sonny colbrelli vince la parigi roubaix - 6

LA SCONFITTA BRUCIA - COME GLI INGLESI CON MARCELL JACOBS, ANCHE I FRANCESI ROSICANO PER LA VITTORIA DI SONNY COLBRELLI ALLA PARIGI-ROUBAIX E LANCIANO SOSPETTI DI DOPING: “INCREDIBILE. UN SUCCESSO CHE SI PORTA DIETRO L’ODORE NAUSEABONDO DEL DUBBIO. UN EX SPRINTER CHE SI È TRASFORMATO IN SCALATORE E LA CUI SQUADRA È NEL MIRINO DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA” - MA IL CICLISTA BRESCIANO HA SVOLTATO CON DIETA, MENTAL COACH, NUOVI ALLENAMENTI E NUOVA POSTURA IN BICI...

Marco Bonarrigo per corriere.it

 

sonny colbrelli vince la parigi roubaix 8

Non tutti l’hanno presa bene. Non tutti domenica hanno esultato per la storica vittoria di Sonny Colbrelli nella 118ª Parigi-Roubaix che, in particolare, è rimasta sullo stomaco ai nostri cugini francesi.

 

Le Dauphiné Libéré, antico quotidiano regionale transalpino, ci è andato giù pesantissimo scrivendo che il successo del bresciano «getta una nuova pietra in un mare di sospetti e si porta dietro l’odore nauseabondo del dubbio.

 

Certo, Colbrelli non è mai stato trovato positivo all’antidoping e all’ultimo Tour de France la perquisizione nell’albergo della sua squadra, la Bahrain-Merida, non sembra aver dato risultati, ma la vittoria di un debuttante alla Roubaix non si vedeva dal 1955».

 

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Per un altro quotidiano, Le Sud-Ouest, è «incredibile che l’italiano, un velocista puro, riesca a volare anche sul pavé» mentre l’ex campione del mondo (e penultimo vincitore della classicissima del nord) Philippe Gilbert, spiega che «Colbrelli da quando ha vinto il campionato italiano in giugno non è mai andato oltre il secondo posto. Beh, è incredibile». Le Parisien, per concludere, classifica Sonny come «un ex sprinter che si è trasformato in scalatore, che non finisce più di sorprendere e la cui squadra è nel mirino dell’autorità giudiziaria».

 

Una bufera, per noi italiani, molto simile a quella che due mesi fa ha investito (in quel caso a sparare a zero fu la stampa inglese) un altro bresciano, Marcell Jacobs, dopo la clamorosa doppietta nei 100 metri e nella 4x100 ai Giochi di Tokyo. In quel caso il veleno si ritorse contro i britannici (un loro staffettista, Chijindu Ujah, fu trovato positivo all’antidoping, la medaglia d’argento verrà revocata e riassegnata) e il legame tra il campione olimpico e un preparatore sotto inchiesta si rivelò del tutto indiretto come senza alcun fondamento sono i sospetti sull’azzurro del ciclismo.

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L'IMPRESA

Che il Sonny Cobrelli del 2021 sia diverso da quello delle precedenti nove stagioni da professionista, è evidente: Sonny ha perso oltre otto chili con l’aiuto della dietologa Laura Martinelli («Con enormi sacrifici» spiega), si fa aiutare dalla mental coach Paola Pagani («Grazie a lei ho scoperto che i limiti nella testa me li ero imposti da solo e sono riuscito a sbloccarmi»), ha cambiato radicalmente posizione in bici, passando da un telaio di taglia M a uno S per diventare più scattante («Adesso mi sento un pezzo unico con la bicicletta»), e modificato l’allenamento, lavorando tantissimo in palestra per sviluppare la forza.

 

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Risultato: Colbrelli ha ceduto forse un pizzico di velocità di punta ma è in grado di non mollare la ruota di gente come Evenepoel e Van Der Poel in tratti ripidi o sconnessi, dove la quasi totalità degli sprinter si staccherebbe. E in pochi mesi la sequenza infinita di frustrazioni, secondi, terzi e quarti posti (segno indubbio di grande talento) che Sonny aveva collezionato in passato si è trasformata nelle vittorie ai campionati italiani, agli Europei, al Giro del Benelux e infine alla Roubaix.

 

IL VINCITORE DELLA ROUBAIX

Ex bimbo obeso ed ex metalmeccanico, il suo nome viene da Miami Vice: chi è Colbrelli

Nella svolta da buon corridore a campione hanno contato molto la moglie Adelina e i due figli, Vittoria e Tomaso, nati nel 2018 e 2020: «Quando sto insieme a loro — ha spiega — le mie paure scompaiono e divento più sereno, più lucido e più leggero». La leggerezza, infatti, è stata la vera chiave della vittoria:

 

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«Sono arrivato alla partenza — ha detto domenica Colbrelli dopo essersi ripulito dal fango — divertito, senza pressioni e con la pura e semplice voglia di far bene. Non ho mai avuto paura di cadere o perdere la ruota dei primi, incubo di tutti sul pavé: sono rimasto concentrato con facilità fino alla linea del traguardo anche quando, dopo aver lanciato lo sprint in piedi sui pedali, mi sono accorto che sarei stato più veloce in sella. Mi sono seduto e ha funzionato».

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sonny colbrelli

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