cr7 parma juve

UN CRISTIANO IN VOLO – IL VIDEO DEL SENSAZIONALE "DECOLLO" DI "CR7 AIR JORDAN" – POKER DELLA JUVE AL PARMA. ORA PIRLO E’ A MENO UNO DAL MILAN. PER RONALDO UNA DOPPIETTA DA RECORD: E’ UNO DEI 5 GIOCATORI AD AVER SEGNATO ALMENO 32 GOL NELL’ANNO SOLARE – ZILIANI IRONIZZA SUL TECNICO DEL PARMA LIVERANI: “RONALDO E MORATA TROPPO SOLI? COLPA DEL DIVIETO DI ASSEMBRAMENTO” - BUFFON: "POTREI GIOCARE ALTRI 2-3 ANNI". E POI RICORDA LA GRANDE DELUSIONE CHAMPIONS AL PSG - VIDEO

 

Da gazzetta.it

 

cr7 parma juve

Una Juve scintillante domina il Parma al Tardini e vince 4-0, portandosi momentaneamente al secondo posto in classifica con l'Inter a un punto dal Milan. Al 23' un brillantissimo Alex Sandro crossa basso da sinistra, velo intelligente di Morata e gol dell'ex per Dejan Kulusevski, bravo a piazzarla col sinistro. Passano 3' e Morata mette in mezzo un cross meraviglioso su cui Ronaldo stacca di testa per battere Sepe. Nella ripresa prosegue il monologo Juve: Ramsey serve il tris a Ronaldo, poi Morata corona l'ennesima eccellente prestazione personale con la rete, sempre di testa, su cross di Bernardeschi.

 

BUFFON

Alessandro Grandesso per gazzetta.it

 

cr7 kulusevski

Ricordi, tra trionfi e qualche amarezza. Come quella partita contro il Manchester United che nel 2019 di fatto l'ha spinto lontano dal Psg, dopo una stagione nata per scherzo e vissuta poi da protagonista. Parla Gianluigi Buffon, all'Equipe, tornato nel frattempo alla sua Juventus, evocando una carrellata di souvenir di calcio, iniziati con il Parma, l'avversario di stasera. A quasi 43 anni, il portiere non ha ancora deciso se quella in corso sarà l'ultima annata in campo: “Magari continuo per altri due o tre anni”.

 

E' da Parma nel 1991 che Buffon ha iniziato comunque il lungo cammino che l'ha portato al record di 652 presenze in Serie A. A cominciare dal debutto nel 1995, con lo zero a zero imposto al Milan di Baggio e Weah: “Il coronamento di un sogno”, ricorda Gigi che non si aspettava di esordire a soli 17 anni. Ma comunque con quella spensieratezza che gli ha permesso un percorso longevo: “La pressione non la sentivo, oggi invece la cerco per essere migliore”. Non ci fu pressione neppure alla prima in nazionale, sempre di fretta a 19 anni, con l'Italia che si giocava in Russia un posto al Mondiale 98, in Francia.

 

cr7 morata

Un Paese, quest'ultimo, con cui ha un rapporto particolare. Con il Parma, e contro il Marsiglia vinse il primo trofeo: “Ma fummo anche fortunati perché affrontammo un Marsiglia decimato”. E contro i francesi, Buffon si laureò campione del Mondo, nel 2006, vendicando così anche l'Europeo perso con il golden gol di Trezeguet, sei anni prima: “Ma di quella notte non ho un bel ricordo.

 

E' un evento così grande e importante che ti devasta interiormente, ti aspira ogni goccia di energia, di entusiasmo e leggerezza. La pressione ti divora. Quindi non ho un bel ricordo neanche della festa. Che vinci o perdi ti senti comunque svuotato. Solo dopo con il tempo è diventato un souvenir inestimabile perché ti senti incredibilmente fortunato”.

 

buffon

Di sconfitte ne ha conosciute molte Buffon, ma di quella con il Real Madrid ai quarti di Champions del 2018, con una rimonta sfiorata (0-3; 1-3) è quella di cui va più fiero: “E' la partita che dimostra che nulla è impossibile e che la forza degli uomini può rendere possibile l'inimmaginabile. Il risultato non mi interessa”. Delusione è il sentimento residuo invece per la prima Champions persa con il Milan, nel 2003. Come per l'eliminazione dal Mondiale del 2018, poi vinto dalla Francia. Il Paese che gli ha impedito di dire addio al calcio: “Quasi per scherzo avevo detto al mio agente di chiamarmi solo se arrivavano offerte da Real Madrid, Barcellona o Psg. E tre settimane dopo il Psg ha chiamato”.

 

Un nuovo capitolo, vissuto con passione, ma conclusosi con un errore ai quarti di Champions contro lo United. Non però in campo, come tendono a imputargli i media francesi: “L'errore fu di non rompere le scatole e di mettere pressione i compagni perché non si prendesse alla leggera il ritorno, dopo aver vinto 2-0 all'Old Trafford”. Il Psg fu battuto a sorpresa per 3-1: “A quella partita ci penso almeno tre o quattro volte a settimana”. A fine stagione disse addio al Psg:

buffon

 

"Una squadra - osserva Gigi - cui manca davvero poco per vincere tutto, non dando più per scontato certe cose. In questo senso il d.s. Leonardo, grazie alla sua cultura italiana, può far sparire questo rischio”. Nel frattempo, Buffon si focalizza sul presente: “Anche se penso ancora al futuro, sapendo serenamente che potrei smettere a giugno. Ma non so ancora cosa succederà, se mi fermo o continuo per due o tre anni. Dipenderà dal mio stato fisico e dalla motivazione”.

CR7cr7 parma juve

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?