lauda montezemolo

NIKI LAUDA A RUOTA LIBERA - "LA FERRARI NON È PIÙ UNA MACCHINA DI MERDA, MA MARCHIONNE NON LO VOGLIO COME AMICO, VOGLIO FOTTERLO (SPORTIVAMENTE). ALONSO? EGOCENTRICO CUPO E TORVO, VA DA SOLO VERSO L'ABISSO" - "IL CICLO MONTEZEMOLO ERA FINITO" - "LUBITZ NON è UN SUICIDA, MA UN ASSASSINO"

Emanuela Audisio per "la Repubblica"

 

NIKI LAUDANIKI LAUDA

Fategli collaudare la vostra vita e vi dirà dove fa un brutto rumore. Dategli la consulenza e vi spiegherà come eliminarlo. Provate a cercare scuse e vi lascerà stecchiti. Niki Lauda è come il fuoco che lo ha bruciato: sincero e brutale. Non si tira indietro, punta dritto, non cerca le parole per dirlo. Lo dice e basta. A 66 anni il presidente del team Mercedes si presenta in tenuta casual. Ha un po’ di pancetta, due mogli, cinque figli, gli ultimi due nati nel 2009, sono gemelli.

 

Sorpreso dal progresso Ferrari?

Niki Lauda con la moglie Birgit Wetzinger a e ece c b f c e dd Niki Lauda con la moglie Birgit Wetzinger a e ece c b f c e dd

«Un po’ sì. Ma è nella natura delle cose. L’anno scorso avevamo un vantaggio consistente. Non lo abbiamo più. Non così devastante. Quando stai avanti, gli altri ti prendono le misure, o almeno ci provano. La Ferrari ci è riuscita, gli altri devono ancora arrivare».

 

L’aveva definita una macchina di merda.

«Sì, la scorsa stagione. E non ho nessun problema a ribadirlo. Ora è diverso. I cambiamenti hanno portato nuova spinta, da Allison a Vettel. L’uscita di Montezemolo voluta da Marchionne sarà stata dolorosa per Luca, ma ha funzionato. Nello sport non cerchi la perfezione, ma la funzionalità e così la Ferrari funziona ».

 

Con Alonso era finita?

NIKI LAUDA E JAMES HUNT NIKI LAUDA E JAMES HUNT

«Alonso è un egocentrico cupo e torvo. Mettiamoci anche che ha un tocco negativo. L’anno scorso appena finiva la gara cominciava subito a criticare: questo e quest’altro non vanno, qui abbiamo un problema, qui non siamo vincenti. Come puoi tirare su il morale di una scuderia se il suo pilota ne parla male appena può? Lo sanno tutti: se corri per l’Italia è un atteggiamento che non puoi permetterti. Magari da altre parti ti sopportano, ignorano le critiche, ma non a Maranello e dintorni. Vettel è solare, Alonso ombroso. In questo momento lo spagnolo dovrebbe mordersi il sedere. Ha fatto la scelta sbagliata. Si è spinto da solo verso l’abisso».

NIKI LAUDA PRIMA DELL INCIDENTE NIKI LAUDA PRIMA DELL INCIDENTE

 

Non è una colpa avere caratteri divergenti.

«No, ma portare negatività sì. Guardi Montezemelo e Marchionne. Anche loro sono diversi. Luca veste bene, con eleganza, è cresciuto alla scuola dell’avvocato Agnelli. Marchionne gira in pullover, è più sbrigativo, ma ha risollevato la Fiat, anche con Chrysler non ha sbagliato mossa. Ora io sono amico di Montezemolo, ma non posso non ammettere che dopo 23 anni forse un ciclo era finito. Se vuoi stare nel business devi accettare certe regole. È capitato anche a me di essere fatto fuori con la mia compagnia aerea. Un imprenditore deve prendere atto della situazione. Però spero, anzi sogno, che un giorno i due facciano la pace. E che i loro ego diventino più fraterni».

 

niki lauda montezemoloniki lauda montezemolo

Il suo tornerebbe in Ferrari?

«Con la Mercedes ho un contratto fino al 2017. E Marchionne io lo voglio come nemico, non come amico. Preferisco fotterlo, sportivamente parlando, che correrci accanto. Non mi frega della bellezza dello sport, della gara avvincente, di avere la migliore squadra. Io voglio vincere. Solo quello m’interessa».

 

Per questo Rosberg e Hamilton per la prima volta sono andati in sede insieme?

«Vuol dire la foto sullo stesso aereo che li porta a Brackley come fossero vecchi amici? E con l’idea di unire le forze contro la nuova Ferari?».

niki lauda enzo ferrari montezemoloniki lauda enzo ferrari montezemolo

 

Sì.

«Non prendiamoci in giro. È stato un caso. Non c’era nessun messaggio o solidarietà in quella foto. I due non si sopportano, non sono amici, né lo diventeranno. Nessuno lo pretende, basta che non si ostacolino».

 

La F1 è masochista, lei sostiene.

«Be’ certo non si aiuta. Ha perso macchine, spettatori, sponsor. Ma è la prima a sparlare di lei. Prima abbiamo voluto le macchine meno potenti, grandi sorelle di quelle che vanno per strada, poi ci siamo lamentati che non facessero più il rumore di una volta, poi che la guida era troppo ecologica, tendente al risparmio di benzina. Un disastro: abbiamo fatto e disfatto. E ora siamo pronti per il requiem: la F1 muore. Si può suicidarsi così? ».

 

Il pilota della Germanwings lo ha fatto.

LAUDA AIR LAUDA AIR

«Rifiuto di considerarlo un atto suicida. È stata una strage. Lubitz è prima di tutto un assassino. Sono pilota, ho avuto due compagnie aeree, faccio fatica ad accettare l’idea dello schianto volontario. Uno shock pazzesco. Che porterà a una nuova regolamentazione in volo: ma come? La scuola-piloti di Lufthan- sa è tra le migliori del mondo, molto selettiva, eppure Lubitz ha trovato i buchi dove passare.

Si possono obbligare i medici a violare la privacy del paziente se questi ha la responsabilità di altre vite umane? Vorrei rispondere di sì, ma quando la mia vita privata è stata violata non l’ho presa bene».

 

Allude ai trapianti di rene?

NIKI LAUDA DOPO L INCIDENTE NIKI LAUDA DOPO L INCIDENTE

«Al primo. Uno scambio di famiglia, da mio fratello Florian. Era il ‘97, avevo 42 anni. Cinque minuti dopo essere entrato in ospedale a Vienna, già tutti lo sapevano. Ho protestato con il dottore, lui mi ha risposto: qui lavorano tremila persone, come posso controllarle? Così quando ho avuto un altro trapianto di rene nel 2005 al chirurgo ho fatto firmare un contratto: se qualcuno ne veniva a conoscenza avrebbe dovuto pagare una penale altissima. E sono riuscito a mantenere il segreto. Anche perché a donarmelo è stata Birgit, la mia futura moglie, che ho sposato a 60 anni».

ALONSOALONSO

 

La sua Formula Uno per il futuro?

«Non è sempre e solo colpa dell’avidità di Bernie Ecclestone. Smettiamo di piangerci addosso e organizziamoci: la Germania ha perso il suo Gp, niente Nürburgring o Hockenheim. È una pazzia con due piloti tedeschi come Rosberg e Vettel che vanno forte. Anche il domani di Monza è a rischio. Bene cercare nuovi mercati, esportare i motori nel nuovo mondo, ma non al prezzo di perdere quello vecchio e l’Europa. Se cancelli quella storia delle auto cosa resta?».

 

Proponga.

«I biglietti sono troppo cari, il programma va rafforzato sui tre giorni. Cosa piace ai giovani? il concerto rock? E allora piazziamone uno al venerdì. Chi organizza si faccia venire idee per rendere più attraente il weekend e forse Ecclestone, davanti all’estro e alla buona volontà, rinuncerà a qualche soldo. Ma così, senza progetti, né innovazione, è chiaro che lui non fa sconti. E bisogna anche rivedere il concorde agreement che i boss della F1 e la Fia hanno firmato per il periodo 2013-2020. È la spartizione del denaro. Così le quote sono sproporzionate: tanto alle due grandi case, poco alle piccole. Tutto troppo estremo. Poca competizione, soliti protagonisti, nessun ricambio».

hamilton rosberghamilton rosberg

 

E in pista?

«Guidare deve tornare a essere difficile, complicato. Una cosa dura, sporca. Non come adesso. Oggi tutti sono piloti, tutti possono, è semplice. Io invece voglio vedere carattere, personalità, qualità. Quando perdi la presa sul terreno il bravo pilota ne approfitta e si porta avanti, quello scadente retrocede. Voglio che la F1 sia per pochi, per gli eletti, deve mettere paura. Voglio macchine aggressive per cavalieri forti. Dinosauri moderni dove ti allacci la cintura e preghi ».

ecllestone alla sbarra 7ecllestone alla sbarra 7

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