coronavirus solitudine isolamento salute mentale

RIUSCIREMO A REGGERE PSICOLOGICAMENTE A UN ALTRO LOCKDOWN? IL PRIMO HA PROVOCATO DISTURBI AL 65% DEGLI ITALIANI: INSONNIA, DIFFICOLTÀ A DORMIRE, MANCANZA DI ENERGIA, PANICO E ATTACCHI D’ANSIA. LA METÀ DELLE PERSONE HA INIZIATO A SOFFRIRNE PER LA PRIMA VOLTA SOLO QUANDO È STATO COSTRETTO A CHIUDERSI IN CASA PER LA PANDEMIA E A LAVORARE PRATICAMENTE 24 ORE SU 24 - OLTRE A QUELLA SANITARIA C'È UN'ALTRA EMERGENZA: LA NOSTRA SALUTE MENTALE

 

 

Clara Mazzoleni per www.rivistastudio.com

 

isolamento coronavirus 1

“Ne usciremo migliori”, dicevano. E invece l’esperienza della pandemia ha reso tutti molto più fragili, anche mentalmente. Una ricerca condotta dall’Istituto Elma Research per Angelini Pharma in occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre ha rivelato che il lockdown per l’epidemia di Covid-19 ha provocato disturbi psicologici nel 65 per cento degli italiani (con una media europea del 58 per cento).

 

Tra i sintomi citati c’erano insonnia, difficoltà a dormire o risvegli notturni, mancanza di energia o debolezza, tristezza o voglia di piangere, paure e timori eccessivi, mancanza di interesse o piacere nel fare le cose, panico e attacchi di ansia. Il 67 per cento degli italiani ha avuto almeno due di questi sintomi e il 50 per cento del campione studiato ne ha sofferto per la prima volta, mentre il 33 per cento ha avuto un peggioramento di sintomi già preesistenti.

 

coronavirus salute mentale

Il 76 per cento delle persone interrogate ha ammesso che tutti, compresi se stessi, potrebbero avere questo tipo di malessere, mostrando una buona sensibilità nei confronti della malattia mentale. Di conseguenza la richiesta di maggiore supporto dallo Stato, visto che secondo il 64 per cento i disturbi mentali sono fonte di emarginazione e discriminazione.

 

isolamento coronavirus

Considerando quello che ci aspetta, o potrebbe aspettarci, il problema della salute mentale diventa ancora più urgente. L’idea di un secondo lockdown spaventa moltissimo anche le persone mentalmente più solide e sane.

 

Claudio Mencacci

Dopo essere stati rinchiusi, e poi essere usciti e aver ripreso a vivere quasi normalmente, riusciremmo ad accettare di tornare isolati? «Non posso neanche immaginarlo», dicono tutte le persone con cui parlo, il rifiuto è totale. Se l’estate appena trascorsa è stata un esercizio di rimozione collettivo, l’inverno che ci troviamo davanti potrebbe rappresentare un brusco e traumatico ritorno alla realtà. E poi c’è la questione economica. I dati di Milano spaventano, ma è chiaro che la città non può sostenere una seconda chiusura.

 

ansia e stanchezza da lockdown

A giugno, in Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia, si stimavano oltre 150.000 persone con depressione maggiore. «Nell’arco di qualche mese», spiegava Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze e Salute Mentale ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, commentando i dati, «si è verificato un aumento dei sintomi depressivi a causa della concomitanza di più fattori di rischio quali distanziamento sociale, solitudine, paura del contagio ed evitamento, ma prevediamo anche una crescita delle depressioni dovuta da un lato alle conseguenze di una serie di lutti e dall’altro dall’imminente crisi economica». Mencacci citava diversi studi secondo i quali basso reddito e aumento della disoccupazione determineranno un rischio 2-3 volte superiore di ammalarsi.

coronavirus salute mentale 2

 

A tutto questo si somma la difficoltà di curarsi: non tutti possono contare su una rete di relazioni stabile, affidabile e presente. Per chi soffre di disturbi mentali, spesso, tra l’altro, partner, amici e parenti non sono e non possono essere d’aiuto, figurarsi se a distanza. Il problema è che, a distanza (via telefono o videocall), è difficile e strano comunicare anche con gli psicologi e gli psichiatri.

 

Massimo di Giannantonio

Per molte persone che soffrono di disturbi mentali o dipendenza dalle sostanze c’è poi il problema dei gruppi: gli Alcolisti Anonimi o altri gruppi d’aiuto che si fondano sugli incontri fisici e sullo scambio diretto sono praticamente irriproducibili online. Non solo: ricevere cure adeguate continua a costare tantissimo, e per molte persone pagare queste cure diventa sempre più difficile. Provare a rivolgersi alla sanità pubblica significa intraprendere un percorso snervante e potenzialmente fallimentare.

 

CORONAVIRUS ITALIA

Lo spiegava bene Massimo di Giannantonio, presidente della Società Italiana di Psichiatria, il 10 ottobre: «Abbiamo calcolato che i servizi di salute mentale avranno il 30 per cento di pazienti in più, ovvero 300mila nuovi casi che si sommeranno ai 900mila già in carico alle strutture; a questo si aggiunge la sempre bassissima propensione all’investimento pubblico nel campo della salute mentale. L’Italia, con il suo 3,2 per cento, resta fanalino di coda in Europa che ha medie superiori al 5 per cento: abbiamo meno medici, meno personale, meno operatori dedicati a questo settore sempre più importante della salute pubblica».

 

coronavirus

Prendersi cura della propria salute mentale sarà più difficile per chi già soffriva prima, e potrebbe diventare una nuova necessità anche per chi stava bene. In un momento storico in cui, dal #metoo alla body positivity, cerchiamo di convincerci in tutti i modi – tramite i post sui social, gli hashtag, le serie tv, i film, i libri, i saggi, gli articoli, la musica – che non dobbiamo vergognarci di quello che siamo ma, al contrario, che raccontare la nostra storia e condividere la nostra testimonianza può aiutare non soltanto noi stessi, ma le altre persone come noi, ammettere di soffrire di un disturbo mentale non dovrebbe più essere un problema per nessuno.

isolamento coronavirus 2

 

Qualche mese fa un componente della mia famiglia ha iniziato a curarsi per la prima volta, accostando gli psicofarmaci a un percorso di psicoterapia. Fino a quel momento ero sempre stata l’unica in famiglia ad aver bisogno di cure di questo tipo. Da quando siamo diventati due, il resto della famiglia ha iniziato a guardare ai miei problemi con un atteggiamento diverso: i discorsi che per anni e anni erano stati fatti a porte chiuse, sottovoce, di nascosto da chi avrebbe potuto agitarsi o preoccuparsi troppo sentendo quei termini spaventosi – antidepressivi, ansiolitici, effetti collaterali, «questo potrebbe funzionare», «ma non doveva aiutarti a stare meglio?», «proviamo a cambiare farmaco» – ora si fanno ad alta voce, con calma e rassegnazione. Tenere nascosta la sofferenza di due persone su sei è più faticoso.

coronavirus salute mentale 1

 

Se il trauma della pandemia ci ha reso tutti più fragili, parlare a voce alta di questi problemi dovrebbe diventare sempre più facile, e non soltanto nella Giornata mondiale della salute mentale. Perché parlarne va bene, ma chi sta male ha bisogno di ricevere un aiuto concreto: il virus non è più l’unica cosa da tenere sotto controllo.

CORONAVIRUS ITALIAcoronavirus salute mentale 3solitudine coronavirus

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...