briatore

BRIATORE FA 70 - "OGGI LA SFIDA È RESTARE VIVO E SALVARE I POSTI DI LAVORO" (PARLA LUI CHE HA LICENZIATO 1200 PERSONE) - "FORSE IO IL VIRUS L'HO GIÀ AVUTO. RITOCCHI? UNO SOLO PER TOGLIERE IL DOPPIO MENTO" - "HO LOTTATO, AL MIO ARRIVO IN F1 AVEVO TUTTI CONTRO, POI HO VINTO 7 MONDIALI IN 18 ANNI, NON MALE. IL MIO CRUCCIO È ALONSO SENZA MONDIALE IN FERRARI. LA ROSSA? È IL SOGNO DI TUTTI, NON PENSO SIA COMPLICATO GESTIRLA” - VIDEO

briatore

 

BRIATORE E IL LICENZIAMENTO DI 1200 PERSONE

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ldquo-questi-giorni-ho-licenziato-piu-1200-persone-rdquo-230474.htm

 

 

Arianna Ravelli per il “Corriere della Sera”

 

Compiere gli anni (70) ai tempi del virus. In un altro momento Flavio Briatore forse avrebbe organizzato una di quelle feste epocali amate dai giornali di gossip, oppure si sarebbe concentrato ancora di più sul lavoro, sul suo gruppo di mille dipendenti, e avrebbe fatto finta di niente. «Che traguardo è? Uno di quelli che non vorresti tagliare, se mi dicessero che c' è una strada per scartarlo la prenderei subito». 

 

Oggi però assume tutto un altro significato, il momento giusto per fare un po' di ripasso («In F1 ho vinto 7 mondiali in 18 anni, non male») e per inquadrare un futuro complesso. «Oggi la sfida è restare vivo e salvare i posti di lavoro», ride ma solo un po'. «Ma forse io il virus l' ho già avuto, sono stato male a dicembre, il dottor Zangrillo mi ha detto che può essere».

 

Che fa chiuso in casa?

«Videoconferenze con i miei collaboratori. Sono a Montecarlo, sto molto di più con mio figlio Nathan Falco, che ha 10 anni. Anche Elisabetta (Gregoraci, ndr ) è qui, ce lo godiamo».

 

FLAVIO BRIATORE

Cosa racconta a suo figlio?

«Che lui è molto fortunato, che non tutti hanno le sue possibilità, c' è chi vive in 40 metri quadrati. È importante spiegargli i valori: io ho fatto molta più fatica di lui, però lui dovrà comunque impegnarsi al massimo. A parte che se non sarà all' altezza, ci sarà chi lo controlla».

 

Il suo è uno dei settori più colpiti.

«Sì, tutti i Paesi in cui abbiamo ristoranti sono chiusi. In Italia stavamo per iniziare le assunzioni degli stagionali. Ma è una catastrofe per tutta l' economia. Così in qualche mese la Cina comprerà tutte le migliori aziende italiane. Il virus ci costringerà a cambiare ragionamenti».

 

In che senso?

briatore mosley

«È necessario precedere il virus, non inseguirlo. Ora dobbiamo cominciare a ragionare col virus, conviverci. Dobbiamo minimizzarne l' impatto perché la nostra vita è cambiata per sempre».

Una cosa che le istituzioni dovrebbero fare subito.

«Parlare con una voce unica, politica e dottori. Non destabilizzare le persone. Abbiamo fatto molti errori, come far circolare il virus. C' era l' esempio della Cina, ci siamo fatti trovare impreparati».

 

Anche il suo amico Donald Trump ha sottovalutato, no?

«Non lo sento da mesi, ma certo anche lui, come noi, come Macron, come Johnson.

Se sarà rieletto? Penso di sì, non ha oppositori seri».

Ormai parla più di politica che di F1.

«La F1 è lontana».

 

Le manca?

briatore gregoraci nathan falco

«Mi manca gestire un team, avere continue decisioni da prendere, è una sfida continua. L' altro giorno con Alonso abbiamo ricordato il Gp del Brasile quando pioveva ma abbiamo deciso di partire con le gomme da asciutto, ho detto "se lo dico ad Alonso non parte". Lo ha scoperto che era in macchina, aveva due occhi spalancati: "Ma qualcun altro fa come noi?", "Il tuo compagno di squadra". Era ultimo, è arrivato terzo».

 

A chi è legato della F1?

«Veramente mi hanno fatto la guerra tutti. Io sono entrato con la Benetton, eravamo quelli che facevano i maglioni. Per me la F1 era un prodotto come un altro. Poi ho vinto Gp con tre team, Benetton, Ligier e Renault, e 7 Mondiali in 18 anni. Ma invece di dirci bravi, qualcuno mi ha odiato tutta la vita come Mosley, l' ex presidente della Fia. Poi mi ha aiutato Ecclestone, e abbiamo fatto cose buone con Montezemolo, quando con la Fota ci siamo opposti a Mosley: nel 2009, abbiamo riunito in fabbrica da noi tutti i team principal alle due del mattino».

il movimento del fare di flavio briatore

 

Per l' incidente a Singapore di Piquet jr deciso a tavolino lei è stato fatto fuori.

«Mosley me l' aveva giurata. Mi hanno incolpato di tutto, ma poi sono stato riabilitato da un Tribunale di Parigi».

 

È stato vicino alla Ferrari?

«Qualche chiacchiera con Giraudo, ma no. La Ferrari è un po' il sogno di tutti, non penso sia complicato gestirla. Quando c' era Alonso c' è stato qualche contrasto con Mattiacci: la colpa era sempre di Fernando. Continuo a non capire come la Ferrari non vinca: ha i finanziamenti, ha la storia, ha meccanici bravissimi, credo che manchi un raccoglitore di tutto».

briatore schumi

 

La carriera di Alonso non le lascia molti rammarichi?

«L' unica cazzata è stata andare in McLaren. Il grosso rimpianto è la Ferrari, ha perso due Mondiali non per colpa sua. Il primo, nel 2010, era già vinto e c' è stato l' errore del muretto. È stata una botta troppo dura, non avevo mai visto Fernando piangere. Sarebbe cambiata la storia della F1, l' anno dopo con una motivazione incredibile avrebbe vinto ancora, Domenicali e Montezemolo sarebbero rimasti. Dopo quell' episodio sono nate le incomprensioni. Ma io avevo capito...»

flavio briatore e naomi campbell

 

Che cosa?

«Si era cominciato a festeggiare troppo. Mi era successo anche con Schumi. Convinti che avrebbe vinto il Mondiale a Suzuka, avevano organizzato una festa con tre tonnellate di ostriche e gamberetti. Non vincemmo: ci siamo ritrovati in tre tra i gamberetti, io, Schumi che non parlava e il suo manager».

 

Il podio dei migliori piloti di adesso.

«Hamilton, poi Verstappen e Leclerc».

 

E dei suoi tempi?

«Senna e Schumi assieme, poi Fernando: avessi un team io lo prenderei, un rottweiler, fisicamente intatto».

 

briatore alonso

La F1 di Briatore sarebbe più vicina a quella di Ecclestone o a quella di Liberty?

«50 e 50. Con Bernie ho fatto guerre sulla comunicazione, ma con lui un problema lo risolvevi in tre minuti. Ora manca un capo».

 

La F1 sta introducendo il budget cap, vecchia idea.

«Sempre detto, tutto quello che non si vede deve essere uguale. Più ci sono macchine simili, più emergono i piloti migliori, più i team medi possono concorrere, essere competitivi. Il budget cap lo fai non fissando una cifra, ma col regolamento: tot alettoni, tot ore di gallerie del vento. E le gare devono essere più brevi, due da 40 minuti».

briatore e ecclestone da giannino

Adesso che ha 70 anni...

«Ancora... Se penso a come mi sembrava vecchio mio nonno a questa età. Mi consola il mio amico Bernie che diventerà papà a 89 anni».

 

Gli ha fatto i complimenti?

«La gente giudica, ma ora Bernie sa che il figlio farà compagnia a sua moglie quando non ci sarà più».

Confessi il ricorso al chirurgo estetico.

«Ci sono andato solo una volta, 8 anni fa, per il doppio mento, ma nient' altro».

 

Che voto dà ai suoi 70 anni?

renzi briatore presta

«Per dare un voto devi vedere da dove uno parte. Io sono partito da Verzuolo, un paesino sconosciuto, e da niente. Quindi mi do un bel voto, 7 e mezzo».

matteo renzi al billionaire di riyad con flavio briatore e tommaso buti 2briatoreflavio briatore annalisa chirico oscar farinetti 4santanche briatoreBERLUSCONI BRIATORE BOUYGUESbriatore-alonsomatteo salvini saluta flavio briatorealonso briatoredi maio briatoreflavio briatore e heidi klum 1flavio briatore e heidi klum 4briatorebriatore schumiflavio briatoregiovanni malago flavio briatore (2)giovanni malago flavio briatoremarco tronchetti provera flavio briatorematteo salvini flavio briatoreflavio briatore e elisabetta gregoraci al twiga 1flavio briatore al twigaflavio briatore a non e' l'arena 1flavio briatore con lucio prestaflavio briatore, elisabetta gregoraci e il figlio nathan falco

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…