MALEDETTI FOTOGRAFI - I CLIC BOMBASTICI DEL PIU' GRANDE FOTOREPORTER ITALIANO, MASSIMO SESTINI: “LA FOTO VA PORTATA A CASA, PUNTO. BISOGNA ALZARSI, CORRERE, ARRIVARE E GUARDARE..."

Da http://maledettifotografi.it

 

sestinisestini

Incontreremo Massimo Sestini nell’intervista pubblica condotta da Enrico Ratto, domenica 28 giugno 2015, ore 18.30, allo Spazio LABottega di Marina di Pietrasanta, nell’ambito del nuovo appuntamento de Il Caffé dei Maledetti Fotografi.

 

MASSIMO SESTINI MASSIMO SESTINI

Massimo, la parola chiave del tuo lavoro è esserci, prima di tutto devi arrivare sul posto.

Sì, fondamentale è esserci. Il successo o l’insuccesso del mio lavoro di fotoreporter derivano prima di tutto da come il servizio è stato progettato, da come riesco ad arrivare sul posto. Da qui, inizio poi a fare scelte su come scattare, come realizzare la fotografia.

 

Trent’anni di lavoro ti hanno insegnato che le cose possono cambiare all’ultimo momento, sai che la possibilità di ottenere la fotografia c’è sempre fino all’ultimo.

sestini 1sestini 1

BERLUSCONI-CARNEVALE -FOTO SESTINIBERLUSCONI-CARNEVALE -FOTO SESTINI

Mai dire mai. Ho imparato che spesso e volentieri all’ultimo minuto tutto cambia o potrebbe cambiare. Quando sono sul posto, parte quindi un calcolo delle probabilità, so che mi tuffo in una situazione in cui anche se tutto volge al peggio e sembra impossibile, non devo mai diventare pessimista. Altrimenti rischio di stare a casa. Non bisogna mai pensare se e ma prima di fare una cosa, prima devi andare. Contrariamente ad altri tipi di giornalismo, fare fotografia significa portare la tua presenza fisica in quel posto. Quindi stare in ufficio e pensare che non ci siano possibilità di realizzare il servizio, non è possibile. Bisogna alzarsi, correre, arrivare e guardare.

SESTINI SESTINI

 

Questo deve fare i conti l’attività imprenditoriale, con costi e ricavi.

In realtà per me l’attività imprenditoriale non esiste. Io sono un fotogiornalista, non un imprenditore. Ho vissuto per trent’anni di fotogiornalismo, e tutt’ora i giornali sono i miei committenti principali. La mia agenzia è strutturata per andare avanti da sola, il lato imprenditorale non ce l’ho, ho organizzato la mia struttura in modo che possa andare avanti anche senza di me.

 

 

Quando hai deciso di organizzarti in una agenzia?

MASSIMO SESTINI CON OMBRELLO MASSIMO SESTINI CON OMBRELLO

Alla fine degli anni ’80 a Firenze sono nati alcuni quotidiani che mi chiedevano di coprire la cronaca locale della città. Ho capito che era una cosa che non potevo fare da solo, non potevo dare disponibilità ventiquattr’ore su ventiquattro, volevo essere libero di partire e realizzare un servizio da qualche altra parte. Così mi sono organizzato con altri colleghi. Ho capito che era necessario lavorare con altri.
 

SESTINI SESTINI

 

Oggi, comunque, devo avvalermi di altri collaboratori su molti servizi, ci sono state occasioni in cui ho realizzato reportage con squadre d’assalto di sette persone.

 

Ad un certo punto hai capito anche che le foto dall’alto avevano più mercato ed è nato il tuo stile, la fotografia aerea degli eventi. Che poi è evoluto nella fotografia zenitale.

EVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO EVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO

Sono sempre stato un indipendente e riuscivo a vendere una foto solo era diversa da quella di tutti gli altri colleghi, altrimenti non avrebbe avuto mercato. Quindi ho capito che in molte situazioni la cosa più immediata era alzarsi in cielo per avere una prospettiva diversa. È spesso più significativa una fotografia scattata dall’alto piuttosto che una scattata dal basso, o comunque quella dall’alto la fanno in pochi.

Manila Gorio party, foto di Massimo SestiniManila Gorio party, foto di Massimo Sestini


Da lì sono nate le foto aeree degli eventi di cronaca. Ho documentato la stagione degli omicidi di mafia in Sicilia, la strage di Capaci, i terremoti principali di questo trentennio. Poi ho scoperto che lo Zenit, ovvero la ripresa perpendicolare, è una prospettiva ancora diversa e che a livello grafico offre un impatto dimensionale totalmente opposto a quello che si vede dal basso. È così che ho iniziato a fare un lavoro sulle fotografie zenitali.

barcone di immigrati foto di Massimo Sestini per Marina Militarebarcone di immigrati foto di Massimo Sestini per Marina Militare

 

Hai sempre poco tempo per organizzare i tuoi lavori. Come fai a far convivere uno stile trentennale coerente, riconoscibile, con l’immediatezza del portare a casa la fotografia?

Il mio filo conduttore è cercare di perseguire sempre questa filosofia di portare a casa lo scatto. Il nostro è un mestiere in cui bisogna vivere giorno dopo giorno, essere sul posto e scattare la foto. Cerco di organizzarmi nelle situazioni più impossibili ad arrivare in cielo per ottenere la fotografia. A costo di non riuscirci e di non aver fatto nulla di più ufficiale dal basso.

 

Ti preoccupa che le tue fotografie restino nel tempo?

SESTINI SESTINI

Io documento un momento. E, in questo lavoro di documentazione, faccio fotografie che interessano prima di tutto a me. Se poi durano nel tempo è un aspetto in più.

 

I giornali ti chiedono di innovare?

SESTINI02 morti rapido904 corSESTINI02 morti rapido904 cor

Certo, chiedono quella implementazione personale che ti permette di vedere diversamente le cose. Su un evento come un matrimonio, o un’elezione politica, l’implementazione fotografica la tiri fuori tu. Quando il direttore di una testata ti dicefotografa un barcone di migranti e tu riesci a fotografarlo zenitalmente, il lavoro acquista tutta un’altra prospettiva. Questa è la tua implementazione ed è quella che vuole un giornale quando ti chiama. Il giornale sceglie un fotografo per la sua personalità.

sestini 2sestini 2

 

In questo, in realtà, c’è molta imprenditorialità.

In realtà vedo poche sfumature nel mio modo di lavorare, o si fa o non si fa. Da come hai iniziato questa intervista sembrava che ci fosse solo la differenza tra arrivare subito o non arrivare, tra avere e non avere la foto. E alla fine è vero, il fotogiornalismo ha un suo modus vivendi che è la foto va portata a casa, punto. La foto o c’è o non c’è. L’utente finale compra il giornale e guarda un’immagine. Il fotografo può anche raccontare che non è riuscito a fare la foto per mille motivi, ma chi la fa in quel momento ha il documento e chi non la fa ha le mani vuote.

 

Se non avessi un approccio italiano, che in qualche modo sa improvvisare, come faresti?

SESTINI SESTINI

La progettualità c’è sul dire come faccio ad arrivare sul posto, poi vedo che tutto dipende dall’estro e dall’inventiva. La caparbietà del carattere mediterraneo di noi italiani fa buona parte di questo gioco. Nelle paparazzate, i fotografi che hanno fatto i più grandi scoop in maniera acrobatica, travestendosi, inventando strategie, sono fotografi italiani. Noi siamo abituati ad arrangiarci in maniera abbastanza approssimativa, il che è un difetto, ma d’altra parte ti aiuta ad arrivare al risultato in maniera più veloce di chi è invece un sistemista che deve sempre strutturare un progetto con molti ingredienti L’approssimazione ti può aiutare ad essere più immediato, con tutti i rischi che ne conseguono.

 Massimo Sestini Massimo Sestini

 

Rischi mai di essere condizionato da chi è coinvolto nella realizzazione del servizio?

SESTINI SESTINI

Temo molto questa cosa, e a volte il condizionamento è positivo, a volte negativo, a volte involontario. La foto del barcone allo Zenit che ha vinto il World Press Photo è stata scattata da me, ma il novanta per cento del merito è del pilota di quell’elicottero che in quel momento è riuscito a portarmi esattamente sullo Zenit, se quel pilota fosse stato inclinato di dieci gradi o più distante di venti metri, quella foto non l’avrei mai fatta. Questo è un condizionamento positivo. Altre volte succede che entri in un carcere e non riesci a fotografare detenuti riconoscibili, allora dovrai studiare il taglio del reportage tenendo conto di questi condizionamenti esterni.

strage di capacistrage di capaci

 

Quando un lettore guarda la tua foto si chiede come avrà fatto. A te questa domanda sta bene o preferiresti che si parlasse della fotografia?

SESTINI SESTINI

Credo sia un valore aggiunto. Quando guarda la Cappella Sistina, oltre ad ammirare l’opera, il pubblico si chiede come avrà fatto Michelangelo una volta nella vita a realizzare quest’opera. Fa parte del gioco. Lo spettatore che guarda un’opera si domanda sempre come ha fatto a realizzarla. È uno degli ingredienti di lettura di una fotografia.

 

Quando ti trovi in emergenza, o in pericolo, che cosa salvi del tuo bagaglio?

lele mora massagiato foto massimo sestinilele mora massagiato foto massimo sestini

Tante volte in aereo mi sono domandato cosa avrei salvato in caso di ammaraggio, quando ti dicono di lasciare a bordo zainetti, giubbotti… Io mi domando come farei a lasciare le mie macchine fotografiche nella cappelliera. È una domanda che mi pongo spesso. Se d’istinto devo salvare qualcosa, salvo la scheda che contiene le foto. Se scendo ad un autogrill, le schede preferisco portarle dietro, il lavoro non si può realizzare un’altra volta.

 

puff daddy SESTINIpuff daddy SESTINI

Pensi che il tuo lavoro sia evoluto in questi trent’anni?

Sono diventato più indipendente. Prima ero molto legato ai giornali che dovevano chiamarmi e passarmi dei servizi. Poi, con la mia agenzia, grazie ai fotografi con cui collaboro, ho capito che a cinquantuno anni devo dedicare più tempo alla mia struttura, devo per esempio seguire i giovani che crescono.

 

Le tue fotografie circolano molto. Ci sono temi che affronti, come il gossip, che sono fatti per essere diffusi, replicati, condivisi. Rispetto al passato, oggi fai più attenzione alla tutela commerciale del tuo lavoro?

SESTINI SESTINI

Sì, il problema esiste, ma non me lo pongo. C’è tanta facilità del riprodurre un’immagine via web. Ma è anche vero che non puoi pensare di passare il tempo a perseguire queste cose, che comunque non sono redditizie al punto da tutelarle sistematicamente.

SESTINI01 diana costume corSESTINI01 diana costume cor

 

I giornali ti chiedono lo stesso tipo di fotografia di trent’anni fa?

Le fotografie che chiedono i giornali sono sempre le stesse. Il giornale vuole qualcosa di importante e di unico anche nella banalità. La necessità di stampare su carta qualcosa che faccia vendere più copie c’è sempre. E per vendere più copie bisogna fare qualcosa di unico. Alla fine i giornali hanno bisogno di foto capaci di lasciare una traccia emotiva nel lettore che le guarda.

 

SESTINI06 scalatori a firenze corSESTINI06 scalatori a firenze cor

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…