BRIVIDO “MORBIDO” – "IL SEGRETO PER ESSERE IL PIU’ VELOCE? FARE LE COSE CON CALMA. DOLCEMENTE” – VITA, SGASATE E DOLORI DI FRANCO MORBIDELLI, COMPAGNO DI SQUADRA DI ROSSI NEL TEAM YAMAHA PETRONAS – "MIA MADRE E’ BRASILIANA. NON SONO NERO, MA PIÙ 'ABBRONZATO’ DEGLI ALTRI. IL RAZZISMO È UNA BRUTTA FACCENDA” – "VALENTINO? DOPO IL VIA, PROVO A CONSIDERARLO COME UN AVVERSARIO. PERÒ È QUASI IMPOSSIBILE SEPARARE IL PILOTA DALL'AMICO” – IL LEGAME CON LUCA MARINI

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Massimo Calandri per “il Venerdì di Repubblica”

 

franco morbidelli 9 franco morbidelli 9

Il segreto per essere il più veloce? "Fare le cose con calma. Dolcemente". Dicono che quest'anno il mondiale di MotoGP potrebbe vincerlo proprio lui, Franco Morbidelli. Il suo motto è "relax". Curioso, per uno che fila a oltre 300 all'ora. La scorsa stagione ha trionfato in tre gare diverse, ma in classifica è arrivato per un soffio dietro allo spagnolo Mir.

 

Accidenti: una volta gli si è rotto il motore sul più bello, un'altra lo ha buttato giù Zarco - il francese che al piano suona Brel e Brassens, ma in sella si vede che preferisce l'heavy metal - in un'occasione ancora è scivolato sull'asfalto. "Pazienza, forse non era il momento giusto", sorride leggero il ragazzo. Non a caso, lo chiamano il Morbido.

 

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Come sarebbe a dire pazienza? "Ma sì: il motomondiale, in fondo, è un gioco. Non c'è nulla di più importante dell'amicizia, dell'amore. Dei rapporti personali". Parla, e pensa allo Zio: è così che gli piace chiamare Valentino Rossi. Quando stava per essere tritato da una vita amara, il Doc l'ha adottato. Sportivamente e non solo.

 

Franco era un adolescente ed è stato il primo allievo dell'Academy, la scuola dei talenti che s'allenano con Rossi nel Ranch di Tavullia. "Gli devo tutto, è stato l'unico a credere in me fin dall'inizio". Sembra una favola, invece da oggi quei due scendono in pista con la stessa squadra, la malese Petronas. "Salam Aleikum": Razlan Razali, il boss, ha salutato l'esordio della coppia italiana. In griglia con una Ducati ci sarebbe anche Luca Marini, fratello di Valentino: tutto in famiglia, ma questa è un'altra storia ancora.

 

Il "nipotino"

Concentriamoci allora su Zio e Nipote: a 42 primavere e passa, Rossi non vince un gp dal 2017 ma è cocciutamente a caccia del decimo titolo, quello della stella. Lo stesso obiettivo dell'altro, che ha tanti anni (26) quante le stagioni mondiali del suo mentore.

 

franco morbidelli franco morbidelli

E candido confessa: "Dopo il via, proverò a considerarlo come un avversario. Però sarà quasi impossibile separare il pilota dall'amico". Che dilemma, ma soprattutto che tipo: sì, Franco Morbidelli è uno speciale. Il papà romano scomparso alcuni anni fa, la mamma brasiliana di Recife, Cristina, che ha raccontato: "La nostra purtroppo non è stata una vita normale. Abbiamo sofferto tanto, però ora bisogna sorridere e basta".

 

Il Morbido, un cespuglio fitto di ricci ribelli. "Non sono nero, ma sicuramente un po' più 'abbronzatò degli altri. Il razzismo è una brutta faccenda". Lo hanno fatto sentire diverso già ai tempi dell'asilo. "I bambini sono senza filtri. Ma ripetono cose che hanno sentito dire in casa. Per questo è meglio stare attenti, in famiglia, quando si parla davanti a loro: per favore, evitate le battute e certi discorsi stupidi. Non si sa mai".

valentino rossi morbidelli valentino rossi morbidelli

 

Come Lewis Hamilton in F1, sostiene il movimento Black Lives Matter. "Per fortuna l'Italia è un Paese molto più aperto e tollerante rispetto ad altri. Bisogna sorridere, come dice mamma. Però guai, ad abbassare la guardia". Vive a Babbucce, 679 abitanti, frazione della solita Tavullia, provincia di Pesaro e Urbino. Sogna spesso di essere "uno normale", almeno qualche domenica ogni tanto: fare come gli ex compagni del liceo, frequentare l'università a Bologna. "Passare le giornate sui libri. Preparare gli esami. Scambiarsi gli appunti. La sera in birreria, fare amicizia con le ragazze di un altro corso. Ci sono momenti in cui vorrei essere con loro".

 

Domatore di motori

Partire favorito non porta mica bene, Franky. "Me lo dicono tutti: la parte più dura non è arrivare in alto, ma restarci. Però mi sono allenato tanto: per poter spingere coi muscoli, e domare queste bestie a motore. Risparmiando le energie mentali. Sono tranquillo".

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Tranquillo, naturalmente. Infatti non gli importa, se la sua Yamaha è più vecchia rispetto a quella di Valentino e degli altri due piloti (Quartararo, Vinales) del team ufficiale della casa giapponese. "Saranno altre cose a fare la differenza". La serenità, ad esempio. "Io voglio prima di tutto conoscere i miei limiti. Non ho mai creduto alla parola 'top': secondo me c'è sempre qualcosa oltre, di più. In tutti i campi. Vale la pena di esplorare. Se poi questo coinciderà col titolo, tanto meglio. Però non c'è fretta".

 

Il genio della velocità, la lentezza della serenità. Lo Zio non smette di riempirlo di complimenti: "Ha fatto uno straordinario salto di qualità. Ha già vinto un mondiale in Moto2: è un campione, uno vero. Lo avevo capito subito". Morbidelli è così contento, di condividere il box. "Mi piace l'idea di stare accanto a Valentino e ai suoi amici di tutta una vita". "Uccio" Salucci, "Max" Montanari, "Albi" Tebaldi. "Ci sarà tempo per ridere e scherzare. Ma in pista faremo sul serio".

morbidelli rossi morbidelli rossi

 

Dovrà fare i conti anche col "cugino", Luca Marini. "Anche con lui c'è un legame speciale: correvamo insieme con le minimoto, suo padre era di Roma come il mio e si conoscevano bene". Sarà un po' come stare a Tavullia, visto che gli toccherà sfidare anche un altro campione dell'Academy, Pecco Bagnaia. "È curioso. Da una vita insieme, giorno e notte, e ora ci giochiamo il nostro grande sogno: tutti contro tutti. Secondo me, da tanta amicizia non potrà che nascere qualcosa di bello". Marquez il Cannibale permettendo. "È stato fermo un anno, sembra un secolo. La MotoGP, come il mondo di oggi, cambia talmente in fretta: quello che è successo ieri non conta più. Ora ci sono diversi giovani (Quartararo, Oliveira, Binder, Miller) che non hanno più paura di Marc, e possono puntare al titolo".

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Carpe diem

L'altra settimana, durante i test in Qatar, come tutto il resto del paddock grazie a un accordo tra governo locale e la società che gestisce il motomondiale, ha ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer. La seconda arriverà lunedì, dopo la gara. "La pandemìa ci ha cambiato la vita. Quanta sofferenza, che ingiustizie. Penso a Fausto Gresini, campione e manager straordinario, soprattutto un grande amico e una bellissima persona. Perderlo così, a 60 anni, ti fa capire che non c'è mai nulla di certo. E che devi prendere quello di buono che puoi trovare in tutti, in ogni istante. Ancora una volta devo riconoscere di essere un privilegiato. Spero di poterla restituire in qualche modo agli altri, questa buona sorte".

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Il male che fa bene

Sono trascorsi vent'anni, il Morbido giura che è sempre lo stesso mal di pancia della prima volta. Qualcosa che arriva da lontano ma te lo aspettavi: poco alla volta ti prende dentro e s'aggroviglia tutto. Un dolore così intenso e sottile da farsi quasi gradevole. Che strano, che bello. "Un senso di insicurezza. Nervosismo, paura. Mi piace". Lo ha provato da bambino su di una pista a Frosinone. "Mi ci aveva portato papà, ho guidato una mini-moto. La gara! Ero spaventato, felice". Domenica sera corre nella pista in mezzo al deserto di Losail, Qatar: contro lo Zio dovrà fare sul serio. "Stiamo per partire. Mi stanno salendo le stesse sensazioni di sempre. Non vedo l'ora di stare male" giura. "Ma con calma. Dolcemente". E sorride.

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