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PER NIENTE ALLEGRI – FINISCE 2-1 VERONA-JUVENTUS: A DECIDERE LA DOPPIETTA DI SIMEONE. PER I BIANCONERI È LA SECONDA SCONFITTA CONSECUTIVA. I GIALLOBLU DELL’EX IGOR TUDOR AGGANCIANO IN CLASSIFICA LA SQUADRA DI ALLEGRI (CHE PUO' FINIRE A 16 PUNTI DA MILAN E NAPOLI…) – COSTACURTA A “SKYSPORT”: “SE ALLEGRI TRE ANNI FA ERA UN PIRLA, SE SARRI ERA UN PIRLA, SE PIRLO ERA UN PIRLA, FORSE ALLA JUVE IL PROBLEMA NON È L'ALLENATORE"

 

 

 

 

Livia Taglioli per www.gazzetta.it

 

Una partenza a razzo del Verona decide la sfida con la Juve: al Bentegodi finisce 2-1, grazie alla doppietta firmata da Simeone all’11’ e al 14’ e al gol della speranza di McKennie al 79’.

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L’argentino torna alle origini: la sua prima marcatura multipla in A arrivò proprio contro la Juve, nel 2016. Ed ora, a quota 8, ha agganciato Immobile nella classifica marcatori (ma con 3 rigori in meno calciati).

 

La Juve, che per la quarta volta di fila non riesce a passare al Bentegodi, incappa nella seconda sconfitta consecutiva, dopo quella rimediata col Sassuolo, quarta della stagione, nonostante i tanti cambi nell’undici titolare. Il Verona, alla quarta vittoria interna consecutiva, sale a quota 15 ed aggancia la Juve in classifica.

 

CHI GIOCA E CHI NO—  Perso De Sciglio col Sassuolo, Chiesa e Ramsey ieri e Rugani oggi (nei piani di Allegri sarebbe partito titolare) per una gastroenterite, ancora assente Kean, Bernardeschi è pronto al rientro in panchina.

 

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In campo dunque tornano Bonucci e Chiellini centrali, turno di riposo per Locatelli ed esordio stagionale dal 1’ per Arthur, al fianco di Bentancur, con Dybala e Morata coppia d’attacco. Il Verona dell’ex Igor Tudor deve invece fare a meno di Ilic ma recupera in extremis Casale, subito in campo. Davanti il trio Barak, Simeone e Caprari, a costruire, ma anche pressare alto.

 

L’UNO-DUE DI SIMONE—   Come il primo corner, anche la prima occasione è firmata dal Verona, con Szczesny che si accartoccia su una conclusione di Lazovic. La Juve risponde con un bel suggerimento di Dybala per Morata, che sotto rete prova un tocco di tacco ma Montipò è attento.

 

Così il Verona riparte a tutta velocità, imprimendo un’intensità pazzesca al match. Finché in tre minuti dà la svolta alla partita: all’11’ Arthur inventa uno sciagurato retropassaggio sul quale si avventa Barak, Szczesny respinge e Simeone non perdona, realizzando la sua quinta rete contro la Juve. Al 14’ la replica: Bonucci arretra lasciando metri preziosi a Simeone, che aggiusta la mira e lascia partire un destro a giro vincente da fuori area, uno splendido gol.

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Col Sassuolo il problema era stato il quarto d’ora finale, col Verona quello iniziale. Dybala fa sponda con Morata e prova la conclusione, a lato. Morata va in profondità, ma è troppo solo. Il Verona continua invece a macinare il suo gioco offensivo e insidioso, costringendo la Juve a continui ripiegamenti difensivi, dettando ritmi e movimenti della partita.

 

 La Juve ci prova con Dybala, prima dopo uno scambio con Morata e poi di testa su cross di Alex Sandro, ma senza mai trovare lo specchio. Su un tiro del brasiliano non andrà diversamente, mentre al 44’ sarà la traversa a respingere un sinistro liftato di Dybala. Totale, dopo il doppio svantaggio la Juve prova 5 conclusioni verso Montipò, ma senza mai trovare lo specchio.

 

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MCKENNIE C’È, MA NON BASTA—   Nella ripresa il Verona abbassa un po’ il ritmo, la Juve riesce ad alzare il baricentro, le due squadre si affrontano corte e compatte. Ora i padroni di casa aspettano i bianconeri più vicini all’area, la Juve è più mobile, mette maggior pressione offensiva e rende più varie le sue linee d’attacco.

 

Ma la squadra di Allegri non riesce ad andare alla conclusione e tanto meno a rendersi pericolosa. Al 58’ doppio cambio di Allegri: dentro Locatelli e McKennie, per Bentancur e Rabiot. E subito il texano chiama Montipò a una smanacciata non banale. La Juve gestisce con calma e ordine, il Verona perde a tratti il suo furore. Tudor inserisce Ceccherini e Sutalo al posto degli ammoniti Casale e Lazovic, Allegri scambia Arthur e Cuadrado con Bernardeschi e Kulusevski, ma non cambia l’inerzia del match.

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Ma, come già col Sassuolo, è McKennie a trovare il gol, riaprendo il match al 79’. Tre minuti più tardi Morata dopo una bella discesa scuote l’esterno della rete, mentre il neo entrato Kalinic sfiora il terzo gol per i veneti. La Juve alza i giri nel finale ma il suo forcing non trova gloria, grazie anche a un miracolo di Montipò su un gran sinistro di Dybala al 90’. E per la Juve arriva la quarta sconfitta stagionale.

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