ibra

VECCHIO, A CHI? LA SECONDA GIOVINEZZA DI IBRA: “STAVO PER SMETTERE, PIOLI MI HA CONVINTO A RESTARE” - IL CAMPIONE SVEDESE DEL MILAN SI CONFESSA AL SUO VECCHIO COMPAGNO DI SQUADRA AMBROSINI: “DA GIOVANE SEI PIÙ ROCK ‘N’ ROLL. ACCETTO UN PASSAGGIO SBAGLIATO? NO. METTO TANTA PRESSIONE, CHIEDO TANTO E NON VADO IN GIRO A DARE BACI A TUTTI. HO VISTO “THE LAST DANCE” (IL DOCUMENTARIO SU MICHAEL JORDAN, NDC), LA MENTALITÀ È QUELLA. A MILANELLO HO LA CAMERA DEL BOSS, QUELLA DI BERLUSCONI…” - E SUL FUTURO...

Salvatore Riggio per corriere.it

 

ibra

In attesa del suo rientro in campo, che non avverrà domani 6 dicembre contro la Sampdoria, Zlatan Ibrahimovic si è raccontato al suo ex compagno di squadra Massimo Ambrosini, su Sky Sport.

 

E come sempre, Zlatan non è stato banale. «Se devo dire i miei segreti, avrai più Ibra in tutto il mondo e non esiste un secondo Ibra», ha scherzato l’attaccante svedese, tornato in rossonero nel gennaio scorso dopo otto anni in giro per il mondo tra Psg, Manchester United e Los Angeles Galaxy. «Qual era la tua camera, Ambro? La mia è quella: camera di boss». Che l’ex centrocampista ha poi precisato che era quella occupata da Silvio Berlusconi durante le sue visite a Milanello.

 

Maturità

Oggi è uno Zlatan diverso rispetto a qualche anno fa. Più maturo, ancora più leader di prima: «Mi sento molto diverso. All’epoca il livello era molto alto e io andavo a duemila, ma ero un altro giocatore. Le cose che faccio oggi le potevo fare dieci volte di più, allora. Dieci anni fa, per esempio, andavo basso per cercare il pallone, ora non lo faccio più perché altrimenti perdo energia per stare vicino alla porta, dove servo di più. Quando sei più giovane sei più rock’n’roll, adesso capisco di più le situazioni. Se accetto un passaggio sbagliato? No. Se chiedo tanto? Sì».

ibra

 

Non è cambiato solo Ibrahimovic. È cambiato anche il Milan. L’ultimo scudetto risale al 2011, proprio con lo svedese in campo, ma da allora la proprietà è cambiata due volte (da Berlusconi a Yonghong Li, dal cinese al fondo Elliott), è un gruppo di giovani. Con Zlatan maestro di calcio: «Abbiamo un mister che chiede di giocare in un certo modo.

 

Mi piace, Pioli ha trovato un modo per fare uscire il massimo delle mie qualità, mi mette nelle condizioni di aiutare nel migliore dei modi la squadra. Mi chiede molte cose, come chiede agli altri. Ed è normale che voglio giocare sempre. A volte gli dico che è meglio che riposi, mentre lui preferisce che giochi 45 minuti e poi esca. In Europa League, per esempio. Ho delle responsabilità e i compagni mi rispettano tanto. Mi piace questa situazione».

 

 

Gli obiettivi

ibra

Il Milan adesso è primo a +5 da Inter e Sassuolo: «Dove possiamo arrivare? Vediamo, la squadra ha tanta fame, ha tanta voglia e poi stiamo facendo bene. Non ci sono sogni e obiettivi, giochiamo una partita alla volta. Io ce l’ho il mio obiettivo, ma come squadra bisogna fare meglio della passata stagione.

 

Non diciamo: dobbiamo arrivare là. La squadra è molto giovane, alcuni ragazzi non hanno molto feeling con la vittoria. Ora non bisogna rilassarsi e qui entro in campo io, non bisogna mai essere soddisfatti. Sappiamo di non essere come Juventus e Inter, qui ci sono giocatori che non possono giocare tutte le partite, devono crescere. Penso che possiamo raggiungere la Champions, però non conta solo il talento, ma anche il sacrificio, la disciplina, tutti piccoli dettagli che fanno la differenza». E ancora: «Metto tanta pressione, è vero, chiedo tanto e non vado in giro a dare baci a tutti. Ho visto “The Last Dance” (il documentario su Michael Jordan, ndc), la mentalità è quella».

 

 

Il futuro

ibra

Ibrahimovic ha parlato anche del suo futuro. Il suo contratto è in scadenza al 30 giugno 2021 e nei prossimi mesi le parti si ritroveranno per parlarne: «Non tanti riescono a capire le pressioni che ci sono a questi livelli, io sono riuscito in tutta la mia carriera a stare a livello top.

 

A questo livello o mangi o ti mangiano. E io ho scelto di mangiare. Cosa farò quando smetterò? Vedremo. Ai miei figli metto disciplina perché devono capire come funzionano le cose. Un futuro da allenatore? Non penso, fare l’allenatore è stressante. Se si sta bene fisicamente ce la fai, come Totti. Dopo i primi sei mesi Pioli mi chiese: cosa vuoi fare? Non continuo, basta. Il giorno dopo Pioli mi ha richiamato e mi ha detto: ti ho lasciato dire di no con troppa facilità, tu devi rimanere, se non resti qui sarà un’altra cosa. Non è stato per il contratto, che sono rimasto, a questa età non è importante. Contano i valori e il rispetto.

berlusconi galliani

 

ibra

La sfida era ancora più difficile. Non volevo avere rimpianti, così ho chiamato Mino Raiola e ho detto: va bene, chiudi tutto. Ora sono pronto a smettere? No, perché mi sento troppo bene».

ibra rebicibrakolarov ibraibraIBRAHIMOVIC E MIHAJLOVICibra cr7lukaku ibraibraibraibra

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…