bernardi velasco egonu vannacci 5

“EGONU HA FATTO BENE A DENUNCIARE VANNACCI" - LORENZO BERNARDI, ELETTO PALLAVOLISTA DEL XX SECOLO, TORNA IN NAZIONALE COME ASSISTENTE DI VELASCO CHE GUIDA L’ITALVOLLEY DONNE: "LE DIFFERENZE COL MONDO MASCHILE? CON LE DONNE MAGGIORE CORRETTEZZA, MENO INSULTI E PIÙ VOGLIA DI IMPARARE – IL RAZZISMO? È UNA PIAGA SOCIALE. IO SONO CONVINTO CHE IN CASI DI INSULTI LA PARTITA VADA SOSPESA, BISOGNA DARE UN SEGNALE FORTE”

Niccolò Zancan per “la Stampa” - Estratti

 

lorenzo bernardi

Lorenzo Bernardi, incominciamo con una domanda poco simpatica. Dicono di lei: persona chiusa, al limite della freddezza. È vero?

«Sono nato in Trentino. Sono una persona riservata. C'è modo e modo di manifestare le proprie emozioni. Magari rido poco, ma mi diverto dentro».

 

Lei è stato uno dei giocatori più vincenti della storia del volley, come allenatore è tornato a vincere appena è passato al femminile. Che mondo ha trovato?

«È lo stesso sport, ma cambiano le dinamiche umane. Sono diversi i modi di rapportarsi, ma restano identici gli obiettivi. Da parte delle mie giocatrici ho trovato maggiore disponibilità a mettersi in discussione, a provare cose nuove. Penso che la pallavolo femminile possa migliorare molto e che sia destinata a superare quella maschile. Del resto quasi il 70 per cento dei tesserati della federazione italiana è fatto di donne».

lorenzo bernardi

 

Un'altra differenza fra i due mondi?

«Con le donne maggiore correttezza, meno insulti. Un clima di maggiore sportività».

 

Come ha affrontato il cambiamento?

«Studiando molto. Preparandomi e leggendo. Chiedendo consiglio a Julio Velasco, esplorando il mondo della Nazionale femminile. Io quando decido di affrontare una sfida non sono uno che butta i dadi».

 

Con chi si è consultato?

«Con mia moglie e con i miei figli. Sono loro che portano il peso delle mie gioie e delle mie delusioni, anche quello dei miei traslochi. A Piacenza, l'ultima squadra maschile, sono stato esonerato con una telefonata la mattina del 31 dicembre: delusione grande. Ci siamo confrontati in famiglia. Ma loro sanno che se mi metto in testa una cosa alla fine la faccio».

 

Dopo cinque mesi alla guida della Igor Novara ha vinto una coppa europea. Cosa ha provato?

paola egonu

«È stata una grande soddisfazione».

 

Essere stato giudicato il miglior giocatore di pallavolo del ventesimo secolo, quanto le serve adesso per allenare?

«Io credo tanto. Per esempio: serve a non irrigidirsi di fronte a un errore banale. Perché io rivedo i miei sbagli, mi ricordo dei miei errori. Quando le mie giocatrici si arrabbiano per una sconfitta, penso alla mia sconfitta olimpica. Aver provato certe dinamiche sulla mia pelle, mi serve adesso per capire le emozioni che provano loro».

 

Il razzismo è ovunque. Anche nel mondo del volley: a Ravenna insulti dei tifosi contro il centrale nigeriano Martins Arasomwan. Voi parlate di queste cose?

«Sì, capita di parlarne. È una piaga sociale. Io sono convinto che in casi del genere la partita vada sospesa, bisogna dare un segnale forte. Deve essere una regola chiara. Una decisione presa dall'arbitro, non lasciata alle iniziative individuali. Lo sport è il contrario del razzismo. È incontro, è conoscenza».

 

paola egonu

Paola Egonu è vittima di razzismo. Paola Egonu ha denunciato il generale Vannacci per quella frase tremenda nel suo libro: «I tratti somatici non rappresentano l'italianità». Cosa ne pensa?

«Che ha fatto bene a denunciare tutto quello che la faceva stare male, ha fatto bene a fare valere le proprie ragioni. E penso anche che se uno scrive certe frasi su un libro e poi ottiene molta visibilità, di quelle frasi deve assumersi la responsabilità».

julio velasco

 

(...)

 

A proposito di Nazionale. Perché Velasco è Velasco?

«Per la straordinaria capacità di focalizzare la squadra: tutti uniti, con un unico obiettivo, senza dispersioni di energie. Lui è un maestro nel formare un gruppo».

 

(...)

lorenzo bernardilorenzo bernardilorenzo bernardi coverlorenzo bernardi coverlorenzo bernardi

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?