sciopero alitalia

ALITALIA, DECOLLO O TRACOLLO? - IL MINISTERO DELLO SVILUPPO VERSO IL VIA LIBERA AI TRE COMMISSARI STRAORDINARI (LAGHI, DISCEPOLO E PALEARI) CHE VOGLIONO PRENDERE LA GUIDA DEL NEGOZIATO PERCHÉ “SCONCERTATI DELLA EVIDENTE ORIGINARIA SOTTOVALUTAZIONE DELLA COMPLESSITÀ DEI TEMI DA AFFRONTARE E DEI TEMPI PER SUPERARLI” - LE RICHIESTE DI MISURE STRAORDINARIE PER MANTENERE IN VITA ALITALIA FINO A MARZO 2020, CON ALTRI 400 MILIONI…

Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

ENRICO LAGHI

Al Mise il week end servirà per riflettere e ponderare la relazione dei commissari di Alitalia pervenuta in bozza nella tarda serata di venerdì scorso ed esprimersi probabilmente domani per il via libera alla nuova fase. Nel concedere una proroga (la settima) a Fs ed Atlantia che hanno richiesto altre otto settimane, Enrico Laghi, Daniele Discepolo, Stefano Paleari hanno tracciato un percorso accelerato al negoziato lungo un sentiero ristretto, da realizzare sotto la loro regia che è il fatto nuovo e sensazionale della vicenda.

 

I tre amministratori straordinari vogliono prendere la guida del negoziato perché «sconcertati della evidente originaria sottovalutazione della complessità dei temi da affrontare e dei tempi per superarli». Gli attuali gestori della procedura si erano presi 72 ore, rispetto alle 48 previste, di analisi della lettera con le richieste di Fs e Atlantia attraverso un confronto tecnico serrato tra loro, concluso con una decisione unanime.

 

alitalia

Dopo un anno di negoziato, a questo punto, dopo la lettera di Fs, la nota tecnica in cui si descrive lo stato dell'arte della trattativa e i punti ancora aperti insieme alla lettera di Atlantia, è possibile «ritenere che Fs e i partner individuati, abbiano effettivamente ulteriormente progredito nello studio dell'operazione», si legge nelle 11 pagine della relazione, anticipata ieri da Il Messaggero.

 

Si evince da questo ed altri passaggi che per i commissari, dato il tempo ristretto per chiudere, la cordata deve comprendere Delta che è al tavolo oggi, nonostante siano richiesti alla compagnia Usa altre modifiche agli accordi, come l'aumento della quota del 10% e la disponibilità a coinvolgere Newco Az in Blue Sky con lo stesso ruolo degli altri (Atlantia, Air France KLM, Virgin Atlantic). Eppure Atlantia, in mezzo alle polemiche sulle concessioni, adesso mostra di apprezzare di più l'ipotesi Lufthansa che, la prossima settimana, dovrebbe formulare una proposta più concreta di intervento nell'equity della Newco Az.

alitalia

 

IL DETTAGLIO DEL FABBISOGNO

Ma potrebbe essere tardi, perché per i commissari è necessario aprire un «confronto diretto per ridurre sia il tempo indicato da Fs per la conclusione del confronto interno fra i partner, sia i tempi di attuazione delle prime misure previste dal piano industriale definitivo».

 

La presenza dei commissari al tavolo permetterà anche di abbassare «i tempi della successiva negoziazione sulle conseguenti variazioni da apportare al contratto» e «agevolare il superamento dei punti ancora aperti», mettendo a fuoco «alcune problematiche relative ai profili comunitari dell'operazione che non sembrano essere stati compiutamente considerati nella Nota tecnica».

 

SCIOPERO ALITALIA

Inoltre «è necessario favorire l'adozione da parte dei commissari, dopo la presentazione dell'offerta e della firma del contratto, di interventi gestionali coerenti con il nuovo piano industriale degli offerenti». Per traghettare Alitalia verso la Newco Az, come richiesto da Fs e Atlantia, «occorre sia assicurata l'operative delle società in procedura». Per questo i gestori attuali chiedono al governo «di assumere con immediatezza misure straordinarie« per mantenere in vita Alitalia fino a marzo 2020, vale a dire «ulteriori risorse, a titolo oneroso, per un importo non inferiore a 400 milioni». Questa liquidità si aggiunge ai 900 milioni erogati oltre un anno fa.

ALITALIA

 

LA GESTIONE CORRENTE

La stima del nuovo fabbisogno, scrivono i commissari, nasce dalle previsioni di uscita nei prossimi mesi. La gestione corrente potrebbe assorbire circa 270 milioni, più ci sono gli interessi sul prestito ponte attuale di 145 milioni, il saldo di debiti scaduti (115 milioni), altri 10 milioni di spese minori e infine da 30 a 55 milioni di spese straordinarie ed urgenti che potrebbero sorgere. In totale circa 595 milioni (variabili a seconda delle spese urgenti) da cui vanno sottratti i circa 160 milioni della liquidità a fine settembre.

 

Di qui i 400 milioni di nuova finanza (rispetto ai 350 milioni che il governo si apprestava a concedere) che, scrivono i commissari, non verrebbero interamente utilizzati qualora, in conclusione delle trattative in corso, si ritenesse di non procedere più con la cessione e affidare al tribunale il destino della compagnia. Quest'ultima però è un'eventualità che al momento tutti sembrano voler scongiurare.

ALITALIA

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...