massimo galli coronavirus

COME MAI NON RISULTANO IMMIGRATI RICOVERATI PER CORONAVIRUS? - MASSIMO GALLI DELL'OSPEDALE SACCO: ''IN EFFETTI NON MI PARE CE NE SIANO. LA RAGIONE PRIMARIA È CHE IN MEDIA SONO PIÙ GIOVANI E SANI DELLA POPOLAZIONE ITALIANA, MOLTO ANZIANA. POTREBBERO ESSERCI FATTORI GENETICI, MA NON CI SONO STUDI. IL VACCINO PER LA TUBERCOLOSI NON C'ENTRA. QUELLO ANTI-INFLUENZALE? PER UNO STUDIO AIUTA, PER UN ALTRO NO. IL PROBLEMA ITALIANO È STATO CHE IL VIRUS HA GIRATO INDISTURBATO PER UN MESE''

 

 

 

Alessandro Gonzato per “Libero quotidiano

 

La cronaca nostrana, diventata un bollettino di guerra, non riporta casi di immigrati infettati dal Coronavirus. È chiaro che anche tra la popolazione straniera residente in Italia ci sarà pur una percentuale di malati, per quanto minima. E però, appunto, non si ha notizia di cittadini stranieri ricoverati. In particolare, nonostante l' epidemia stia mietendo migliaia di vittime al giorno, nei nostri ospedali sembra che gli africani si contino sulle dita di una mano. Buon per loro.

massimo galli

 

 Noi invece continuiamo ad ammalarci e a crepare. Il motivo? Sui social, mai come in questi tempi fucina sterminata di corbellerie, girano ipotesi talmente bislacche che si potrebbero riaprire d' urgenza decine di manicomi, altro che strutture Covid-19. Basta analizzare il macabro contatore mondiale dei decessi e degli infetti per rendersi conto che anche nel continente nero, al momento, i numeri sono irrisori se paragonati a quelli di molti Paesi europei e degli Stati Uniti. Il più colpito è il Sudafrica, dove peraltro quasi il 15 per cento della popolazione è bianca: 555 contagi e nessun morto.

 

Il secondo è l' Egitto: 370 infezioni e 20 decessi. Ovvio: molte nazioni africane, specie quelle più povere dove le cause di morte sono le più disparate - Aids, malaria, dissenteria, malnutrizione - non le immaginiamo impegnate a fare i tamponi ai defunti per accertarsi chi aveva il "Corona". Ma per ora dobbiamo attenerci alle cifre.

MASSIMO GALLI

 

Abbiamo chiesto aiuto al professor Massimo Galli, direttore responsabile del reparto di malattie infettive dell' ospedale Sacco di Milano. Professore: quanti extracomunitari sono ricoverati da voi?

 

«Nessuno mi pare. In ogni caso la percentuale è praticamente nulla. Forse abbiamo due cinesi che hanno contratto la malattia nella forma italiana, ma non mi viene in mente nessun altro».

 

È impossibile pensare che si tratti di una casualità. Qual è la spiegazione?

«L' ipotesi, ma è ancora tutta da dimostrare anche se è verosimile, è che in alcune etnie di discendenza africana ci siano diverse caratteristiche e disponibilità per il virus».

 

Ci perdoni: cosa significa?

«Uscendo dai tecnicismi, vuol dire che queste persone potrebbero avere un fattore protettivo maggiore. È possibile che abbiano le porte chiuse, o meglio, semichiuse nei confronti del Covid-19. Le porte degli italiani, invece, sono spalancate».

 

Ci spieghi.

«Siamo una popolazione molto vecchia, e questo ci espone più facilmente alle malattie».

 

Però se fosse solo una questione anagrafica il Giappone, che ha l' età media più alta del mondo, dovrebbe aver subìto più di altri il virus, invece i morti sono meno di cinquanta e i contagi poco più di mille

bandiera giapponese sulla diamond princess in quarantena 1

«Al Giappone ci arriviamo tra un attimo. Gli immigrati che risiedono in Italia sono per lo più giovani e in forze. Hanno molti meno problemi di salute rispetto a noi. Il fattore anagrafico e la sana costituzione spiegherebbero anche il motivo per cui gli adolescenti e i bambini reagiscono molto meglio al Covid-19».

 

Dicevamo del Giappone

 «Sono riusciti a circoscrivere il virus per tempo. Hanno individuato velocemente i contagiati, li hanno isolati e hanno ricostruito i loro contatti. In Italia invece l' infezione ha circolato almeno per un mese senza che ce ne rendessimo conto. Quando tutti, me compreso, pensavamo di essercela cavata, ecco che siamo stati presi alle spalle».

 

Siamo intervenuti tardi?

«Diciamo che non ci siamo accorti che il virus era arrivato dalla Germania, dov' è stato visto e isolato, ma che per qualche ragione è stato portato in Italia».

 

Fino a quel momento non avevate notato nulla di sospetto?

«Forse potevamo accorgerci che per essere a metà febbraio c' erano un po' troppe forme influenzali brutte in Lombardia. Mentre ci stavamo concentrando, per certi aspetti giustamente, sul nostro giovane studente che non riusciva a tornare dalla Cina perché aveva la febbre, il contagio si stava diffondendo nella zona rossa senza trovare il minimo ostacolo».

 

coronavirus controlli in africa

Comincia a circolare una voce, purtroppo non al bar ma in rete: gli immigrati residenti in Italia non prendono il "Corona" perché hanno dovuto fare il richiamo anti-tubercolosi.

«È una balla, non c' entra niente».

E chi, italiani e non, ha fatto il normale vaccino antinfluenzale, rischia meno?

«Ci sono due studi: uno lo conferma, l' altro no. Quindi non ci sono evidenze, mancano basi concrete».

 

 Come farete a capire se davvero alcune etnie africane sono immuni, o quasi, al virus?

«Ci aiuterà molto la casistica degli Stati Uniti, dove la popolazione afro-americana è numerosissima».

 

In Italia, pur di poco, per il terzo giorno consecutivo è sceso il numero dei contagiati, anche se è salito quello dei morti.

controlli sul coronavirus in africa

«È ancora presto per considerare ogni singolo dato come indicativo di una tendenza. Certo, i dati giornalieri vanno osservati, ma solo la statistica di cinque-sei giorni di fila potrà darci indicazioni reali, sia in positivo che in negativo».

 

Professore, dia un senso alla nostra "quarantena": riusciremo a trascorrere un' estate quasi normale?

«Mi auguro che il contagio non si trascini fino all' estate. Non tanto per l' arrivo del caldo, quanto perché le misure di contenimento dovrebbero funzionare».

africani a wuhan

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...