sara pinna 19

“LETTERA DI UN PADRE A UNA CONDUTTRICE RAZZISTA” – IL POST DI FUOCO DEL PAPA’ DEL BIMBO OFFESO DA UNA CONDUTTRICE TV DOPO COSENZA-VICENZA (“TANTO VERRETE QUI A CHIEDERE LAVORO) - "HA DIMOSTRATO DI ESSERE POCO SPORTIVA OLTRE CHE IGNORANTE. LA PADANIA DEVE TANTO AI MERIDIONALI. LA INVITO, SENZA RANCORE, A VISITARE LA CALABRIA” – LA REPLICA: “NULLA CONTRO IL SUD, HO UN NONNO DI TARANTO”
 

 

https://video.corriere.it/sport/conduttrice-veneta-bambino-tifoso-cosenza-prima-o-poi-verrete-tutti-qui-chiedere-lavoro/c3131fba-df68-11ec-b6ed-e788b671e978?vclk=video3CHP%7Cconduttrice-veneta-bambino-tifoso-cosenza-prima-o-poi-verrete-tutti-qui-chiedere-lavoro

 

Da Corriere.it

 

sara pinna

L’uscita dal tenore razzista della conduttrice ha provocato reazioni sui social e la risposta polemica del papà del piccolo tifoso. Su Facebook il post di fuoco dal titolo: Lettera di un padre a una conduttrice razzista. Così recita il post: « Alla gentilissima Sara Pinna

 

Sono il papà di Domenico, il bambino che nel post partita Cosenza-Vicenza esultando per la vittoria della sua squadra ha detto “lupi si nasce” sotto consiglio del papà e con non poco orgoglio. Con la sua risposta, cito Sue parole “eh ma gatti si diventa sai? Intanto prima o poi venite in pianura a cercare lavoro” Lei ha dimostrato di essere anzitutto poco sportiva oltre che ignorante e con non pochi pregiudizi.

 

Prima di parlare è necessario pensare bene a cosa si dice - prosegue il lungo post- perché lei non sa cara Sara Pinna, che Domenico è figlio di due imprenditori calabresi che amano la propria terra e che certamente con non poca fatica dimostrano quotidianamente di voler contribuire per migliorarla e supportarla nel pieno delle proprie possibilità.

 

sara pinna

Lei con la sua qualifica da Giornalista dovrebbe ben sapere e dimostrare a coloro i quali si rivolge cosa sono etica e morale. Due qualità a lei sconosciute a quanto pare. In ogni caso, qualora nella propria terra mancasse lavoro non ci sarebbe comunque da vergognarsi a cercarlo altrove. Dovrebbe saperlo, perché la storia lo insegna se lei avesse avuto modo di studiarla, che la Padania deve tanto ai meridionali e a molti di loro deve il suo sviluppo dal punto di vista lavorativo.

 

Poi la chiusura che è un segnale di pace: « La invito, senza rancore, a visitare la Calabria così che possa anche lei capire che terra meravigliosa è e quanta bella gente la abita, noi a differenza Sua, detestiamo i pregiudizi e il razzismo proprio non ci appartiene. Nascere lupi vuol dire amare i colori della propria squadra e supportarla in tutto e per tutto. Nessuno invece nasce ignorante, alcuni ahimè decidono di diventarlo. Vorrei ricredermi e sperare che non sia il suo caso. Il papà di Domenico».

 

 

SARA PINNA

Renato Piva per https://corrieredelveneto.corriere.it/

 

SARA PINNA 35

«Sono molto serena, perché so come ho agito...». La bufera soffia ormai da 48 ore. Sara Pinna, conduttrice per TvA Vicenza di «Terzo Tempo», trasmissione dedicata al Lanerossi e ai suoi tifosi, è accusata di razzismo o, meglio, di antimeridionalismo. Al cuore della polemica c’è lo scambio in diretta con un piccolo tifoso del Cosenza e il suo papà del 20 maggio scorso, in coda alla partita che ha sancito la retrocessione in C del Vicenza, sconfitto dal Cosenza.

 

«Lupi si nasce», aveva riversato il bambino nel microfono di Andrea Ceroni, inviato di Tva allo stadio Marulla. Da studio, Pinna aveva replicato: «E gatti si diventa. Non ti preoccupare che venite anche voi in Pianura a cercare qualche lavoro». La polemica, in sordina per qualche giorno, è divampata con la pubblicazione, sullo spazio Facebook del gruppo meridionalista «Movimento 24 Agosto», della lettera firmata dal padre del bambino, in cui Pinna viene accusata di nutrire «l’antico pregiudizio» contro la Calabria e tutto il Sud. Il video della diretta pos- partita è diventato virale e la conduttrice è finita in croce, via social. Ecco la sua versione di quanto accaduto.

SARA PINNA 28

 

Sara ha capito di aver sbagliato?

«Sì, nell’istante stesso in cui facevo quell’affermazione avevo capito che era fuori luogo».

 

Ha provato a ricontattare il padre e il bambino dello scambio in diretta?

«La lettera l’ho letta il giorno seguente, il 21 maggio. E il 21 maggio ho contattato il genitore, mi sono fatta dare il suo telefono e l’ho chiamato: telefonata di cinque minuti e 11 secondi, che ho registrato. Ci tenevo particolarmente a scusarmi con lui e con bambino.

 

SARA PINNA 36

Nella telefonata ho detto: “Sono mortificata per quelle parole, che non sono state appropriate. Per la verità andrebbe capito il senso in cui volevo dirle, ma qui è secondario: quel che mi interessa è sapere come sta il bambino”. Questo per quanto mi renda conto benissimo di come, se le cose non vengono manipolate dagli adulti, i bambini siano sereni...».

 

Com’è finita tra di voi? Che cosa vi siete detti?

«Il padre di Domenico mi ha risposto: “Non si preoccupi, signora. Sono anch’io un po’ choccato... Mi hanno un po’ obbligato a scrivere questa cosa. Piuttosto, sono mortificato per i fiumi di parole che sta ricevendo lei”. Mi ha comunque assicurato che il bambino era sereno e, quanto a lui, ha capito che non c’erano cattive intenzioni da parte mia».

 

Non è un automatismo ma il suo cognome - Pinna - rimanda chiaramente alla Sardegna: un motivo in più per escludere un sentimento antimeridionale dietro le sua parole...

«Sono sarda e questo cognome, in realtà, riporta anche alla motivazione della frase infelice che mi è uscita. Mio nonno paterno è di Taranto ed è venuto qui a fare il ferroviere... Noi, famiglia sarda, siamo venuti in Veneto per lavorare e ho cambiato tifo, diventando tifosa del Vicenza piuttosto che del Cagliari. Era questo il senso...»

 

Ha accennato ad offese: il «solito» muro di insulti? Il social l’ha travolta di reazioni negative?

SARA PINNA 19

“Enormemente, a mio avviso più del dovuto... Più del peso di quanto ho asserito».

 

Sono arrivate anche molte minacce: si tutelerà in sede legale?

«Sicuramente».

Da un gruppo Facebook molto partecipato a Cosenza, dopo le sue scuse, c’è stata la riappacificazione coi tifosi e le sono arrivate parole di stima. Se visiterà la città le offriranno un gelato e le faranno da Ciceroni...

«Sì, assolutamente sì. Tutto avvenuto il 21 maggio. Ci tengo a sottolineare questa cosa, perché tutto quello che è stato fomentato dopo è derivato da persone che non sanno come ho agito in precedenza».

 

Anche il papà del piccolo Domenico l’ha invitata in Calabria: ci andrà?

«Ci andrò sicuramente».

Al di là della frase infelice, che ha ammesso, perché una polemica così accesa e perché a distanza di tempo? Si è fatta queste domande? C’è la politica di mezzo?

«Sicuramente politica, cento per cento. Poi il bisogno di visibilità di alcune persone, quindi anche un disagio umano per un divario che, evidentemente, viene vissuto in maniera molto forte tra Nord e Sud e sicuramente di più al Sud. Per questo ogni cosa, anche minima che tocchi marginalmente questi aspetti, viene amplificata per rivendicare quelli che sono dei sentimenti che posso capire e posso accettare. Certo, se devono massacrare una persona per questo, non mi pare corretto».

SARA PINNA IRRIDE BIMBO TIFOSO COSENZA

 

Ultima cosa: l’hanno bacchettata anche in quanto giornalista. Lei è tale?

«No, non sono giornalista. Conduco programmi televisivi da vent’anni ma quella è una strada che non ho mai voluto percorrere».

 

Nota: Videomedia, l’editore di TvA Vicenza, ha immediatamente confermato la fiducia in Sara Pinna: «Le parole finite nell’occhio del ciclone sono state pronunciate durante il “Terzo tempo” di una partita meritatamente vinta sul campo dal Cosenza - la nota dell’azienda - a cui vanno i complimenti e gli auguri per un altro campionato ricco di soddisfazioni e successi da tutto il team di Diretta Biancorossa, trasmissione sportiva di punta di TvA Vicenza, regina degli ascolti e punto di riferimento per il tifo biancorosso. Dopo un confronto interno, i vertici di Videomedia hanno accolto le scuse e hanno confermato la fiducia nella professionalità di Sara Pinna».

SARA PINNA IRRIDE BIMBO TIFOSO COSENZA

 

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