zeman

"IL PREMIER CONTE? E’ FERMO COME PJANIC. HO VOTATO M5S MA ORA SONO DELUSO PERCHE? SI FANNO METTERE I PIEDI IN TESTA DA TUTTI. LO SCUDETTO? DICO LAZIO” – ZEMAN A TUTTO CAMPO A ‘UN GIORNO DA PECORA’: "RAGGI? LA RIVOTEREI, BASTA DARLE LE COLPE PER TUTTI I PROBLEMI DI ROMA". E SU ‘DIBBA’… - "LA JUVE NON GIOCA BENE MA CONTRO L’INTER VINCE. TORNARE ALLA ROMA? DIPENDE" – I COMPLIMENTI A LOTITO: "GRANDE LAVORO"

Da Un Giorno da Pecora

zdenek zeman foto di bacco

 

“Alle ultime elezioni ho votato per i Cinquestelle, le poche cose che sono state fatte negli ultimi due anni le hanno fatte loro. Ora però sono deluso perché si fanno mettere un po' i piedi in testa, prima da Salvini ora dal Pd, un po' da tutti. Avevano più voti di tutti ma non riuscivano a fare quel che volevano, ogni proposta veniva bocciata”.

 

A parlare è Zdenek Zeman, l'allenatore boemo ex di Roma e Lazio, che oggi è stato ospite di Un Giorno da Pecora, la trasmissione di Rai Radio1 condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Preferiva l'alleanza 5S con la Lega o quella, attuale, col Pd? “Per me l'alleanza non andava fatta con nessuno, dovevano andare da soli. E se non avevano i numeri non andavano al governo”. A proposito di 5S: Alessandro Di Battista è un suo grande estimatore. “Abbiamo mangiato insieme tre volte, lui grande laziale mi venne a trovare a Pescara. E' simpatico e capisce di calcio, quindi abbiamo un argomento di cui parlare”. Azzardiamo un confronto politico calcistico: meglio Giuseppe Conte o Antonio Conte? “Antonio ha fatto di più di Giuseppe, però la politica è troppo difficile per gente normale”.

di battista e zeman

 

Che giocatore le fa venire in mente il premier? “Si muove tanto per spostamenti ma non è molto attivo. Potrebbe essere un mediano, uno che si muove poco – ha proseguito Zeman a Un Giorno da Pecora - come Pijanic della Juventus”. Le piace, comunque, il presidente del Consiglio? “Dipende dai risultati che si portano a casa. Ora l'Italia sta andando male quindi non sta facendo molto bene”.

 

zdenek zeman foto di bacco

Non solo per colpa di Conte. “Come non è colpa della Raggi se ci sono le buche a Roma. Mi dà fastidio che tutto quel che succede nella Capitale la colpa sia data sempre a lei: ci saranno anche assessori e responsabili, di cui però non si parla”. La rivoterebbe se candidasse di nuovo? “Io la rivoterei – ha concluso Zeman a Rai Radio1 - ma il M5S non glielo consentirà”.

 

zeman le scuse al cagliari

Zdenek Zeman a tutto campo dai microfoni di Un Giorno da Pecora. Ospite della trasmissione di Rai Radio1 condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, il tecnico boemo che ha allenato, tra le altre, Roma e Lazio, ha parlato di calcio a 360°, dallo stop causato dall'emergenza Coronavirus alla favorita per lo scudetto passando per un possibile ritorno nella Capitale. Crede di essere diventato più noto per le sue denunce sul doping oppure per il suo gioco spumeggiante? “Ero conosciuto già prima delle 'denunce', il mio gioco all'attacco piaceva molto. Alla gente piacciono i gol, più ne fai più la gente si diverte, ho perso tante partite ma siamo usciti tra gli applausi del pubblico.

 

zeman 10

Preferisco perdere giocando bene che vincere giocando male.” In questo momento lei non ha una panchina: le manca il campo? “Ogni tanto mi vado a sedermi a quella del parco però, che in certi casi è anche meglio....” E' stato cercato da qualcuno nei mesi scorsi? “Qualche squadra in questi mesi mi ha cercato. Ho detto di no perché non avevo rassicurazioni sul tipo di lavoro che potevo fare. Io voglio poter fare il mio mestiere...” Quali sono gli allenatori contemporanei che apprezza di più? “De Zerbi a Sassuolo e Liverani al Lecce sono molto bravi. La Lazio – ha proseguito Zeman a Un Giorno da Pecora - comunque è la squadra che gioca meglio in Italia, mentre l'Atalanta gioca un altro calcio, più fisico, corrono più di tutti perché si allenano bene.”

zeman 9

 

 

Come gioca la Juventus? “Non gioca bene ma ha la miglior rosa, credo che Sarri vorrebbe giocassero più insieme, come gruppo”. E come valuta il precedente mister bianconero Allegri? “Mi piace come gestore, ruolo che condivide con i migliori allenatori in circolazione. Io mi sento più allenatore”. Cosa ne pensa della Var? “Penso sempre che il calcio sia un gioco umano, sia per i calciatori che per gli arbitri. E poi si sbaglia anche ora, forse anche di più: o la Var si usa sempre oppure no”. In casa giallorossa si prospetta un cambio di proprietà: tornerebbe ad allenare la Roma? “Dipende”. Da cosa? “Dai programmi e da quel che si può fare”.

 

zeman

E alla Lazio? “Idem”. Allenerebbe anche la Juventus? Sarebbe difficile, non per me ma per loro...” Chiudiamo con due previsioni sulla Serie A: chi vincerà Juve-Inter? “La Juve: ha i giocatori più forti”. E chi si porterà a casa lo scudetto? “Spero vinca la Lazio anche se la Juve, come dicevo, ha la rosa più forte. Lotito comunque – ha concluso Zeman a Rai Radio1 - ha fatto molto di più di altri che hanno mezzi più ampi”.

zdenek zeman francesco cancellato sum #03zemanzeman-cagliarizemanROY ZEMANzeman in spiaggia al poettozeman Giuseppe Sansonna ZemanZEMAN TOTTI VENDITTICORIONI ZEMANZEMANZEMAN TOTTI AL FORO ITALICOzdenek zeman a sum #03ZEMANZEMANZEMAN

 

ZEMAN AI TEMPI DEL LICATA MALCOM PAGANI E ZEMANVENDITTI VERDONE ZEMANPESCARA GENOA ZEMAN

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI