ben johnson 12

BEN MA NON BENISSIMO! - I 60 ANNI DI BEN JOHNSON, IL POVERO DAGLI OCCHI LUMINOSI CHE DROGÒ IL SOGNO OLIMPICO - A 12 ANNI INSEGUIVA PICCIONI NEI PARCHI DI TORONTO PER AVERE QUALCOSA SULLA TAVOLA. AI GIOCHI DI SEUL DEL 1988 LO SPRINTER CANADESE VENNE SQUALIFICATO PER DOPING DOPO AVER VINTO L’ORO NELLA CORSA PIÙ SPORCA DI SEMPRE (PERCHÉ SEI DEGLI OTTO FINALISTI FURONO COINVOLTI IN STORIE DI DOPING) – IL RAPPORTO CON MARADONA E CON IL FIGLIO DI GHEDDAFI - VIDEO

Oscar Eleni per "il Giornale"

 

BEN JOHNSON

I momenti di gloria svaniti nel vento appiccicoso di Seul, prendendo a calci la vita e chi alle Olimpiadi coreane teneva in mano le provette che lo condannavano per doping. Nella tormenta di Markhant, a nord di Toronto, Benjamin Sinclair Johnson junior, detto Ben, festeggerà i suoi sessant' anni di lotta per vivere, cambiare la sua esistenza e quella di chi amava, un giorno prima che finisca questo anno orribile che renderà angoscioso ogni brindisi per il 2022.

 

Ben Johnson potrebbe dire che ora nel suo cielo c'è soltanto cibo pulito, vita sana, amore per gli altri, come nei giorni in cui cercava una luna diversa ai campi Flegrei, vent' anni fa, dopo aver lavorato con e per Maradona, che considerava un perseguitato dal sistema come lui, prima di provare a cambiare la consistenza atletica dei calciatori libici dove c'era anche il figlio di Gheddafi.

 

BEN JOHNSON 1

Caro Ben incubo della nostra olimpiade coreana, uomo più veloce della terra per un anno e qualche giorno, dal mondiale di Roma 1987 quando in 9" e 83 centesimi battè Carl Lewis il prescelto, per talento, sponsorizzazioni, fino al 9"78 della finale olimpica chiusa col braccio alzato dopo che la sua partenza a rana aveva lasciato senza saliva Carletto figlio del vento.

 

Lui e gli altri finalisti della corsa che, come poi scrisse nel suo documentato libro Richard Moore del Guardian, deve essere ricordata come quella «più sporca della storia». In effetti era così perché sei degli otto finalisti furono coinvolti in storie di doping, anche Lewis, l'inglese Linford Christie e Calvin Smith che si presero quelle medaglie del sabato senza sole per il ragazzo giamaicano di Falmouth che a 12 anni inseguiva piccioni nei parchi di Toronto per avere qualcosa sulla tavola. Quei tre giorni divennero inferno per tutti.

 

ben johnson maradona

Da Milano, sede del Giornale, ci svegliò Pierluigi Fadda, una frase lapidaria per buttare nel cestino un pezzo su ogni metro di quella corsa fra giganti in terza e sesta corsia: Johnson dopato! Attaccammo pensando fosse stato soltanto un incubo anche se non avevamo bevuto birra, fatto una sauna, ballato in discoteca come Ben in quella sera di vittoria che per lui era di rivincita su una vita da rifugiato, sempre in fuga, sempre alla ricerca di affetti trovati spesso soltanto per interesse da chi si arricchiva con lui. Il villaggio giornalisti, però, si stava illuminando. Senza tende la luce arrivava per dire: ehi, roba grossa.

carl lewis

 

Altra telefonata, la conferma, cercando di capire come il tesoro nazionale del Canada, così lo definirono sul Toronto Star, sarebbe uscito dalla scena, come se la sarebbe cavata il suo allenatore Francis che, come il dottor Astaphan, ammisero i peccati del Ben che conosceva lo stanolozolo e altri pasticci del genere fin dal 1982.

 

Il principe de Merode, belga, presidente della commissione medica del CIO, dopo il controllo delle due provette, Johnson ci mise tanto per riempirle, bevendo di tutto, all'1 e 45 del lunedì mattina scrisse una lettera al comitato canadese per annunciare la squalifica. Alle 7 Anne Letheren, capo missione dei canadesi, informò Ben. Nella baraonda continuavamo a credere che il "povero" dagli occhi luminosi, ma sempre tristi, fosse davvero la vittima, nella speranza che tutto tornasse come al momento del risveglio da Milano. Niente.

 

CARL LEWIS 2

Alle 3 del mattino del martedì la Letheren tornò da Johnson: «Ben ti amiamo, ma sei colpevole». Alle 10, mentre il ragazzo di Falmouth veniva "esiliato" dai Giochi, il CIO, in conferenza stampa, confermò che la finale di quel sabato sarebbe finita sul rogo con l'uomo che doveva lasciare il suo oro al grande nemico Carl Lewis che lo aveva tormentato correndo meglio in batteria e in semifinale, un'ora e mezza prima che l'uomo con la partenza a rana e scarpe diverse dalle sue lo lasciasse un metro dietro. Ancora oggi aspettiamo una telefonata per dirci che fu soltanto un incubo. Non arriverà mai.

ben johnson 12

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…