"LA CINA ERA DIVENTATA LA MIA PRIGIONE” – FABIO CANNAVARO HA RESCISSO IL CONTRATTO CON IL GUANGZHOU E LASCIA LA CINA DOPO CINQUE ANNI – IL CAPITANO DELLA NAZIONALE CAMPIONE DEL MONDO NEL 2006 ORA SI TROVA A NAPOLI ED È IN CERCA DI UNA NUOVA SQUADRA: “ALLENARE IL NAPOLI È IL MIO SOGNO, MA NON SCHERZIAMO. ADESSO C’È UN ALLENATORE CHE STA FACENDO VOLARE LA SQUADRA” – “OSIMHEN È UN GIOCATORE FORMIDABILE, MA CON ME NON AVREBBE TOCCATO PALLA…” - VIDEO

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Monica Scozzafava per www.corriere.it

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Pallone d’oro e campione del mondo, 15 anni fa. Ma il tempo per Fabio Cannavaro sembra non sia passato. Perché il sorriso aperto che incantò il mondo intero e lo sguardo furbo che conserva dai tempi in cui, ragazzino, giocava a calcio nelle strade vicine allo stadio, nei pressi della Loggetta dove è nato, restano immutati. 

 

Una stimmate per l’ex difensore della Nazionale che dopo cinque anni lascia la Cina. Ha rescisso il contratto che lo legava al Guangzhou. E chiarisce: «La crisi economica del club non c’entra nulla». L’ex capitano della Nazionale italiana ha cancellato il viaggio di ritorno previsto dopo aver accettato la rescissione consensuale del suo contratto con il club orientale. Il pallone d’Oro chiarisce subito: «Non c’entra la crisi economica, piuttosto non me la sono più sentita di affrontare quarantene e isolamenti. 

 

cannavaro cannavaro

Il Covid ha influito molto nella mia scelta così come l’isolamento dalla mia famiglia. Ne ho affrontate già di quarantene e lì devi stare quindici giorni chiuso in hotel e poi sette giorni senza poter uscire di casa comunicando ogni giorno la temperatura. Il Covid in Cina è vissuto in maniera molto rigida, non ho più retto. La Cina era diventata la mia prigione. 

 

Ho visto pochissimo i miei figli negli ultimi cinque anni, la mia famiglia non poteva venire con me. La scelta è stata dettata da questo. Ora sono tornato a Napoli e mi piacerebbe continuare a fare l’allenatore, mettendo a frutto proprio i cinque anni di esperienza in Cina».

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Pronto ad allenare

L’ex difensore della nazionale italiana sembra perfettamente a suo agio sotto il sole della sua città d’origine, il panorama mozzafiato è energia e riconciliazione con gli affetti veri. É tornato a Napoli, la sua squadra è prima in classifica. 

 

Panchina peraltro già occupata. «Non scherziamo - ha aggiunto - . Allenare il Napoli è il mio sogno ma adesso c’è un allenatore che la sta facendo volare questa squadra. Spalletti è bravo, tira fuori il meglio dai giocatori e sa mantenere i rapporti con il club. Lo conosco e qualche anno fa andai a studiarlo anche alla Roma. Il Napoli è in ottime mani. 

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E, allora, Cannavaro aspetta una chiamata. «Siamo tanti allenatori, nessuno può permettersi di rifiutare quando arriva una chiamata. Non stiamo troppo a girarci intorno, andrei ad allenare anche i giovani. Perchè questo è il mestiere che mi piace e quando c’è un progetto si può allenare a tutti i livelli».

 

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Il Napoli di Spalletti

Su Osimhen: «Con me non avrebbe toccato palla». Scherza ma fino a un certo punto. L’ex difensore azzurro spiega come sono cambiati in meccanismi della difesa. «Oggi c’è maggiore cura nella ricercatezza, trascurando la vera arma del difensore. É una questione di attenzione. Osimhen comunque è un giocatore formidabile, sono sicuro che si affermerà tra i migliori bomber d’Europa». Il Napoli primo in classifica ha riportato in città il sogno scudetto. 

 

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«Può farcela, questo è un campionato che non ha padroni e ci sono sei squadre che hanno i requisiti. Crediamoci, ma bisognerà capire come incideranno le prime difficoltà o anche gli episodi negativi che nel corso di una stagione ci sono. la coppa d’Africa toglierà qualcosa». Infine, Lorenzo Insigne, napoletano proprio come Cannavaro. «So che vuol dire essere figlio di questa città, ogni volta che si entra in campo la responsabilità è enorme. Lorenzo deve restare qui, oggi è un uomo maturo. La vittoria dell’Europeo gli ha inevitabilmente regalato maggiore fiducia e consapevolezza».

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