pugili secondo lavoro

NON BASTANO I PUGNI SUL RING, IN ITALIA SE FAI IL BOXEUR PRENDI CAZZOTTI ANCHE DALLA VITA - I NOSTRI MIGLIORI PUGILI PROFESSIONISTI SONO COSTRETTI A FARE UN SECONDO LAVORO PER RACIMOLARE UNO STIPENDIO DIGNITOSO: IL PESO MEDIO SIGNANI È UN SOTTOCAPO NEGLI UFFICI DELLA CAPITANERIA DEL PORTO DI RIMINI, IL CAMPIONE DELL’UNIONE EUROPEA MARSILI FA IL PORTUALE A CIVITAVECCHIA, MA CI SONO ANCHE PERSONAL TRAINER, CORRIERI PER SOCIETÀ LEGATE AD AMAZON, PORTIERI DI NOTTE, DJ, ARTIGIANI E DIPENDENTI NELLE AZIENDE PUBBLICHE...

Alberto Facchinetti per www.ilfattoquotidiano.it

 

matteo signani 2

Campioni italiani, pugili con titoli internazionali, addirittura con addosso la più prestigiosa delle cinture europee. Nella boxe italiana la maggior parte dei professionisti deve avere un altro lavoro per mantenersi.

 

Svolti gli allenamenti giornalieri, alcuni pugili rimangono a lavorare in palestra, insegnando boxe agli amatori o facendo i personal trainer. Altri hanno un mestiere che un tempo si sarebbe definito “sicuro”. Altri ancora sbarcano il lunario con lavori più precari.

 

matteo signani 1

Il pugile italiano fa eroicamente entrambe le cose, lavora e prende pugni per continuare a vivere un sogno dal quale è difficile allontanarsi perché la passione è tanta e il ring diventa negli anni una piacevole dipendenza.

 

Il peso medio Matteo Signani è l’unico campione europeo espresso dal nostro Paese. Classe 1979, Matteo è un sottocapo negli uffici della capitaneria del porto di Rimini. “Secondo lavoro? – dice, sorridendo al fattoquotidiano.it – in teoria quello della guardia costiera sarebbe il primo”.

 

emiliano marsili 2

Il campione dell’Unione Europea Emiliano Marsili – peso leggero con un record di 42 incontri, zero sconfitte e un pareggio – fa il portuale a Civitavecchia, dove fa spesso i turni serali per potersi allenare di giorno.

 

La Compagnia Portuale Civitavecchia è una cooperativa di cui anche lui è diventato socio. Anche il papà, venuto a mancare qualche anno fa, faceva il suo stesso lavoro: il mestiere duro del “camallo”.

 

emiliano marsili 1

Malgrado l’età, Signani e Marsili sono tra i pugili più forti in Italia. Altre stelle della boxe nostrana come Fabio Turchi, Luca Rigoldi e Giovanni De Carolis lavorano nell’ambiente delle palestre.

 

“Ma non solo – dice Rigoldi, campione Unione Europea dei supergallo – ultimamente sto lavorando molto per enti e aziende che fanno formazione”. Il campione del mondo IBO Michael Magnesi vive di pugilato professionistico. “Ho anche una palestra – dice il super piuma laziale – ma la tengo per dare un servizio a bambini e ragazzi che vogliono praticare questo sport, non per fare business”.

 

luca rigoldi 1

Se passiamo ai campioni italiani alla voce professione troviamo tante sorprese. Mattia Occhinero (piuma) fa il corriere (così come il mitico Devis “Boom Boom” Boschiero, che negli ultimi tempi lavora per una ditta collegata ad Amazon e consegna circa cento pacchi al giorno).

 

Carlo De Novellis (medio) lavora di notte nel portierato di un istituto di vigilanza privato. Daniele Limone (super piuma) è responsabile commerciale di una concessionaria d’auto a Torino.

 

luca rigoldi 2

Il superleggero Charlemagne Matonyepkon fino a poco tempo fa faceva il verniciatore, “ma ora ho avuto la fortuna di trovare un posto in una ditta di impianti per la galvanica”. Il gallo Vincenzo Picardi ha il cosiddetto posto fisso ed è nella Polizia di Stato. Hassan Nourdine, che ha perso da poco la sua cintura, è un operaio a turni in una fabbrica.

 

Va detto che anche quando la boxe era uno degli sport più popolari, dagli anni Sessanta e per i tre decenni successivi, non tutti riuscivano a mantenersi solo di sport. C’erano più campioni, le borse erano migliori e c’erano più sponsor ma comunque un atleta che non andava oltre il titolo italiano doveva arrangiarsi come poteva.

 

pietro rossetti pugile e macellaio 1

Il viaggio del fattoquotidiano.it alla ricerca dei pugili pro è un atlante delle professioni. Pietro Rossetti, che ha il titolo italiano nel mirino, ha esperienza da macellaio ed infatti il suo nickname è The Butcher.

 

Il suo compagno di palestra romana Patrizio Moroni fa il cameriere in un buon ristorante della capitale. Luigi Mantegna, un mestierante (cioè quegli atleti che combattono quasi sempre senza vincere per poter far crescere i pugili esordienti) ad un passo dai cento match in carriera, fa il dj e il venditore ambulante nei mercati di paese.

 

pietro rossetti pugile e macellaio 2

Il peso massimo Sergio Sinigur fa la guardia notturna, Rafael Italo Mendes il tornitore, Jurgen Mullai è elettricista in una fabbrica. Il cruiser Claudio Squeo, campione del Mediterraneo IBO, dopo aver fatto il postino stagionale, laureato in giurisprudenza, è in attesa di concorsi aperti alla sua laurea.

 

devis boom boom boschiero

Per fare il pugile professionista in Italia serve un coraggio doppio. Non basta quello per salire sul ring. Spesso bisogna combattere anche nei turni di notte.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…