ecclestone putin

“MORIREI PER PUTIN. ZELENSKY?UN EX COMICO”. DOPO LE DICHIARAZIONI FILORUSSE, LA FORMULA 1 SCARICA BERNIE ECCLESTONE - I VERTICI DI LIBERTY MEDIA, LA HOLDING AMERICANA A CUI NEL 2017 ECCLESTONE HA VENDUTO IL CIRCUS A PESO D’ORO, HANNO DIFFUSO UNA NOTA GELIDA: “LE AFFERMAZIONI DI ECCLESTONE  SONO IN NETTO CONTRASTO CON I VALORI MODERNI RIFLESSI OGGI DAL NOSTRO SPORT..."

Da blitzquotidiano.it

  

Bernie Ecclestone difende l’amico Vladimir Putin, sciocca il Regno Unito e si fa scaricare dal circus della Formula 1, la gallina dalla uova d’oro da lui stesso creata e che lo ha reso ricco come un creso.

ecclestone putin

 

In un’intervista concessa a Good Morning Britain, popolarissimo talk show mattutino di Itv, il piccolo ex Napoleone dell’automobilismo britannico e mondiale non solo ha difeso il presidente russo a spada tratta dalle accuse sulla guerra in Ucraina – definendolo “una persona di prima classe”, con dichiarazioni del tutto fuori sincrono rispetto al contesto mediatico del suo Paese -, ma si è spinto fino alla guasconata di dirsi pronto a fargli scudo con il petto, a “prendere un proiettile” per lui.

 

L’amicizia tra Ecclestone e Putin

Ancora attivo malgrado i 91 anni suonati, e più politicamente scorretto che mai, l’ex pilota ed ex manager che per decenni ha dettato legge fra i circuiti più prestigiosi del pianeta, non si è tirato indietro.

 

Ha ammesso che anche Putin, “come noi uomini d’affari”, possa aver “commesso errori”. Ma si è detto sicuro che la guerra sia stata una scelta “non intenzionale”.

 

bernie ecclestone vladimir putin

E comunque persuaso che l’ordine d’attacco all’Ucraina sia stato dato dal presidente russo nella convinzione intima di fare “la cosa giusta per la Russia”, di dover proteggere il proprio popolo.

 

Ecclestone: “Zelensky, quell’ex comico”

Nel contempo Ecclestone non si è risparmiato un tocco di velenosa ironia sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riferendosi a lui come a “quell’ex comico” e imputandogli non aver cercato per tempo un accordo che avrebbe potuto a suo dire evitare il peggio.

 

Mentre ha fustigato come indebite interferenze della politica nello sport sia la cancellazione dal calendario della F1 del Gran premio di Russia, decisa dopo l’invasione, sia il boicottaggio di piloti o atleti russi vari.

 

Ecclestone, Putin e il Gp di Russia a Sochi nel 2014

bernie ecclestone vladimir putin

Parole che fanno scalpore fino a un certo punto, vista l’evidente sintonia fra Ecclestone e Putin creatasi dall’epoca dei negoziati per l’organizzazione del primo Gp di Russia, svoltosi poi nel 2014 a Sochi quando Ecclestone era ancora il boss.

 

Una sintonia cresciuta sino a indurre nel 2017 il magnate britannico a incoronare urbi et orbi Putin come il leader che – fosse stato per lui – avrebbe dovuto “guidare i destini dell’Europa”.

 

Liberty Media scarica Ecclestone

Ma parole che non sono piaciute affatto ai vertici di Liberty Media, la holding americana a cui nel medesimo 2017 Ecclestone ha infine venduto il circo a peso d’oro.

 

bernie ecclestone vladimir putin

“Le affermazioni di Ecclestone – hanno tagliato corto questi ultimi in una nota gelida, dopo le critiche indirizzate all’ex patron anche per aver minimizzato le polemiche su un epiteto giudicato razzista rivolto dall’ex campione del mondo brasiliano Nelson Piquet al suo successore Lewis Hamilton – sono in netto contrasto con i valori moderni riflessi oggi dal nostro sport”. 

putin e ecclestone al gp di sochiputin ecclestonebernie ecclestone vladimir putin

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)