roberto mancini nazionale italia

CHE LA SECONDA “RIVOLUZIONE MANCINIANA” ABBIA INIZIO – STASERA A CESENA CONTRO L’UNGHERIA IL MANCIO INIZIERÀ A PLASMARE LA NAZIONALE DEL FUTURO - GNONTO DOVREBBE PARTIRE DALL’INIZIO E AFFIANCHERÀ RASPADORI E SCAMACCA NEL TRIDENTE D’ATTACCO – A CENTROCAMPO CRISTANTE, BARELLA E LOCATELLI - MANCINI INVITA ALLA CAUTELA PER GNONTO: “NON METTIAMOGLI TROPPA PRESSIONE ADDOSSO..."

roberto mancini

Alessandro Bocci per il “Corriere della Sera”

 

Ora che l'Italia ferita ha timidamente rialzato la testa, ritrovando entusiasmo e un pizzico d'orgoglio, sarebbe un peccato gettare via tutto e ripartire da zero. L'Ungheria, più che un esame, assomiglia a una trappola. La squadra di Marco Rossi non ha neppure un decimo del talento della Germania, ma ha entusiasmo da vendere, niente da perdere e la maledetta abitudine di prendersi scalpi importanti, così come ha fatto all'esordio contro l'Inghilterra. Mancio continuerà sulla strada del rinnovamento, che fa rima con esperimento.

MANCINI GNONTO

 

Si gioca nella città di Vicini, il c.t. delle notti magiche a Italia '90, anche lui chiamato per rifondare dopo il disastroso Mondiale '86. Azeglio, uomo d'altri tempi con un'umanità straordinaria, aveva trasferito in Nazionale la sua formidabile Under 21, gioventù e spensieratezza, come cerca di fare adesso Mancio.

ITALIA GERMANIA

 

Sarà un'Italia nuova anche stasera, nel forno dell'Orogel Stadium, 15 mila posti esauriti, dove gli azzurri hanno sempre vinto, tre partite su tre, senza subire un gol. Ma stavolta la rivoluzione non sarà totale, come lo era stata tra la disastrosa partita con l'Argentina e la Germania. «Cambierò molto, ma non tutto», dice l'allenatore alla fine dell'allenamento.

 

wilfried gnonto roberto mancini italia germania

Mancini non ha ancora deciso la formazione, ma qualche idea in testa ce l'ha: sette potrebbero essere i cambi rispetto al sabato bolognese, nessun debuttante assoluto, ma uno dall'inizio, il più celebrato in questi giorni, vale a dire Wilfried Gnonto, 18 anni e mezzo, che si è presentato al Dall'Ara con l'assist per Lorenzo Pellegrini. «Non mettiamogli troppa pressione addosso, ma ho capito che sa gestirla». E allora avanti con la freccia Willy: «Sa giocare benissimo ed è molto veloce, una qualità che in pochi hanno in questa Nazionale».

 

gianluca scamacca

Il tridente sarà inevitabilmente nuovo, l'idea è confermare l'ariete Scamacca nel cuore dell'attacco: «È molto bravo. Ci vorrà un po' di tempo, ma può diventare un grande centravanti». Mancio lo ha promosso. Il problema è capire se ha smaltito la fatica, ma la voglia di segnare il primo gol azzurro sarà più forte della stanchezza. A sinistra è pronto Raspadori. Belotti partirà dalla panchina e dopo la partita andrà in vacanza, così come Bonucci. In difesa, con Gianluca Mancini, dovrebbe esserci Bastoni come contro la Macedonia. 

 

alessandro bastoni

A sinistra tornerà dal primo minuto Spinazzola. In mezzo al campo l'allenatore, che ha spedito il giovane talentino Samuele Ricci alla Under 21, non potrà rinunciare alla regia solida di Cristante, affiancato da Locatelli e Barella che porta sul cuore ancora il peso dell'eliminazione Mondiale: «Non so darmi una spiegazione. A Palermo dovevamo vincere 3 o 4 a 0 e invece abbiamo perso. Ora dobbiamo vincere per i tifosi che ci sono stati vicini». Anche per non rischiare di precipitare nella classifica del girone di Nations. 

 

italia germania

Chi se lo aggiudicherà andrà alle finali tra un anno, la quarta invece retrocederà e sarebbe un danno clamoroso, di soldi e di immagine, senza contare che le prime due di ciascun raggruppamento e due-tre fra le migliori terze saranno teste di serie il 9 ottobre al sorteggio delle qualificazioni europee, il vero obiettivo della rinascita italiana.

roberto mancini italia vs macedonia del nord

 

 Il rischio è abbassare l'asticella dopo aver gioito per aver frenato la Germania, forte ma anche un po' distratta e imprecisa. L'Ungheria, che ha principi di gioco chiari, non farà regali. La nuova Italia, meno elegante ma più solida e verticale, dovrà confermare i progressi di Bologna. Perché la strada è questa e non si può più tornare indietro.

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