zazzaroni dal pino

DAL PINO, SUI DIRITTI TV SARANNO "CAZZI AMARI" – LETTERA APERTA DI ZAZZARONI AL NUMERO 1 DELLA LEGA CALCIO: "SALUTI L’IMBARAZZANTE COMPAGNIA DI (PRESA IN) GIRO. TRA POCO CI SARÀ LA MADRE DI TUTTI I CONFLITTI, LA DISCUSSIONE SUI DIRITTI TV E ALLORA SARANNO AUGELLI SENZA ZUCCHERO. I 20 SIGNORI DEL CALCIO NON HANNO BISOGNO DI UN MANAGER IN GRADO DI DECIDERE PER TUTTI. IN LEGA I SUPER PARTES DIVENTANO SUBITO “DI PARTES” E RICEVONO UNA MAGLIA, DI SOLITO A STRISCE. LEI HA COMMESSO UN ERRORE GRAVE CERCANDO DI SPOSTARE JUVE-INTER…"

Ivan Zazzaroni per www.corrieredellosport.it

 

PAOLO DAL PINO

Caro neo presidente, prima che la considerino il presidente neo (è già a buon punto) la invito a rispondere a questa semplice ma inevitabile domanda: chi gliel’ha fatto fare?

 

Non la conosco e non ho ancora avuto il piacere di incontrarla, tuttavia nutro per lei una simpatia quasi malinconica, di saudade, sapendo che entrambi amiamo - infinitamente, fisicamente - il Brasile.

 

Nel palazzo del Corriere dello Sport, che per anni ha ospitato la redazione de la Repubblica, ogni tanto ci si ricorda del giovane e brillante amministratore finanza e controllo del quotidiano fondato da Scalfari che in poco tempo raggiunse la direzione generale e qualche anno dopo ispirò la vendita miliardaria di Seat Pagine Gialle. Conoscenze comuni la descrivono come una persona davvero perbene e un manager preparatissimo, e allora risponda: perché si è voluto infilare in ‘sto pollaio rischiando di macchiare una carriera invidiabile?

agnelli zhang

 

Si sa che a convincerla sono stati gli amici (suoi) Fienga e Lotito i quali, sacrificando concorrenza e umori capitolini a interessi superiori, di cassa, l’hanno imposta non senza difficoltà a un’opposizione debole. Per questo motivo le suggerisco di cancellare i loro numeri di telefono: non si sono dimostrati amici-amici, come avrebbe detto mio padre. Non le hanno raccontato tutta la verità sui cortocircuiti dell’assemblea condominiale di via Rosellini, le hanno nascosto la portata degli scazzi, il livello del linguaggio e altre bassezze.

 

PAOLO DAL PINO

Ci ha pensato Steven Zhang, da fuori, a consegnarle un bignamino dandole del «pagliaccio vomitevole», invitandola a vergognarsi e spiegando - ieri, a Londra - di non essere stato affatto duro («esagerate le mie parole? No, troppo leggere»).

Caro Dal Pino, la Lega calcio non è un posto per chi è abituato a verticalità stabilite e condivise: la parola “sistema”, in Lega, è soltanto la coniugazione del verbo sistemare. In tutti i sensi e talvolta per sempre.

 

zhang

Mi ascolti: saluti l’imbarazzante compagnia di (presa in) giro, la lasci alle beghe da cortile che ne consentono la sopravvivenza: tra poco ci sarà la madre di tutti i conflitti, la discussione sui diritti tv (segue varie ed eventuali), e allora saranno augelli senza zucchero. Lei ha certamente commesso un errore grave cercando di spostare Juve-Inter di un giorno per permettere l’ingresso del pubblico, in prevalenza juventino. Nel momento meno indicato, nel quale il tema della salute pubblica prevale su tutto e tutti, ha scherzato col fuoco delle divisioni tifo-politiche: immagino che se ne sia accorto.

lotito

 

Se lo segni: i venti signori del calcio non hanno bisogno di un manager in grado di decidere per tutti. In Lega i super partes diventano subito “di partes” e ricevono una maglia, di solito a strisce. Il condominio Rosellini non è fatto per un amministratore unico: se l’ascensore per la Champions è guasto, o uno scalino per la B scricchiolante, si litiga alla morte fino a quando non prevale la volontà del più presente e preparato. Che di solito, non sempre, è il suo ex amico Lotito.

 

zazzaroni

Caro Dal Pino, dalle nostre parti, Rio, Guarujà, Buzios e San Paolo, si dice «se a vida lhe der um limao faça dele uma Caipirinha», se la vita ti dà un limone fanne una caipirinha. Ovvero, approfitta delle cose semplici per farne delle migliori. In via Rosellini da una caipirinha ricavano soltanto limoni. Aspri.

 

 

 

PAOLO DAL PINOpaolo dal pinoPAOLO DAL PINO

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…