ferrari

SPROFONDO ROSSA – A SPA HAMILTON DETTA LEGGE, LE FERRARI SONO DUE TRATTORI (VETTEL TREDICESIMO E LECLERC QUATTORDICESIMO). COSA SI ASPETTA A FAR ROTOLARE LA TESTA DI BINOTTO? – LE ORIGINI DEL FALLIMENTO: IL CONTO DELL' INCHIESTA DELLA FIA SUL MOTORE DELLA ROSSA, CONCLUSA CON UN ACCORDO SEGRETO, È ARRIVATO SALATISSIMO – TERRUZZI: "MORTIFICANTE. IL GRUPPO DI PROGETTISTI DI MARANELLO VA RINFORZATO…"

Giorgio Terruzzi per il Corriere della Sera

ferrari leclerc vettel

 

Che si tratti di una Ferrari mortificata e mortificante sin dall' alba di questo Mondiale è un dato assodato e ormai amaramente assimilato. Una macchina i cui limiti si amplificano su una pista come Spa che chiede aderenza e potenza in magnifico abbinamento.

 

Abbastanza da spostare Leclerc e Vettel dalla lotta a ridosso del podio alla coda del gruppo. Una condizione di impotenza che scatena frustrazioni inevitabili perché, se mancano anche i premi di consolazione, i nervi saltano eccome. Soprattutto alla vigilia della gara monzese che, se non altro, permetterà di ridurre al massimo le ali, in concomitanza con la nuova disposizione federale che impedisce di smanettare con le potenze in qualifica.

 

ferrari

Sono due, crediamo, gli elementi da considerare sguazzando in questi patimenti. Primo: la Ferrari ha deciso di destinare i due soli gettoni tecnici disponibili da qui alla fine del 2021, a interventi sulla vettura del prossimo anno.

 

La scelta è razionale e forse più redditizia, ma richiede prezzi altissimi in termini di risultati e serenità in una condizione critica destinata a perdurare sino alla fine di questo campionato, con tutte le scorie del caso.

 

Secondo: il gruppo di progettisti di Maranello va rinforzato e in questa direzione è pensabile si stia muovendo Binotto, anche pensando alla vettura del 2022, una sorta di Arca di Noè sulla quale ogni speranza rossa è già imbarcata. Il mercato non offre star conclamate e comunque i tempi di ingaggio di un nuovo «cervello» sono tutt' altro che brevi, ammesso che l' innesto funzioni.

 

ferrari binotto

L' abbiamo già detto: non si tratta di dare scosse psicologiche perché l' aerodinamica di una F1 non si evolve cambiando gli umori. Ma alla Ferrari, in procinto di celebrare il Gp numero 1.000 della sua storia, pur in assenza di una vittoria, non è consentito correre in castigo. Tra il quarto e l' ultimo posto ballano pochi decimi. Sono quelli che, in questo momento gramo contano di più.

 

Vanno ricercati, conservati e protetti al pari del tesoro di San Gennaro. Per salvare oggi un «domani accadrà» simile ad una scomoda ma vitale bombola di ossigeno.

 

 

PIANTO ROSSO

Daniele Sparisci per il Corriere della Sera

 

La rappresentazione dell' immobilismo nello sport più veloce del mondo. Trecento chilometri attorno ai boschi senza spostarsi di un millimetro, scambiandosi solo le posizioni. Come il gioco delle sedie alle feste dei bambini: in fondo alla sala ci sono i grandi, lasciamoli stare.

 

giovinazzi russell

Lewis Hamilton di nuovo senza rivali, scortato dal tenero Bottas davanti al bulletto Verstappen. Seb tredicesimo, Charles quattordicesimo: zero punti in due, e senza autoscontro. Eppure i ferraristi di oggi e di domani avevano dato involontariamente una mano: Carlos Sainz, l' erede di Vettel, nemmeno è partito, la riserva Antonio Giovinazzi ha spinto troppo e ha messo fuorigioco anche George Russell.

 

GIOVINAZZI

Ma niente, il Cavallino a Spa era legato a un palo immaginario, proprio non voleva avanzare. È stata la corsa più triste della storia recente di Maranello, un' agonia. Roba da rivalutare il deprimente 2014, la stagione delle zero vittorie. Dei tre team principal e dei due presidenti. Lo dicono i numeri: dopo 7 Gp quella squadra, non meno imbarazzante, aveva fatto 87 punti.

 

Questa appena 61.

 

Basterebbero questi numeri per chiudere ora il ciclo di Mattia Binotto. Solo che un cambio in corsa, l' ennesimo, rischierebbe persino di peggiorare la situazione. Con i regolamenti congelati lo stesso team principal ammette che fino all' anno prossimo «sul motore non si può fare nulla.

 

hamilton

Che bisogna concentrarsi sul 2021 e sulla stagione successiva». Quella della svolta tecnica, dell' atteso rilancio. Ma intanto il presente è sfuggito di mano, Binotto non vuole parlare di «crisi» (che c' è già dalla prima gara di questo terribile 2020) ma di «tempesta».

 

«Stringiamo i denti, conosciamo la rotta e cerchiamo di mantenerla continuando a guardare al futuro». Serve uno sforzo d' immaginazione oltre ogni limite, perché il viaggio procede su un crinale pericoloso. Monza, Mugello le prossime tappe: i luoghi di casa, da spezzare il cuore con una Rossa così. E il credito di fiducia non è illimitato.

 

A Spa si è consumato un fallimento tecnico totale, solo i piloti sono esenti da colpe.

 

Leclerc è distrutto, dodici mesi fa aveva vinto in Belgio.

Adesso implora: «Dobbiamo fare qualcosa, non superavamo nemmeno con il Drs aperto». Ecco, prima era Hamilton con l' ala mobile spalancata a non riuscire a passare il monegasco.

ferrari vettel

 

Il mondo è stravolto da allora, e anche il motore della Ferrari: il conto dell' inchiesta della Fia, conclusa con un accordo segreto, è arrivato salatissimo su un tracciato sensibile ai cavalli. Con la chiusura di quelle aree grigie, l' intero progetto 2020 è collassato. Se la potenza prima era in grado di mascherare le lacune aerodinamiche - un corpo vettura che genera resistenza all' avanzamento - in questo fine settimana sul circuito più lungo del Mondiale i difetti sono stati amplificati da errori di confusione. Sarà anche «un gruppo unito», come sostiene Binotto, ma la pressione ormai gioca brutti scherzi.

 

La prova è nel sorpasso di Kimi Raikkonen sull' ex compagno Vettel: l' Alfa monta la stessa power unit sgonfia, ma ha lavorato meglio sugli assetti. Nell' altro box invece, nel tentativo di recuperare qualche decimo con soluzioni estreme, hanno completamente sbagliato la direzione.

 

Finendo per farsi sverniciare da Renault, McLaren, AlphaTauri. Una mattanza, anche a livello d' immagine.

 

Tornano a galla sospetti e veleni, quando non spara Toto Wolff c' è Christian Horner della Red Bull. «La vicenda dei motori Ferrari 2019 ci ha lasciato un retrogusto amaro. Basta vedere le loro prestazioni di adesso per trarre le conclusioni. Certamente l' anno scorso avremmo potuto vincere di più se avessero gareggiato con questo motore».

Che ci accompagnerà ancora per lungo tempo, purtroppo per i tifosi.

 

camilleri elkann ferrari

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…