italia spagna

ITALIA-SPAGNA, CHE CORRIDA! I DUE POPOLI SI SONO COMBATTUTI E DETESTATI PER SECOLI - MILANO ERA GOVERNATA DAGLI SPAGNOLI, E NEANCHE TROPPO BENE, COME RICORDA MANZONI. IL DUCE SOGNAVA DI ANNETTERE LE BALEARI, IL SARCASMO DI MONTANELLI SUL REGIME FRANCHISTA E LA MITICA FINALE DI PALLANUOTO ALLE OLIMPIADI DEL ’92 QUANDO IL SETTEBELLO SCONFISSE LA SPAGNA DOPO 6 TEMPI SUPPLEMENTARI, CON JUAN CARLOS (NATO E CRESCIUTO A ROMA) AFFRANTO IN TRIBUNA - IL 2008, ANNO DEL SORPASSO IBERICO - VIDEO

Aldo Cazzullo per il "Corriere della Sera"

 

italia spagna

Stasera sarà battaglia; e non solo sportiva. Perché la fratellanza tra italiani e spagnoli è uno dei grandi equivoci della storia.

 

Nella realtà, i due popoli si sono combattuti e detestati per secoli. La Spagna era la potenza egemone, talora occupante. Milano era governata dagli spagnoli, e neanche troppo bene, come ricorda Manzoni. Il Papa, dopo le tremende prove del valenciano Borgia, poteva essere italiano; ma doveva essere amico. Gli spagnoli si permettevano il lusso di un proprio Stato, detto non a caso dei Presìdi, tra la Toscana e Roma; e consideravano il Regno di Napoli come roba loro. Artisti e musicisti, da Tiziano a Farinelli, partivano per la corte di Madrid.

alessandro manzoni

 

Persino quando italiani e spagnoli si allearono, come a Lepanto, gli screzi furono tali che il patto venne subito infranto: fino all' assedio di Famagosta e già qualche mese dopo la battaglia, la Repubblica veneta si trovava meglio con i turchi del sultano Selim II, la cui favorita e madre dell' erede al trono era veneziana. Appena avemmo l' occasione, pure noi tentammo di farci valere.

 

benito mussolini

Amedeo di Savoia, figlio cadetto di Vittorio Emanuele II, divenne re di Spagna, da dove fuggì rapidamente per avere salva la vita. Nella guerra civile spagnola gli italiani combatterono su entrambi i fronti. I fascisti si macchiarono di orribili atrocità nelle Baleari, che il Duce sognava segretamente di annettersi, fino a quando Franco non gli fece capire che non era il caso: davanti alle stragi ordinate dal sedicente conte Rossi - si chiamava in realtà Arconovaldo Bonacorsi -, il cattolico conservatore Georges Bernanos si convertì alla causa repubblicana, e scrisse «I grandi cimiteri sotto la luna». Quando poi il regime esaltò la presa di Santander, l' inviato Indro Montanelli scrisse: «È stata una lunga passeggiata con un solo nemico, il caldo».

indro montanelli

 

Negli anni della lunga gelata franchista, l' Italia del boom economico guardava ai cugini latini con un sorriso benevolente, finendo quasi per crederli un popolo fraternamente innocuo. Madrid ci era propizia: nel 1982 vincemmo il Mondiale di calcio della rinascita; dieci anni dopo il Settebello della pallanuoto sconfisse la Spagna in una mitica finale alle Olimpiadi di Barcellona, dopo sei tempi supplementari, con Juan Carlos - nato e cresciuto a Roma - affranto in tribuna.

 

EUROPEI 2008 - ITALIA SPAGNA

E invece. Non soltanto le Furie rosse, che nel calcio non ci battevano dai tempi di Zamora, nel 2008 ci eliminarono dagli Europei; nello stesso anno il governo spagnolo annunciò il sorpasso nel Pil procapite (il nostro governo negò, e subito dopo venne la grande crisi a rendere vana la discussione). Telefonica-Telecom e Abertis-Autostrade trattarono fusioni e separazioni. Sabina Guzzanti girò «Viva Zapatero!», simbolo dello spirito libertario lontano dall' Italia ruinian-berlusconiana; e pazienza se poi Zapatero non ha fatto una grande fine.

 

EUROPEI 2008 - ITALIA SPAGNA

I nostri figli e nipoti partivano in massa per Barcellona, prima che la Catalogna si infilasse nel labirinto secessionista. Le mamme ascoltavano Julio Iglesias, che parlava benissimo italiano come anni dopo il suo omonimo Pablo, aspirante rivoluzionario che citava Gramsci e Berlinguer. Si andava al cinema per i film di Almodovar, dove i padri diventavano madri e Penelope Cruz una suora sieropositiva; ma i cattolici tradizionalisti seguivano il «santo» chitarrista Kiko Arguello, che ebbe pure lui i suoi guai, mentre dopo Giussani Comunione e Liberazione si affidava a Julian Carron, nato in Estremadura, la regione di Javier Cercas, il grande scrittore che ama l' Italia. Insomma, i punti in comune sono molti; ma non siamo fratelli, anzi siamo quasi sempre stati rivali.

EUROPEI 2008 - ITALIA SPAGNA

 

L' equivoco nasce forse dalla percezione distorta che l' Italia ha della Spagna, e viceversa.

Se gli spagnoli pensano l' Italia come un' immensa Napoli, con il sole la pizza il mandolino gli spaghetti, noi pensiamo la Spagna come una grande Andalusia, i tori le corride le spiagge il gazpacho. La Spagna verde, atlantica, zitta, diffidente, ci è estranea; sono posti dove non si va in vacanza e che non si vedono in tv.

 

Un' antica diceria popolare iberica, radicata nei secoli del declino e delle guerre civili, racconta che la Spagna sia nata sotto una cattiva stella; in Italia avevamo inventato invece la leggenda dello stellone.

EUROPEI 2008 - ITALIA SPAGNA

 

Invece oggi - secondo le statistiche - gli spagnoli sono il popolo più ottimista d' Europa, o comunque il più allegro, e noi il più pessimista. La loro cultura calcistica è all' insegna del possesso palla, la nostra è molto più prudente, almeno fino all' arrivo di Mancini. Stasera ce la giochiamo, tra atleti e tra popoli che si conoscono e si stimano; ma che restano diversi.

italia spagna pallanuoto 92

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…