nino benvenuti

IN NINO VERITAS – “GIÙ LE MANI DAL MIO RING. SAREBBE UN CRIMINE ASSOLUTO VENDERLO” – NINO BENVENUTI MOSTRA I PUGNI IN DIFESA DEL RING OLIMPICO DI ROMA 1960, CUSTODITO PER DECENNI DALLA STORICA PALESTRA "AUDACE", CHE RISCHIA DI FINIRE ALL’ASTA – “AL DI LÀ DELL’ORO CONQUISTATO SU QUEL QUADRATO, IN QUELLA PALESTRA, SONO TRANSITATI ALCUNI TRA I PIU' GRANDI PUGILI DEL PASSATO COME MONZON” – VIDEO

https://m.dagospia.com/pugni-di-rabbia-la-palestra-audace-vende-il-ring-di-roma-1960-dove-muhammad-ali-vinse-l-oro-264787

 

 

https://www.leggo.it/video/audace_boxe_video_servizio_intervista-5852179.html?jwsource=cl

 

 

Piergiorgio Bruni per leggo.it

 

nino benvenuti

È stato il suo ring. Quello che lo ha consacrato nell’Olimpo dei più grandi rendendolo immortale. E non solo. Nino Benvenuti, 80 anni portati benissimo, sul quadrato dei Giochi di Roma 60 è diventato uomo e ha spiccato il volo per una carriera da autentico fenomeno della boxe mondiale. Oggi quel suo ring, custodito da decenni dalla storica società Audace, rischia di scomparire, di essere venduto, di finire nelle mani di qualche ricco collezionista americano.

 

Martedì scorso il grido di allarme lanciato dal maestro Venturini, uno dei simboli della storica palestra capitolina chiusa da un anno per la pandemia di Covid in corso. Ieri, poi, la notizia che la Federazione italiana di pugilato sarà al fianco dell’associazione sportiva romana per evitare la svendita del cimelio sportivo.

nino benvenuti

 

 

Anche Nino Benvenuti ha promesso che, appena i tempi lo permetteranno sarà al fianco dell’Audace. Quel ring olimpico è un patrimonio dello sport mondiale e deve rimanere in Italia.

«Lo è molto di più di quanto la gente possa immaginare. Sarebbe un crimine assoluto non riconoscere un passaggio epocale della nostra storia, non soltanto sportiva. Su quel ring, in quella palestra, sono transitati alcuni tra i più grandi pugili del passato come, ad esempio, Carlos Monzón. Lì, ci sono sudore, impegno e valori rimasti scolpiti nella memoria del nostro Paese».

 

nino benvenuti

 

Quali emozioni Le trasmette ancora quel quadrato blu?

«Al di là dei Giochi di Roma, che mi hanno visto conquistare la medaglia d’oro nel 1960, ogni qualvolta mi è capitato di realizzare foto e filmati per recuperare frammenti del passato, quelle 4 corde e l’Audace hanno rappresentato il mio imprescindibile punto riferimento».

 

 

E ora cosa si può fare per salvarlo?

«Tutto il possibile, ma anche l’impossibile, per far sì che questa creatura rimanga nella sua culla, a Roma».

nino benvenuti

 

 

Alla palestra Audace proveranno a dare vita a una raccolta fondi tra appassionati, può essere una strada percorribile?

«Certamente, tuttavia vanno sensibilizzate una serie di categorie. L’Audace dovrebbe diventare un punto riferimento nazionale per il pugilato e contestualmente avere pure un riconoscimento ufficiale oltre i nostri confini».

 

 

Il pugilato, così come altri sport, da circa 1 anno sta patendo la chiusura dell’attività per il Covid-19. Quanto ne risentirà il movimento?

«Già quando avevo smesso e intrapreso la professione di giornalista, la Boxe aveva iniziato a subire duri colpi. Non era mai finita Ko, ma sicuramente incassato iniziali sconfitte ai punti».

 

 

E in vista delle Olimpiadi di Tokyo?

nino benvenuti

«Averle rimandate di un anno è stata una decisione particolare, direi straordinaria rispetto alla storia dei Giochi. Quello che accadrà, dopo l’irripetibile esperienza di questo 2020, sarà – di sicuro – una grande incognita. Ovvio che, se lascio parlare il mio cuore, è in quei cinque cerchi olimpici e fra le quattro corde di un ring, che rimangono “imbrigliate” le più profonde emozioni e la memoria più vivida. Segni che mi piacerebbe tornare a scorgere nelle nuove generazioni. Sono loro che devono tornare ad avere “Il mondo in pugno”».

 

MELONI

Da leggo.it

palestra audace

La notizia è stata ripresa dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che in una nota ha sottolineato come siano queste «le conseguenze delle chiusure indiscriminate decise dal Governo e che stanno mettendo in ginocchio il mondo dello sport, gli operatori e i gestori delle palestre: rischia di finire all’asta il ring simbolo dei Giochi Olimpici di Roma 60, conservato dalla storica palestra Audace Boxe di Roma e sul quale un giovanissimo Muhammad Ali conquistò l’oro olimpico. Fratelli d’Italia raccoglie l’appello lanciato dal maestro Gabriele Venturini dalle colonne del quotidiano ‘Leggo’: le Istituzioni, a partire da Roma Capitale, impediscano che un simbolo della storia dello sport possa andare perso e rischiare di finire nelle mani di qualche collezionista straniero».

palestra audace

 

«Apprendiamo da Leggo che la palestra di pugilato "Audace", centro di aggregazione dalla storia centenaria e punto di riferimento dell'Esquilino, metterà in vendita lo storico ring dove si allenò anche Cassius Clay. È il simbolo delle chiusure indiscriminate del governo che hanno portato lo sport allo stremo, a fronte di un rivolo di ristori che non superano i 9 mila euri annui in media», scrivono in una nota gli esponenti di Fratelli d'Italia Federico Mollicone, deputato capogruppo in commissione Sport, Andrea de Priamo, capogruppo in Assemblea Capitolina, Stefano Tozzi, capogruppo in Municipio I.

 

roma palestra audace

«Lanciamo un appello alla Regione Lazio e a Roma Capitale per salvare la storica palestra Audace e il ring, simboli dello sport nazionale. Esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia Venturini. Da sempre Fratelli d'Italia chiede la riapertura degli impianti sportivi e delle palestre, con fondi e ristori. Al dl Coni è stato approvato un nostro ordine del giorno per la riapertura: il governo dia seguito immediatamente».

GIORGIA MELONImuhammad ali roma 1960muhammad ali palestra audace

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...