dragan stojkovic

VE LO RICORDATE? DA CT HA RI-PORTATO LA SERBIA AL MONDIALE. A ITALIA '90 MATO' LA SPAGNA MA UN SUO ERRORE DAL DISCHETTO COSTO' CARISSIMO ALLA SUA NAZIONALE - CON LA MAGLIA DEL MARSIGLIA SI RIFIUTO’ DI BATTERE UN RIGORE NELLA FINALE DI COPPA CAMPIONI CONTRO LA STELLA ROSSA: “SE DA JUGOSLAVO LO SBAGLIO, I MARSIGLIESI MI UCCIDONO IN CAMPO. E SE SEGNO, NON POTRÒ PIÙ RITORNARE AL MIO PAESE". CHI E'? - VIDEO

 

FRANCESCO GOTTARDI  per ilfoglio.it

 

dragan stojkovic

Ricordate Bogdanov, i droni, tutte quelle promettenti spedizioni puntualmente implose? Ora la Serbia si è riscoperta leggera. “Da quando mister Stojkovic è con noi ci è tornato il sorriso. E la voglia di giocare a calcio”. Dusan Tadic, il capitano, aveva pronunciato queste parole prima della partita decisiva in Portogallo. Si è rivelata una sintesi lucida.

 

Noi conosciamo bene cosa vuol dire toccare il fondo e risorgere: horror Svezia e poi Wembley, anche se Irlanda del nord alla mano, ora c’è un seguito inquietante. A Belgrado hanno maturato la loro versione, strappando il pass per il Qatar a Cristiano Ronaldo, sia pure al 90'. Una qualificazione insperata, a tratti addirittura insperabile per una nazionale che almeno fino a un anno fa era allo sbando.

 

dragan stojkovic

12 novembre 2020. La Serbia raccoglieva i cocci di un’eliminazione bruciante, a domicilio, in quel mitologico Marakana che invece vide la modesta Scozia prendersi Euro 2020 ai rigori. Quello decisivo lo sbagliò Aleksandar Mitrovic, il primatista di reti (44) in Nazionale. La sua ultima oggi è valsa il Mondiale.

 

dragan stojkovic

Nel mezzo è arrivato Piksi. Soprannome da cartoon di Hannah&Barbera a parte, più profeta in patria di lui non si può: 56 anni, ex fantasista, “il talento di Messi, Zidane e Ronaldinho in un sol uomo”, scrive Blic sport sull’onda dell’euforia – ma fino a un certo punto: mettere d’accordo i tifosi di Stella rossa e Partizan è impresa titanica, Dragan Stojkovic ci è riuscito e anche per questo è stato un giocatore fenomenale.

 

Fino a nove mesi fa però era un allenatore esotico, sconosciuto: solo Cina e Giappone nel cv. Eppure la Serbia, dopo la débacle, ha puntato tutto su di lui. Lo benedì anche Dejan Savicevic, altro fuoriclasse di quella generazione divisa dalla storia e ora presidente della Federcalcio montenegrina: “Se c’è qualcuno che può tirare fuori il massimo dai calciatori, quello è Piksi”.

 

Spiega un giornalista di Belgrado, contattato dal Foglio: “Se Dragan dice di giocare con modulo 0-0-10, i suoi lo fanno. Se dice che la Serbia andrà in Qatar”, e l’ha ripetuto come un mantra a ogni conferenza, “loro si convincono di poterlo fare. È dai tempi di Radomir Antic che non trovavamo tanta energia positiva e autorevolezza in un Ct. Ma oggi ancora di più: Stojkovic è il nostro dio del calcio”.

 

 

dragan stojkovic

Il tocco da moltiplicatore messianico s’è visto. Mitrovic era un attaccante in crisi profonda, dopo quel rigore. Tra club e nazionale aveva smesso di segnare. Poi arrivò Stojkovic, che lo difese mentre esplodeva la concorrenza – Vlahovic. Da marzo a oggi di gol ne ha fatti 29. È l’esempio clou di un gruppo rigenerato. E ringiovanito: due ragazzi del 2000-01, tutto il resto anni Novanta. Tranne Tadic, che è nato nel 1988, quando Piksi batteva la Francia di Platini portando ai Mondiali la Jugoslavia da giocatore.

 

Era il leader della zlatna generacija, la generazione d’oro – pure Pancev, Prosinecki, Katanec –, l’ultimo lascito del “sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Tito”. Si infranse ai quarti, ai rigori contro l’Argentina di Maradona. E senza l’infortunio di Stojkovic – giocò comunque, sbagliando il suo – a Belgrado giurano che il mondiale italiano non sarebbe stato il cemento nazionale della Germania appena unita, ma quello della Jugoslavia sul punto di sgretolarsi.

 

Lo stesso Tadic era troppo piccolo per ricordare le immagini in tv dell’assedio di Sarajevo, 1992. Durante il massacro di Srebrenica, 1995, Sergej Milinkovic-Savic aveva pochi mesi. E Vlahovic doveva ancora nascere quando le forze Nato bombardarono Belgrado, 1999. Per la prima volta dai tempi di Piksi, la Serbia volerà a un grande torneo senza memorie della guerra.

 

dragan stojkovic

Ci è arrivata giocando anche fuori dal campo – tantissimo, a ‘Mafija’, rivela Mitrovic, “un gioco di gruppo per fare gruppo” che grazie ai calciatori pare abbia scatenato una mania popolare. E facendo tesoro di un percorso netto, frutto della programmazione: da Rajkovic a Veljkovic, molti dei ragazzi di Lisbona sono stati campioni d’Europa U19 nel 2013 e del mondo U20 nel 2015. Lungo il Danubio oggi si sottolinea soprattutto questo, lasciando il tempismo storico alle vie del caso.

 

E in fin dei conti si capisce. In una realtà che ha sempre visto il calcio legato a doppio filo alle vicende nazionali – per approfondire consigliamo la lettura di Notturno jugloslavo, di Emanuele Giulianelli e Paolo Frusca – e che nel calcio stesso ha vissuto l’estrema illusione di una pacifica convivenza – “in spogliatoio eravamo tutti fratelli”, ricorda Stojkovic –, da quel passato sinistro c’è tanta voglia di allontanarsi una volta per tutte. “E magari, in Qatar…” riprendere quel sogno interrotto a Firenze. Se dio, pardon, Piksi vorrà.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…