fabio lazzerini francesco caio alitalia

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA CHE C'È UN RENZI IN PIÙ – L’ALITALIA DI STATO FORSE SI FA: IERI SERA È ARRIVATO IL VIA LIBERA AL DECRETO DOPO AVER ACCONTENTATO RENZI CON UN POSTO IN CDA E DOPO LE MINACCE DI DIMISSIONI DI FRANCESCO CAIO – NEI PRIMI SEI MESI DELL’ANNO LA COMPAGNIA HA GIÀ BRUCIATO 427 MILIONI (E HA LASCIATO PER STRADA 2,2 MILIARDI DI FATTURATO). GLI ESUBERI POTREBBERO ARRIVARE A QUASI 5MILA…

 

 

francesco caio foto di bacco

DAGONEWS: FRANCESCO CAIO VUOLE DIMETTERSI DA PRESIDENTE DI ALITALIA - IN CASSA RESTANO 260 MILIONI DI EURO, UNA CIFRA SUFFICIENTE A FAR DECIDERE ALLE AUTORITÀ DI CONTROLLO LA MESSA A TERRA DEI VELIVOLI IN QUALUNQUE MOMENTO

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/dagonews-francesco-caio-vuole-dimettersi-presidente-alitalia-249239.htm

 

1 - NEWCO ALITALIA, ECCO IL DECRETO CDA A 9 PER ACCONTENTARE TUTTI

Umberto Mancini per “il Messaggero”

 

L'attesa per l'Alitalia di Stato sembra finita. Il via libera al decreto sulla Newco, secondo fonti ministeriali, è stato dato ieri in tarda serata dopo un estenuante e per certi verso paradossale braccio di ferro sulle nomine. La soluzione trovata, visto lo scontro durissimo tra 5Stelle, Pd e Italia Viva, ricalca in pieno il famoso manuale Cencelli. Schema che, proprio per soddisfare tutti gli appetiti dei partiti, non faceva altro che moltiplicare le poltrone nelle società pubbliche allo scopo di non scontentare nessuno.

FABIO LAZZERINI

 

Così, seguendo un sentiero ben conosciuto ai tempi della prima Repubblica, i posti nel board della compagnia tricolore sono passati magicamente da 7 a 9, mettendo fine d'incanto ai veti incrociati e ad una tensione che aveva raggiunto livelli di guardia. Tant' è che sempre ieri si era diffusa la voce, riportata da Dagospia, che il presidente designato Francesco Caio, stanco del tira e molla, avesse addirittura intenzione di abbandonare il campo. Dimissioni, ed è questo il punto davvero paradossale, tecnicamente impossibili visto che Caio, come l'ad Fabio Lazzerini, sono stati solo designati su Facebook da Palazzo Chigi, senza nessun provvedimento formalmente valido.

 

giuseppe conte paola de micheli

Ora, salvo sorprese, insieme al decreto arriverà anche il bollino ufficiale sugli incarichi di vertice. Se Caio, un tecnico molto valido, è considerato vicino al premier, essendo stato scelto proprio da Giuseppe Conte, Lazzerini viene invece stimato da ambienti Pd. Quanto al resto del cda, ci sarà un esponente indicato da Italia Viva, mentre le altre poltrone saranno divise tra pentastellati e democrat. Una partita che sarà comunque aperta fino all'ultimo istante, visto che a Palazzo Chigi si stanno esaminando a fondo le eventuali incompatibilità.

 

LA SCELTA

ALITALIA

Dopo le polemiche dei giorni scorsi e il pressing del sindacato, sarebbe stato proprio Palazzo Chigi a sciogliere il nodo, moltiplicando i posti pur di chiudere il dossier, anzi il caso Alitalia che, come noto, si trascina da 4 mesi e 9 giorni, da quando cioè a giugno il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, annunciò l'imminente costituzione della nuova società. Da allora il vettore tricolore, complice la gravissima crisi innescata dalla pandemia, non ha fatto altro che perdere quota, continuando a bruciare oltre 2 milioni di euro al mese.

patuanelli paola de micheli

 

Il taglio delle rotte interne e internazionali, la chiusura di Malpensa e la rinuncia a rilanciare il settore cargo hanno ulteriormente indebolito la compagnia che ha in cassa poco più di 260 milioni e ha già speso per far fronte alla crisi oltre un miliardo dei vari prestiti-ponte statali. I ritardi della politica hanno aggravato il tutto e non sarà facile per Caio e Lazzerini, una volta approvato il decreto, risalire la china. «Penso che ormai ci siamo», ha detto l'ad parlando ll'EY Capri Digital Summit A New Brave World. «Aspettiamo - ha aggiunto - solo che ci diano le chiavi e poi partiamo». Ma il decollo non sarà rapido.

 

LE TAPPE

FABIO LAZZERINI 1

Va infatti messo a punto il piano industriale che prevede, a grandi linee, circa 90-100 aerei a regime e 6.300-6.500 dipendenti, con la creazione di società ad hoc per il settore volo, terra e manutenzione sul modello di Air Portugal.

 

Ci vorranno comunque altri 30 giorni per andare in Parlamento e presentare la strategia di sviluppo. Poi bisognerà informare ufficialmente la Commissione Ue per avere l'ok finale. Insomma, sempre che non ci siano altri intoppi, i primi aerei con la livrea della nuova Alitalia voleranno solo nel prossimo anno.

 

francesco caio

«Alcune cose si possono fare adesso - dice Lazzerini, riferendosi alla flotta - perché per la prima volta nella storia non siamo in un mercato espansivo e possiamo trattare con i produttori». Quindi si punterà sul lungo raggio e nuove alleanze. Lufthansa e Delta sono pronte a darsi battaglia, mentre verrà sviluppata l'integrazione con le Ferrovie dello Stato.

 

2 - BUCO NEI RICAVI E CASSA AZZERATA AVANZA LO SPETTRO DI 5.000 ESUBERI

Roberta Amoruso per “il Messaggero”

 

Nel 2019 Alitalia ha perso 600 milioni. Nei primi sei mesi dell'anno segnati dal Covid, ha bruciato 427 milioni a livello operativo. Ma la fine del 2020 si preannuncia davvero buia per la compagnia, visto che solo nei primi 9 mesi si sono lasciati per strada 2,2 miliardi di fatturato.

ALITALIA

 

Ora incombe lo spettro dei quasi 5.000 esuberi. Certo, l'effetto pandemia ha avuto il suo ruolo, ma qualunque società in attesa da mesi di un piano industriale (vero) di rilancio insieme al decollo della Newco, avrebbe subire un destino sicuramente fallimentare. Il lungo scontro su cda e plancia di comando non ha fatto altro che ritardare il possibile rilancio, lasciando spazio solo a tagli di rotte e ammortizzatori sociali.

 

lufthansa

Rimasto a contare i giorni di operatività ancora possibili con 260 milioni in cassa, compresi i 199 milioni di indennizzi Ue per il Covid, il commissario straordinario Giuseppe Leogrande ha bussato nei giorni scorsi al governo per chiedere altri 150 milioni per continuare a volare.

 

LE MOSSE

Ma è da maggio che sono stati annunciati i 3 miliardi stanziati dall'esecutivo con il decreto Rilancio. E dopo oltre quattro mesi di attesa è difficile dire dove può andare Alitalia con una flotta ridotta a 112 aerei (di cui 26 di lungo raggio) e 11.132 dipendenti. Per oltre 8.000 di questi è già scattato il prolungamento della Cigs per un altro anno.

 

PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE

Le linee guida del piano industriale della Newco individuate a luglio ipotizzavano una nuova mini-compagnia con circa 90 aerei a regime. Nella Newco finirebbero tutte le attività: volo, manutenzione ed handling, ma con solo 6.100-6.300 dipendenti. Gli altri 4.800-5.000 resterebbero nella bad company, sotto il commissario.

 

Di fatto, sono esuberi, da affrontare con prepensionamenti e nuove collocazioni nelle attività future della Newco o altrove, in altre società sotto l'ombrello statale. Difficile immaginare di questi tempi l'obiettivo zero-esuberi invocato dai sindacati confederali e da Ugl.

coronavirus malpensa

 

Il crollo del traffico in tutto il mondo non sembra adatto a far sperare in un sollievo nei prossimi mesi con la previsione che solo nel 2024 l'attività possa tornare ai livelli 2019 in ogni regione del globo. Nel piano di Fs e Delta, che sarebbero state affiancate dal Mef e da un quarto socio, si prevedeva di mantenere l'intero perimetro di attività di Alitalia, con la riduzione della flotta a 102 aerei dal 2020 ed esuberi per 2.800 dipendenti.

francesco caio

 

I tedeschi di Lufthansa, che hanno sempre detto di essere interessati a una compagnia «ristrutturata», non si sono mai spinti oltre con proposte ufficiali. Ma lo schema sembrava puntare a una compagnia snella con 5.000 esuberi e 70 aerei. Da allora le cose sono solo peggiorate nei cieli.

 

Già ad agosto la Iata stimava che fossero a rischio in Europa oltre 7 milioni di posti di lavoro con un calo del traffico del 65% in Francia, Gran Bretagna e Germania, e del 63% in Spagna e in Italia. Ora prevede anche di peggio. E se a inizio luglio Air France ha annunciato tagli per 7.500 persone, Lufthansa ne ha già programmati 22.000: potrebbero salire a 25.000-26.000, sostiene la stampa tedesca.

aeroporto malpensa

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…