LA RIVALE PIU’ TEMIBILE DEL NAPOLI? IL NAPOLI STESSO. LA SQUADRA DI SPALLETTI FA 3 PERE ALL’UDINESE POI SI ADDORMENTA E RISCHIA IL PAREGGIO BEFFA NEL FINALE - IL NAPOLI VA ALLA SOSTA MONDIALE CON 41 PUNTI CONQUISTATI IN 15 PARTITE. UNA MEDIA MOSTRUOSA. UNDICI VITTORIE CONSECUTIVE. L’ULTIMO PAREGGIO ALLA QUARTA GIORNATA, CONTRO IL LECCE IN CASA. DA ALLORA, SOLO SUCCESSI. HA IL MIGLIOR ATTACCO DEL CAMPIONATO. HA IL CAPOCANNONIERE: OSIMHEN CON 8 GOL…

Massimiliano Gallo per ilnapolista.it

 

NAPOLI UDINESE

Il brivido lo ha aggiunto il Napoli. Fino al minuto 79 è stata imbarazzante la superiorità del Napoli. Tre a zero e un dominio assoluto. Poi, un improvviso black-out. Una fisiologica deconcentrazione che però la squadra di Spalletti ha rischiato di pagare a caro prezzo. Prima il 3-1 di Nestorovski: minuto 79. Poi, due minuti dopo, il primo errore del campionato del sudcoreano Kim che stranamente si è addormentato, si è lasciato portare via il pallone da Samardzic che con un bel sinistro ha trovato il palo lontano e ha battuto Meret. Da 3-0 a 3-2 in tre minuti.

 

E i 51mila del Maradona hanno smesso di cantare e hanno capito che cos’è la paura. Una lezione che farà bene al Napoli. Mai abbassare la guardia. Mai sottovalutare gli avversari, anche se sono stati dominati fino a un minuto prima. Per fortuna tutto è bene quel che finisce bene.

 

Il quarto d’ora finale rischia di oscurare quanto si è visto per più di un’ora. È stata disarmante la naturalezza con cui il Napoli ha dominato e travolto gli avversari. Quasi con nonchalance. Sembrava una di quelle scazzottate con Bud Spencer che, quasi infastidito, uno dopo l’altro mandava tutti gli avversari al tappeto.

 

 

NAPOLI UDINESE

Fatta eccezione per i dieci minuti finali, il Napoli ha dimostrato di aver raggiunto un livello di maturità da grande squadra. Ha interiorizzato i momenti della partita. È andato ben oltre il saper annusare. Sa sempre quando cambiare le marce. E ogni volta che scala per ripartire, fa male. Alla squadra di Spalletti sono bastate tre accelerazioni per segnare tre gol. Il resto è stata gestione, controllo, ordinaria amministrazione, e poi la confusione finale.

 

 

Gli avversari sono stati a lungo in soggezione. Hanno giocato sapendo di non poter mai rischiare. Al minimo errore, il Napoli ne ha approfittato, è ripartito in contropiede ed è andato in gol. Il 2-0 all’Udinese dopo 45 minuti è stata una straordinaria dimostrazione di superiorità, di quelle che incutono timore anche agli avversari che hanno guardato il match in tv. E probabilmente avranno spento la tv alla fine del primo tempo. Se avranno resistito, avranno preso coraggio solo nei minuti finali.

 

NAPOLI UDINESE

Se dobbiamo pescare l’azione da mettere in vetrina, la scelta ricade sull’azione che porta al 2-0. Il Napoli è andato in porta con quattro tocchi. Zielinski dalla propria tre quarti campo ha allargato per Osimhen che è partito in verticale sapendo che avrebbe servito di tacco Lozano che lo stava seguendo nel corridoio. Il messicano ha controllato, nel frattempo Zielinski è avanzato nel suo coast to coast. Il polacco viene servito sui piedi, ha controllato al limite dell’area, si è portato il pallone sul destro e ha segnato sul secondo palo. Le facce dei calciatori dell’Udinese sono smarrite. Impotenti. Non sanno come arginare il Napoli.

 

 

Nella ripresa il Napoli ha concesso il bis. Sempre in ripartenza. Stavolta i tocchi sono tre. Lobotka per Anguissa che ha visto Elmas a sinistra. Il nord macedone è entrato in area, si è bevuto l’avversario diretto con una finta all’interno, si è sistemato dolcemente il pallone e poi ha battuto Silvestri sul primo palo.

 

spalletti napoli udinese

Osimhen merita un capitolo a parte. E non solo per il gol dell’1-0: colpo di testa su cross di Elmas. Osimhen è un calciatore trasformato. È stato evidente sin dal suo rientro dopo l’infortunio muscolare col Liverpool. Si muove da leader. Si relazione con i compagni da leader. È sempre attento a distribuire elogi, a riconoscere l’ottimo lavoro svolto dagli altri. È una presenza costante nel cuore della squadra. È evidente il lavoro svolto da Spalletti, lavoro che va ben oltre l’ambito calcistico. Una menzione la merita anche Lobotka che soprattutto in apertura di partita intercetta recupera un paio di palloni insidiosi giocati in attacco dai friulani. L’azione del gol di Elmas è da circoletto rosso.

 

Sembrerà assurdo ma l’Udinese di Sottil non ha per nulla demeritato. Ha sempre provato a giocare. Fino alla fine, come dimostrano i due gol. L’Udinese ha anche dovuto rinunciare quasi subito a Deulofeu uscito per infortunio. Ha calciatori interessanti: da Beto a Lovric, da Arslan a Success. Ma oggi c’era poco da fare.

 

SPALLETTI DE LAURENTIIS 6

 

Il Napoli va alla sosta Mondiale con 41 punti conquistati in 15 partite. Una media mostruosa. Undici vittorie consecutive. L’ultimo pareggio alla quarta giornata, contro il Lecce in casa. Da allora, solo successi. Ha il miglior attacco del campionato. Ha il capocannoniere: Osimhen con 8 gol.

 

Il Napoli oggi ha giocato senza Kvaratskhelia fuori per la terza partita consecutiva. Senza Raspadori e Simeone, entrambi in panchina. E, non dimentichiamolo, senza Rrahmani che si infortunò a Cremona. Il Napoli sta ammazzando il campionato. Un esempio unico in Europa. Neanche Bayern e Psg hanno un tale vantaggio sulle seconde. Vantaggio che adesso sale a undici punti, in attesa che domani giochino Milan-Fiorentina e Juventus-Lazio.

 

Al momento, nonostante l’ultimo quarto d’ora, ipotizzare il calo del Napoli è materia da seduta spiritica. Siamo nel campo del paranormale. Più che il Mondiale, servirebbe una sosta di dieci anni. La verità di oggi è che solo il Napoli può far male al Napoli.

de laurentiis spalletti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…