DOPO LO STALLO SULLO STADIO, FRIEDKIN VA ALL’ATTACCO DELLA RAGGI – LA ROMA PORTA IL CAMPIDOGLIO IN TRIBUNALE – SOTTO ACCUSA COMUNE E CORPO DEI VIGILI URBANI PER I SERVIZI ALLO STADIO OLIMPICO DURANTE LE GARE DEI GIALLOROSSI – IL CLUB SI OPPONE ALLA RICHIESTE “VERGOGNOSE” DI PAGARE QUASI 475MILA EURO:  “TARIFFE ILLEGITTIME, ILLOGICHE E FRUTTO DI UN “ECCESSO DI POTERE” - MA LA QUERELLE RACCONTA DI PIÙ: SEGNA LA FRATTURA TRA CLUB E CAMPIDOGLIO DOPO…

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Andrea Arzilli per corriere.it

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Tariffe «illegittime, illogiche» e frutto di un «eccesso di potere» per un totale di 474.777,16 euro. E richieste «vergognose» da parte dei vigili urbani: così la Roma porta Virginia Raggi in Tribunale.

 

 

Nell’udienza fissata dal giudice civile per il 29 gennaio 2021 la sindaca, citata dai legali giallorossi, dovrà chiarire la ratio secondo cui il Comando dei vigili, visto che non riesce a ottenere il saldo per il servizio durante 15 partite casalinghe della Roma all’Olimpico, provvede a far partire una serie di decreti ingiuntivi verso il club.

raggi raggi

 

Che, però, a pagare non ci pensa nemmeno: secondo la Roma i soldi richiesti sono troppi e pure non dovuti, perché il servizio non c’è, non è richiesto e manca anche una convenzione che lo disciplini. Ma il documento, 49 pagine durissime nei confronti del Comune, racconta di più: segna la frattura tra club e Campidoglio dopo lo stallo su Tor di Valle.

 

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Nell’atto di citazione, già notificato alla sindaca, si ripercorre tutta la storia dall’inizio con parole pesantissime dirette al Comune e al Corpo dei vigili, accusati di «speculare sull’applicazione della normativa, affermando di aver sostenuto costi inesistenti e confidando sulla impossibilità per il club di riuscire a dimostrare il contrario».

virginia raggi si beve una birretta virginia raggi si beve una birretta

 

Si va dall’approvazione del Regolamento comunale nel 2019 che recepisce una legge nazionale di due anni prima e lega la sua applicazione a una richiesta ufficiale, mai partita dai giallorossi, nonché alla stipula di una convenzione specifica, mai avvenuta secondo la Roma per colpa dei silenzi «in assoluto disprezzo» da parte del Campidoglio.

 

Fino alla pec, ricevuta dal club lo scorso 4 settembre, con cui il comandante ad interim dei vigili di Roma Capitale, Stefano Napoli, «intima» il pagamento di quasi 475 mila euro per il servizio svolto dai suoi all’Olimpico tra l’11 agosto 2019 (Roma-Real Madrid) e il 26 gennaio 2020 (Roma-Lazio). Si tratta di una prima tranche visto che la lista si allunga, tenendo più o meno costanti le tariffe, anche ai match disputati senza pubblico sugli spalti svuotati dal Covid. Nelle carte si parla «dell’inesistenza del diritto del Comune di pretendere dalla AS Roma la corresponsione di compensi».

 

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E i motivi sono molteplici, vanno dalla logica alla costituzionalità degli atti. Ma forse l’accusa più pesante al Comune, ché di fatto racconta delle tensioni con la Roma in relazione al dossier Tor di Valle, è quella di aver «grossolanamente confuso» le funzioni dei vigili, inerenti a traffico e ordine pubblico durante un evento pubblico, con i servizi destinati a «privati» di cui si intima il pagamento «illegittimo». In più c’è il dito puntato verso i vigili: avrebbero tutti spinto per lavorare in zona Olimpico con retribuzione «straordinaria», quindi maggiorata e a carico del club, e pure richiesto tessere non nominali anche se la divisa d’ordinanza garantisce loro il libero accesso all’impianto durante le partite.

ROMA STADIO TOR DI VALLE ROMA STADIO TOR DI VALLE

 

friedkin friedkin

Insomma, la rottura è totale. E quando la Roma, ripercorrendo la storia, parla di «confusione e disorganizzazione, ovvero scarsa attitudine alla pianificazione», sembra proprio riferirsi al dossier stadio che, da tempo, è sospeso in attesa di arrivare in Aula per il «regalo di Natale ai romanisti» assicurato da Raggi.

 

Ma dopo James Pallotta, che pressava per speculare sulle opere intorno allo stadio, i Friedkin hanno cambiato orizzonte in cerca dell’affare migliore. Tor di Valle resiste, magari con un iter chiuso nella prossima consiliatura, anche perché sennò tocca ripartire daccapo per altri cinque anni di passione. Ma analizzano anche i terreni di Tor Vergata e lo stadio Flaminio: per restaurare l’impianto dei Nervi è stato sondato anche l’archistar Renzo Piano che, però, ha risposto picche.

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