elliott paul singer milan gerry cardinale redbird

DAGOREPORT - COME MAI OGNI VOLTA CHE QUALCUNO CERCA DI COMPRARE IL MILAN, SUCCEDE QUALCOSA CHE LO IMPEDISCE? DOPO COMMISSO NEL 2018 E “INVESTCORP” NEL 2022, ORA TOCCA AI SAUDITI DI PIF. IL FONDO AVEVA UN’ESCLUSIVA FINO AL 31 MARZO MA, PROPRIO MENTRE L’OPERAZIONE SI STAVA CHIUDENDO, ECCO CHE I MAGISTRATI DI MILANO SCOVANO DELLE CARTE CHE DIMOSTREREBBERO CHE IL PROPRIETARIO DEL MILAN SAREBBE ANCORA MR LI, E GERRY CARDINALE SAREBBE SOLO UN PRESTANOME…”

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gerry cardinale

Come mai ogni volta che qualcuno cerca di comprare il Milan, succede qualcosa che lo impedisce? Il primo fu Rocco Commisso il quale, nel 2018, arrivò vicinissimo a chiudere l’operazione per rilevare la squadra rossonera dall’enigmatico Mr. Li, che dopo averlo a sua volta comprato un anno prima da Berlusconi non era più in grado di pagare le rate del finanziamento concessogli da Elliott al momento dell’acquisto.

 

All’ultimo momento il finanziere cinese cambiò pool di avvocati e anche idea: l’operazione saltò, Li fece scadere il pegno, e Elliott rilevò la proprietà del Milan. Commisso si consolò poco dopo con la Fiorentina.

 

PAUL SINGER E GERRY CARDINALE

Nel 2022 fu il fondo arabo Investcorp ad arrivare vicinissimo all’acquisizione da Elliott. Era già pronto un organigramma con Paolo Maldini presidente, Ivan Gadizis ceo e Antonio Conte in panchina. Poi successe l’imponderabile: il Milan vinse lo scudetto, Paul e Gordon Singer fecero il giro con il pullman circondato dai tifosi, e decisero di tenerne la proprietà, salvo venderla poco dopo all’italo-americano Gerry Cardinale, che ebbe però bisogno di un cospicuo finanziamento ancora di Elliott per chiudere l’operazione.

 

PAOLO SCARONI PAOLO MALDINI

Risultato? Il presidente rimase Paolo Scaroni, uomo di Elliott fin dai tempi della scalata a Tim, e amministratore delegato divenne Giorgio Furlani, ovvero il capo di Elliott a Londra. Bob Singer rimase in consiglio d’amministrazione e Stefano Pioli in panchina.

 

L’ultima volta è di pochi giorni fa. Cardinale ha trattato con PIF, interessato a rilevare i 600 milioni di debito che il proprietario di Redbird ha con Elliott e anche di mettere un cospicuo assegno per la costruzione del nuovo stadio a San Donato. Il fondo arabo aveva un’esclusiva fino al 31 marzo ma, proprio mentre l’operazione si stava chiudendo (secondo quando riportato ieri sul “Corriere della sera” da Luigi Ferrarella, all’insaputa di Elliott), ecco che i magistrati di Milano scovano delle carte che dimostrerebbero proprio che il proprietario del Milan sarebbe ancora Mr Li, e Gerry Cardinale sarebbe solo un prestanome.

 

GERRY CARDINALE IN PIAZZA A FESTEGGIARE IL MILAN

Risultato? Pif viene congelato, Scaroni e Furlani restano al loro posto, e il Milan rimane invischiato nella situazione in cui era precipitato in quella Pasqua del 2017, quando Silvio Berlusconi, dopo tanti successi ma anche tante centinaia di milioni spesi, era riuscito a venderlo a Mr Li per un prezzo che molti osservatori reputarono fuori mercato…

berlusconi milanPAUL SINGER E GERRY CARDINALE E GORDON SINGERgerry cardinalegerry cardinale thierry henry

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