john elkann mike manley

UN ALTRO PEZZO DI FCA CHE SE NE VA DALL'ITALIA - DOPO LA FUSIONE CON RENAULT, LA NUOVA SEDE OPERATIVA SARÀ A PARIGI. LA SEDE LEGALE RESTA IN OLANDA, GRAZIE ALLE REGOLE FURBETTE SUL CONTROLLO SOCIETARIO. NIENTE TAGLI ALLA FORZA LAVORO PER 4 ANNI, DOPO CHISSÀ - ALLO STATO FRANCESE UN POSTO NEL CDA - PEUGEOT DIFFONDE UNA VELENOSISSIMA NOTA NELLA QUALE FA CAPIRE CHE RENAULT VIENE CEDUTA PER UN PUGNO DI LENTICCHIE (QUELLA CHE VALE È NISSAN)

 

Diodato Pirone per “il Messaggero”

manley elkann

 

Quello appena concluso è stato un week end di trattative intense sulla fusione fra Fca e Renault. Secondo indiscrezioni dell' agenzia Reuters rimbalzate fra Torino e Parigi sarebbero emerse quattro novità. La prima: la sede operativa della nuova società controllata al 50% ciascuna da Fca e Renault dovrebbe essere Parigi. La sede legale della futura società resterà invece l' Olanda come già ora per Fca. Seconda nuova clausola: il nuovo colosso dovrebbe mantenere gli attuali livelli occupazionali per quattro anni e non più per almeno due come ipotizzato nella fase iniziale delle trattative.

 

renault

Terza precisazione: lo Stato francese (primo azionista di Renault con il 15% delle quote ma con il 22% dei diritti di voto ) avrebbe un posto nel consiglio di amministrazione sui nove previsti (4 Fca; 4 Renault; 1 Nissan). Quarta e ultima novità: si starebbe ragionando di un dividendo straordinario di Renault ai suoi soci prima della fusione, in pratica un modo per equlibrare il dividendo straordinario di quasi 3 miliardi che Fca ha ipotizzato di versare agli azionisti per equiparare il suo valore (di circa 18 miliardi) a quello di Renault (15 miliardi).

 

DETTAGLI DA DEFINIRE

Nessuno dei tre protagonisti della trattativa, ovvero Fca, Renault e ministero dell' Economia francese, ha voluto commentare le indiscrezioni della Reuters. Fonti attendibili, però, sottolineano che tutti e quattro i nuovi dettagli della bozza d' accordo non sono definitivi e che potrebbero cambiare nelle prossime ore in vista dell' intesa.

thierry bollore' 1

Intesa che ora sembra ad un passo dall' ufficializzazione. Domani infatti è prevista la riunione del consiglio di amministrazione della Renault convocato proprio per dare una risposta definitiva all' offerta formulata da Fca una settimana fa.

 

Gli aggiustamenti di tiro sulla fusione non sorprendono a causa della sua portata e degli interessi in gioco. Il solo annuncio dell' operazione ha creato scompiglio in tutto il mondo dell' auto e non solo perché potrebbe dare vita (con 8,7 milioni di vetture prodotte) al terzo costruttore mondiale se coinvolgesse solo Fca e Renault o addirittura al primo se nella partita entrasse anche la Nissan-Mitsubishi, il cui primo azionista è Renault con il 43,4% delle quote.

 

thierry bollore' carlos ghosn 1

In Francia ha fatto scalpore la scoperta del maggior valore di Borsa di Fca rispetto a Renault che nei suoi 15 miliardi di valutazione ne incorpora circa 11 derivanti dalla partecipazione in Nissan. Peugeot, l' altro gigante transalpino dell' auto, che all' inizio del 2019 aveva avuto abboccamenti con Torino, ha diffuso una velenosissima nota nella quale si faceva capire che Renault veniva ceduta per un pugno di lenticchie. Di qui la priorità per i francesi di evitare non solo di essere ma anche di sembrare il partner più debole della fusione.

 

mike manley john elkann

Anche in Germania la fusione è seguita con attenzione. L' autorevole giornale economico Handelsblatt ha parlato di un attacco alla Volkswagen, che controlla quasi il 25% del mercato europeo dell' auto e che si vedrebbe affiancare da un concorrente con quote continentali superiori al 20%, fra l' 11 di Renault, il 7 di Fca e il 3 di Nissan.

Se il nuovo gigante dell' auto nascesse potrebbe contare inoltre sul 20% del mercato Usa, il 6% di quello cinese, il più grande del mondo, e la leadership in Sud-America dove Fca già compete con GM per la prima posizione.

 

In questo contesto l' industria dell' auto italiana (che occupa 250.000 persone con la componentistica e assembla quasi 1 milione di veicoli l' anno) potrebbe trovare nella fusione i massicci capitali necessari al rilancio di marchi di prestigio come Alfa Romeo e Maserati, una partecipazione alla filiera del motore elettrico e nuovi sbocchi di mercato. Sempre che l' operazione sia davvero alla pari fra i partners e sia gestita con la maestria che ha determinato il successo della fusione fra Fiat e Chrysler.

CARLOS GHOSN NISSAN RENAULThiroto saikawa 1

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