gasperini

GASP! “AL RITORNO DA VALENCIA ABBIAMO TROVATO UNA CITTÀ CAMBIATA. BERGAMO SEMBRAVA UN PAESE LACERATO DALLA GUERRA” –  GASPERINI SI RACCONTA AL ‘GUARDIAN’ - LA PARABOLA DEI LUPI PER NON AVERE PAURA, I CAMBIAMENTI DEL PAPU E DI ILICIC (ERA LA ‘NONNA’. OGGI E’ IL “PROFESSORE”), GLI SCHEMI STUDIATI DI NOTTE E LA CHIAMATA DI GUARDIOLA CHE DISSE: “GIOCARE CONTRO L’ATALANTA E’ COME ANDARE DAL DENTISTA”

 

DA REPUBBLICA.IT

gasperini

Il Guardian riporta un lungo colloquio con Gian Piero Gasperini. L'allenatore dell'Atalanta descrive le sue sensazioni e quelle della squadra al ritorno da Valencia, dopo la qualificazione ai quarti della Champions, quando Bergamo entrò nel dramma della pandemia: "Ci sembrava di essere in un Paese lacerato dalla guerra. È successo tutto così in fretta: pochi giorni prima non si pensava che sarebbe accaduto. Ricordo che, quando siamo arrivati a Valencia, abbiamo trovato una città piena di gente che festeggiava per strada o fuori dallo stadio, mentre a Bergamo c'erano i primi segnali che la situazione era critica.

 

ilicic papu gomez

 Quando siamo tornati a casa, ci siamo resi conto di quanto fosse cambiata la città in soli due giorni. Siamo passati dall'euforia alla paura nell'arco di 48 ore. Gli ultimi due mesi sono stati qualcosa di straordinario, inspiegabile con le parole. Bergamo è stata al centro di questo terribile coronavirus. La pandemia ha colpito profondamente la nostra città e ha causato tanti morti. Non dimenticherò mai, per il resto della mia vita, le sirene delle ambulanze nel centro di Bergamo".

 

La teoria del branco di lupi

Gian Piero Gasperini fiorentina atalanta coppa italia 1

Quando le partite riprenderanno, Gasperini sa già che cosa dirà alla sua squadra. "Metterò al centro le emozioni. Questi giocatori hanno un grande legame con Bergamo: con la città e con i tifosi. Parlerò col cuore, il mio sentimento è questo: Bergamo ha sofferto molto e questo è il momento in cui noi dobbiamo farla sorridere di nuovo". L'allenatore dell'Atalanta parla poi dell'eccezionale stagione di un gruppo che ha stupito l'Europa. Per motivare i giocatori, espone messaggi negli spogliatoi: uno tra i più recenti era un aforisma del grande cestista Michael Jordan: "Ventisei volte mi hanno affidato il tiro finale e l'ho sbagliato.

 

Tripletta Ilicic al Valencia

Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ed è per questo che ho successo. Ma il messaggio migliore è sul branco di lupi. Ho messo una foto di un branco di lupi nello spogliatoio. Ci sono lupi davanti, alcuni al centro e uno dietro. Quelli davanti danno il ritmo all'inizio, quelli successivi sono i più forti: devono proteggere tutti, se vengono attaccati.

 

Quelli al centro sono sempre protetti. Poi ci sono altri cinque forti più indietro, per proteggere da un attacco alle spalle. Infine c'è l'ultimo, il capo: fa in modo che nessuno venga lasciato indietro. Tiene tutti uniti ed è sempre pronto a correre ovunque, a proteggere tutto il gruppo. Il messaggio è che un leader non si limita a stare davanti, ma si prende cura della squadra: è quello che voglio dai miei giocatori. Devono crescere e migliorare, giorno dopo giorno, perché se non migliorano, hanno finito. Chi si ferma è perduto”

CONTE E GASPERINI

 

Mi spaventa chi non è abituato a lavorare

vittorio fusari con gasperini al balzer

I 70 gol in 25 partite di campionato, le tre volte in cui l'Atalanta ne ha segnati 7, i 5 rifilati a Milan e Parma: la ricetta funziona ed è valsa all'Atalanta l'etichetta di squadra più divertente del mondo in questa stagione: "Per dare un'idea del metodo, userò un proverbio cinese del 500 a.C., dall'Arte della Guerra: difendere ti rende invincibile. Ma se vuoi vincere, devi attaccare. Poi bisogna crescere e migliorare, come ho detto. Durante l'allenamento i miei giocatori devono lottare e chi non è abituato a lavorare sodo mi spaventa. Ma è dalla lotta che nascono le vittorie. Se non si corre in allenamento, non si corre durante la partita. E i calciatori non sono gli atleti che si allenano più duramente".

ilicic atalanta

 

Ilicic era la "nonna", ora è il "professore"

La selezione comincia dal calciomercato: "Non abbiamo avuto i mezzi per grandi investimenti, perciò abbiamo dovuto trovare in Europa giovani giocatori con la stessa filosofia: capaci di adattarsi al nostro stile di gioco, con una mentalità vincente e offensiva e disposti a lavorare sodo.

 

Chi ci crede è uno di noi. Chi ha paura se ne va". Gomez e Ilicic sono le due stelle: "Il Papu è un giocatore straordinario, che non ha raggiunto il suo potenziale perché non si è mai allenato bene. Quando ha iniziato a farlo, ha alzato il suo livello, fino a diventare uno dei migliori d'Europa. Ha perso tempo perché allenarsi fa diventare un campione: ha sempre avuto tutto per diventarlo. Ilicic lo chiamavamo "la nonna", perché andava in giro a fare il simpatico con tutti. Abbiamo dovuto convincerlo ad aumentare i suoi sforzi in allenamento. Gli mancava quel passo mentale. Ma una volta che ha cambiato mentalità, abbiamo smesso di chiamarlo nonna: ora lo chiamiamo "Il professore". Si è reso conto che ogni sessione di allenamento è divertente e da quel momento è rinato. I suoi 5 gol in Champions sono stati superlativi".

gasperini percassi

 

La chiamata di Guardiola

Gasperini ha vinto la Panchina d'oro, culmine di una lunga gavetta, anche se il suo marchio tattico è tale almeno da quando, al Genoa, si meritò il soprannome di "Gasperson" per assonanza con Sir Alex Ferguson, il demiurgo del grande Manchester United. L'esonero all'Inter, brevissima parentesi, è stato l'inizio della ripartenza e dell'amicizia con Pep Guardiola, lo stratega del Barcellona del tiki taka e oggi del Manchester City: "Ero appena stato licenziato dall'Inter, perché non avevo la stessa visione della dirigenza, quando mi arrivò un bellissimo messaggio: Guardiola voleva incontrarmi e mi invitava a vedere i suoi allenamenti al Barça. È stato un momento molto difficile della mia carriera e vedere come un collega straordinario come lui che mi rimaneva vicino in quel momento mi fece capire che tipo di persona fosse. Pep mi rese molto felice".

ilicic

 

La fiducia ai giovani

Anche all'Atalanta, nel 2016, ci fu una svolta, dopo 4 sconfitte e il lancio dei giovani: "Decisi di puntare sulle mie idee, rischiando. Lanciai Caldara, Gagliardini, Petagna, Conti e altri giovani con poche partite in serie A. E' stato l'inizio della crescita. Bergamo è un luogo molto importante per il lavoro, per l'industria, per la produttività. Volevo avere un progetto legato ai ragazzi, preferibilmente cresciuti nel settore giovanile, che è eccezionale. Per troppo tempo la spina dorsale della squadra era stata troppo vecchia, così ho cercato di evitare la retrocessione con un metodo diverso: dare piena fiducia ai giovani, farli crescere e dare la priorità al calcio di qualità".

 

Guardate dove sta l'arbitro

Il pressing a tutto campo è la ricetta originaria, tra le novità spunta perfino un'occhiata all'arbitro: "Oggi la ricerca dello spazio in campo è fondamentale, così ho detto ai ragazzi: guardate dove sta l'arbitro, è sempre nella posizione ideale per vedere la partita.

 

gasperiniilicic piange per astori

Soprattutto Gomez ha ascoltato il consiglio e ha funzionato". Altro aforisma: non si perde mai: "Dico sempre ai miei giocatori: non perdiamo mai, perché o vinciamo o impariamo". Lui spesso studia gli schemi di notte, come ha raccontato sua moglie Cristina: "Con il mio tablet di notte o con la mia lavagna sto sempre a studiare per trovare soluzioni per la partita successiva. Solo quando ritengo che possano funzionare le uso in allenamento".

 

Giocare contro di noi è come andare dal dentista

La difesa a tre è un cardine: "Ne sono orgoglioso, la uso dai tempi del settore giovanile della Juventus. Allora mi dissero che era troppo difensiva. Ho dimostrato che era vero il contrario: i tre difensori partecipano allo sviluppo del gioco, sono allenati per essere coinvolti nelle azioni d'attacco. Il modulo non ha importanza, conta di più con quanti giocatori si attacca o si difende.

 

gasperini guardiola

Se dovessi riassumere la mia filosofia difensiva in una sola frase, sarebbe che io non credo e non crederò mai al concetto di aspettare che l'avversario commetta un errore: credo che si debba cercare di rubargli il pallone per attaccare". E' il metodo che ha fatto dire a Guardiola la famosa frase, alla vigilia di Atalanta-Manchester City a San Siro: giocare con l'Atalanta di Gasperini è come andare dal dentista: "E' il mio obiettivo: dare fastidio a qualsiasi avversario. Chi gioca contro di noi deve correre molto ed essere infastidito. Penso che la metafora del dentista sia perfetta". Ora l'obiettivo prioritario è un altro: "Restituire il sorriso a Bergamo".

 

atalanta fiorentina percassi ilicicilicic 4gasperini 2gasperinigasperinipapu gomez

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