ferrari

CAVALLINO SCOSSO (DAL CORONAVIRUS) - PER LA FERRARI UTILE IN CALO. IL COVID INFETTA LE STIME 2020, RICAVI RIVISTI AL RIBASSO – L’AD CAMILLERI: “UN PROBLEMA SERIO RIGUARDA LA F1. LE CAUSE: IL TAGLIO DELLE GARE, MOLTE DELLE QUALI SENZA SPETTATORI. L'AZIENDA SI TROVA IN RELATIVA BUONA FORMA E PUÒ REGGERE UNA LUNGA RECESSIONE..."

Pierluigi Bonora per “il Giornale”

 

ferrari

Ferrari parte dalle retrovie di Piazza Affari (perdite di oltre il 6% dopo i conti del primo trimestre) ma poi, in rimonta, taglia il traguardo con un guadagno dell' 1,46% a 145,50 euro, poco sotto il massimo (146,30) e dopo che il titolo era sceso fino a 134,40 euro. Un' autentica volata in Borsa contro l' effetto coronavirus, nonostante la revisione al ribasso delle stime per il 2020 (in febbraio Ferrari aveva alzato le previsioni rispetto al Capital markets Day del settembre 2018).

 

leclerc camilleri

Il Cavallino rampante vede, a questo punto, ricavi netti tra 3,4 e 3,6 miliardi, contro la precedente previsione di oltre 4,1 miliardi. L' ebitda adjusted sarà tra 1,05 e 1,2 miliardi, da 1,38-1,43 miliardi. Per l' ebit adjusted si punta a 0,6-0,8 miliardi dai precedenti 0,95-1 miliardo. L' utile diluito adjusted per azione è invece stimato nell' intervallo 2,4-3,1 euro (da 3,90-3,95). «Nel rimettere mano alle stime - ha spiegato il cfo Antonio Picca Piccon - non si è volutamente tenuto conto del rischio di una seconda ondata di infezioni: sarebbe stato impossibile prevederne l' impatto. Ci siamo basati sulla crisi del 2009».

 

I dati del primo trimestre, come negli altri casi, sono stati condizionati dal lockdown causato dal Covid-19. In proposito, lo stabilimento ripartirà il prossimo 8 maggio con tutti gli accorgimenti a tutela dei lavoratori. Tra gennaio e marzo, Ferrari ha segnato un utile netto di 166 milioni (-8%) e ricavi netti sostanzialmente stabili: 932 milioni (-1%).

STABILIMENTO FERRARI

In crescita le consegne di supercar: 2.738 (+4,9%). E a proposito di vendite, Maranello prevede, a causa del lockdown, almeno 2mila auto prodotte in meno, sempre che non si decida, in base alla situazione, di lavorare anche il sabato e accorciare le ferie.

In questo caso sarà possibile recuperare un migliaio di auto. Ancora nel trimestre, l' ebitda è salito del 2%, a 317 milioni, con il margine ebitda adjusted al 34%, in aumento di 90 punti base. A convincere il mercato, ieri, è stata la prova di «resilienza» dei numeri, rispetto a un rallentamento messo comunque in conto.

 

«Non siamo immuni agli shock dell' economia, ma siamo più resilienti di altri - ha infatti rimarcato l' ad Louis Carey Camilleri -; l' azienda si trova in relativa buona forma e può reggere una lunga recessione». «Sono state prese le misure giuste - ha aggiunto il top manager - per affrontare la situazione e uscire più forti, anche grazie a buon portafoglio ordini».

 

Louis Camilleri

Due le novità, ancora top secret, che saranno lanciate nel 2020 mentre, rispetto al piano al 2022, la crisi sanitaria determinerà qualche ritardo che, però, non riguarderà l' atteso Purosangue, il primo Fuv del Cavallino.

 

E mentre Ferrari si aspetta un secondo trimestre «molto debole» (il portafoglio ordini rimane comunque solido e con poche disdette), un problema serio riguarda la F1, cioè «l' attività che influenzerà negativamente i nostri risultati nel modo più pesante e anche quella che è di gran lunga la più difficile da prevedere», osserva Camilleri. Le cause: il taglio delle gare, molte delle quali senza spettatori. Le conseguenze: riduzione delle entrate generate dai diritti commerciali, nonché le commissioni di sponsorizzazione, le due principali fonti di entrate per Maranello.

camilleri elkann ferrari

 

Camilleri ha affermato che «per mitigare questi impatti, almeno parzialmente, l' entrata in vigore delle nuove regole tecniche è stata posticipata dal 2021 al 2022».

Ma ci sarà anche un calo delle entrate commerciali, legato anche al minor numero di visitatori nei musei e nei parchi a tema.

mercedes ferrari

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)