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SUPERCOPPA ALL'INTER: UN GUIZZO DI ALEXIS "EL NINO MARAVILLA" SANCHEZ E UN ERRORE DI ALEX SANDRO REGALANO A INZAGHI IL PRIMO TROFEO ALL’ULTIMO ASSALTO DEI TEMPI SUPPLEMENTARI - LA JUVE AVEVA RESISTITO SULL'1-1 FINO A UN PASSO DAI RIGORI - BIASIN: “SUPERCOPPA VOLUTA, CONQUISTATA, SOFFERTA, STRA-MERITATA CONTRO UNA JUVE CHE TATTICAMENTE HA FATTO IL SUO MEGLIO”. POLEMICHE PER L’INNO DI MAMELI STRAZIATO DA ARIANNA (“LA VERSIONE PRESA SU WISH DI RIHANNA”) – VIDEO

Da fanpage.it

 

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L'Inter vince la Supercoppa Italiana battendo la Juventus a San Siro con il risultato di 2-1 ottenuto all'ultimo assalto dei tempi supplementari. Un guizzo di Alexis Sanchez regala al 121° minuto, quando i rigori erano a un passo, il trofeo ai nerazzurri dopo 11 anni, il precedente risaliva al 2010 (3-1 contro la Roma). Al vantaggio di McKennie ha risposto nel primo tempo Lautaro Martinez su penalty ed è servita un'altra ora e mezza di gioco per trovare la via della rete. Un colpo tremendo per i bianconeri.

 

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Tredici tiri totali dell'Inter contro i tre della Juventus ma solo due per parte nello specchio della porta. Basta questo dato per fotografare l'equilibrio sostanziale che ha caratterizzato il primo tempo tra due formazioni che hanno messo da parte il tatticismo e hanno dato vita a un match vivo, godibile, sempre in bilico, caratterizzato dalla sensazione che la sfida si possa sbloccare da un momento all'altro. Niente di soporifero, qualcosa di muscolare e vietato ai deboli di cuore, con poco stile e molto agonismo. Ai bianconeri mancano 6 titolari (Chiesa, Szczesny, Danilo, Bonucci, De Ligt, Cuadrado) ma non fanno barricate né soffrono l’Inter in formazione tipo.

 

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E così capita che Barella furioso reclami un calcio di rigore per una spallata vigorosa di Chiellini, McKennie la sbatti dentro di testa con lo sbuffo bianconero che colora la sua chioma, De Sciglio (che sfodera un'altra bella prestazione dopo Roma ma esagera quando prova a fare il Chiellini e lo fa male) faccia sì che Doveri passi una mano per la coscienza nell'assegnare il penalty per il pestone a Dzeko. Il bosniaco cade lungo lungo, Lautaro questa volta non tradisce e pareggia. Un gol per parte, all'intervallo si va col fiato corto e l'adrenalina in circolo.

 

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Brivido caldo nella ripresa che riprende sulla falsariga della prima frazione. È sempre l'Inter a fare la partita con la squadra di Allegri che si fionda negli spazi lasciati dai nerazzurri. Ed è la formazione di Inzaghi ad andare vicina al gol con Dumfries: viene ben ‘imbeccato' da Calhanoglu con un passaggio delizioso ma il colpo di testa è salvato da Perin con l'aiuto del palo. Brivido lungo la schiena della Juve, che tiene botta e non molla. L'olandese preme il piede sull'acceleratore e quando affonda fa sfracelli là dietro ma – fortuna dei bianconeri – non ci sono compagni lesti e bravi nella deviazione vincente.

 

 

 

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Inzaghi e Allegri cambiano in attacco e trovano la quadra: dentro Correa e Sanchez, escono Dzeko e Lautaro con il chiaro intento di puntare tutto sulla velocità; esce Kulusevski ed entra Dybala, Arthur prende il posto di Bernadeschi, Kean rileva Morata, Locatelli ha i crampi e cede il posto a Bentancur; Darmian per Dumfries e Vidal per Barella aggiungono fisicità, Dimarco per Perisic è scelta coraggiosa. Inter solida e a trazione anteriore, Juve sorniona e arroccata intorno al furore di Moise e all'estro di Joya. È su questa falsariga che si recitano i supplementari.

 

Equilibrio e tatticismo, spazi stretti e corridoi che i nerazzurri provano a sfondare ma s'infrangono contro i frangiflutti sistemati nei pressi dell'area bianconera. La percentuale di possesso palla tocca quote bulgare (63% vs 37%) ma serve a poco, la Juve resiste. La Supercoppa si decide a un'incollatura dai rigori. Ci pensa Sanchez, che mazzata per i bianconeri.

 

 

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