gentile fece un'intervista in cui disse che non lo facevo giocare perché io ero stato del Torino e lui della Juve. Allora quel giorno lo chiamai alla lavagna dentro lo spogliatoio e gli dissi: falla te la formazione per domenica"

 

Campionato 1985-86 E la fece?

"Certo. Undici giocatori, come undici erano quelli che mandavo in campo io. Gli dissi: vedi, tu sei più bravo di me ma con questa formazione qualcuno dei tuoi compagni l'hai fatto incazzare di sicuro. E comunque quell'anno Gentile e Antognoni fecero 23 presenze su 30 partite"

 

(...)

 

La seconda volta alla Fiorentina è andata pure peggio, a fine campionato la squadra retrocesse in B.

"Sì, ma non con me. Infatti il giorno dopo la retrocessione Mario Cecchi Gori mi scrisse una lettera che ancora conservo. E' incorniciata in casa mia, e quando la leggo ancora mi commuovo. Era un grande uomo".

 

Il rapporto con Vittorio Cecchi Gori, invece, non fu altrettanto sereno.

spalletti totti

"La prima volta che arrivai alla Fiorentina c'erano Nassi, Piaceri, il presidente Pontello e il professor Baccani che mi proteggevano. La seconda ero solo. Con Vittorio non c'era feeling, Casasco, il direttore sportivo, aveva poco potere e i giocatori... Se sei bravo tecnicamente ma il cervello non funziona riesci a tirare fuori solo stupidità e arroganza. Io ero cotto, ma loro mi hanno bruciato. Non ero più io, è stato giusto fermarmi lì".

 

Eppure era una buona squadra.

"Ha ragione, era buonissima. Con quella squadra non si può mai retrocedere, ma nello spogliatoio me ne fecero di tutti i colori. Glielo dica, se accettano facciamo un confronto e faccio tutti i nomi. Io non ero più un allenatore, ma loro erano scemi".

 

Possibile che la società non sia mai intervenuta?

totti spalletti

"Fu una stagione complicata. Prima il casino con Radice, poi il mio arrivo. Lo ripeto, c'erano giocatori che pensavano solo a cose che con il calcio non c'entrano. I soldi, le donne. Ma la maglia, a quella non ci pensavano. Io mi sono sgolato, glielo dicevo ogni giorno, insieme ci possiamo salvare, ma non è servito a niente. Una società senza peso e giocatori poco intelligenti, eppure fino all'ultimo ho pensato di potercela fare"

 

Invece fu esonerato.

"Era inevitabile, non avevo più in mano la situazione. Lì ho capito che era arrivato il momento di farmi da parte. Mi sarei comunque ritirato a fine stagione, ma arrivò l'esonero e la mia storia di allenatore si è chiusa lì"

 

(...)

 

Diciamo che il calcio in questi trent'anni è cambiato.

effenberg brian laudrup

"In peggio, però. C'è poca qualità, i procuratori comandano e gli allenatori fanno i fenomeni. Vanno in panchina con la cartella, il computer, hanno staff di quindici persone, hanno pure lo psicologo. Altro che psicologo, per certi allenatori ci vorrebbe lo psichiatra. Ho sempre pensato che un allenatore può incidere al 20 per cento, il resto lo fanno la società e i giocatori. E' per questo che il prete vince".

Il prete?

"Sì, io Spalletti lo chiamo così perché parla sottovoce. È un allenatore di esperienza, ma può contare su una squadra di qualità e un presidente che è sempre presente. Ci sono le condizioni giuste per vincere. Però...".

 

Però?

vittorio e mario cecchi gori

"Ogni tanto mi torna in mente un episodio, se vuole glielo racconto".

Prego.

"Spalletti allenava la Roma, non faceva giocare Totti e il pubblico lo contestava. Ricordo che in una partita, a tre minuti dalla fine, fece cenno al suo secondo di chiamare un giocatore dal riscaldamento. Il suo secondo è un bravo ragazzo, ma ha fatto una carriera da calciatore modesta. Si alza dalla panchina con in mano un bloccone di duecento pagine, e va a chiamare Totti. Si avvicina, apre il blocco e gli spiega i movimenti. Ora io dico, sei davanti a Totti, uno che ha giocato più di te, che è stato in Nazionale, e che è uno dei più forti giocatori italiani e gli devi spiegare cosa fare? Lo trovo offensivo. Ma questo è il calcio di oggi, devi far vedere che sei organizzato, che hai tutto sotto controllo. Il calcio oggi è una roba da ridere".

 

agroppi

 

 

Ultimi Dagoreport

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)