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APONTE TAGLIA I PONTI CON ITA – MSC SI CHIAMA FUORI DALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’EX ALITALIA: “NON CI SONO LE CONDIZIONI PER PROCEDERE”. È UNA DOCCIA FREDDA PER IL GOVERNO, CHE PREFERIVA LA CORDATA DELLA COMPAGNIA DI CARGO INSIEME A LUFTHANSA E TRE SETTIMANE FA AVEVA RIMESCOLATO LE CARTE INTERROMPENDO LA TRATTATIVA ESCLUSIVA CON CERTARES. ORA IL FONDO E AIR FRANCE RIMANGONO GLI UNICI IN PISTA PER PAPPARSI LA COMPAGNIA AEREA…

Giuliano Balestreri per “la Stampa”

 

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Il futuro di Ita Airways non parlerà italiano. Msc, il colosso dei trasporti merci e passeggeri della famiglia Aponte, si chiama fuori dalla partita per la privatizzazione dell'ex compagnia di bandiera. Con una nota asciutta, il gruppo «conferma di aver già informato le autorità competenti di non essere più interessata a partecipare alla privatizzazione di Ita Airways, non ravvisandone le condizioni nell'attuale procedura».

 

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Una chiusura netta, ma non definitiva a patto che il governo sia disposto a ripartire da zero. Una missione quasi impossibile dal momento che l'obiettivo dell'esecutivo è quello di chiudere la cessione entro la fine dell'anno. O comunque entro i primi mesi del 2023 per evitare di dover aprire un nuovo fronte con l'Unione europea sugli aiuti di Stato.

 

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Archiviata, almeno per il momento, la grana Mps con la chiusura dell'aumento di capitale e mentre salgono le tensioni sul futuro dell'ex Ilva; scoppia la bomba Ita Airways. A meno di una settimana dall'insediamento del nuovo consiglio d'amministrazione, la mossa di Msc lascia a piedi anche Lufthansa: dopo la fine del periodo di esclusiva concesso dal governo Draghi al fondo Certares, il vettore tedeschi ha ribadito più volte i proprio interesse per la compagnia italiana con la quale avrebbe sviluppato nuove rotte mediterranee utilizzando Fiumicino come quinto hub del gruppo.

 

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A mettere il denaro necessario per l'operazione e lo sviluppo industriale di Ita, però, sarebbe stata Msc che valutava la compagnia circa 1,1 miliardi e aveva messo sul piatto 650 milioni in cambio del 60% del capitale. I tedeschi erano disposti a investire circa 200 milioni di euro per il 20% della società e in cambio di un posto di cda: un altro sarebbe andato al Tesoro e tre proprio a Msc.

 

L'annuncio di Msc ha colto di sorpresa anche il governo: il centrodestra, che non aveva gradito l'esclusiva concessa da Draghi a Certares, non ha mai fatto mistero di preferire la cordata italo tedesca.

 

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E di fatto, tre settimana fa, il Tesoro a nuova gestione Giorgetti aveva rimescolato le carte. Peraltro, al nuovo presidente di Ita, Antonino Turicchi - scelto proprio da Giorgetti - sono state assegnate tutte le deleghe sulle operazioni strategiche.

 

Adesso, il futuro delle compagnia è un grande rebus in attesa di capire come si muoverà Certares che ieri non ha commentato il ritiro dei rivali. Di certo il fatto che non ci sia mai stato un incontro tra vertici del nuovo Mef e il fondo americano - che si muove in partnership, solo commerciale per il momento, con Air France e Delta - conferma la freddezza dell'esecutivo verso l'operazione, nonostante la più alta valutazione di Ita e le maggiori garanzie per lo Stato. Le carte nel mazzo del Tesoro però non sono molte. C'è Indigo Partners che controlla Wizz Air, ma dopo aver manifestato il proprio interesse non ha presentato offerte.

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