AUTOSTRADA DESERTA, AL CONFINE DEL MALE - GUALTIERI: ''SE NON ACCETTA LE NUOVE TARIFFE, SARÀ REVOCA DELLA CONCESSIONE''. IL MINISTRO DEL TESORO APRE AL MANTENIMENTO DEL CONTRATTO PER ATLANTIA, MA REPUTA L'OFFERTA DA 2,9 MILIARDI (TRA RIDUZIONI TARIFFARIE, PIÙ INVESTIMENTI E AIUTI PER GENOVA) TROPPO BASSA. MA IL GRUPPO NON PUÒ CEDERE TROPPO O RISCHIA IL SUICIDIO SOCIETARIO, SOPRATTUTTO CON LA CRISI DA CORONAVIRUS

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Roberta Amoruso per “il Messaggero

 

«Autostrade per l'Italia accetti le nuove tariffe», una strada che può aprire a «una soluzione transattiva». Altrimenti «la caducazione della concessione è sempre un'opzione». Per la prima volta nel duro confronto tra governo ed Aspi scende in campo Roberto Gualtieri. Lo fa nelle vesti di ministro dell'Economia. Lo fa lanciando un segnale di apertura, visto che ha avanzato ufficialmente uno spiraglio di accordo, pur senza trascurare lo spettro del ritiro della concessione, ipotesi che sembrava per la verità accantonata negli ultimi giorni, ma che i grillini hanno nuovamente brandito.

Roberto Gualtieri Roberto Gualtieri

 

Dunque, se Aspi vuole davvero cercare una soluzione per evitare uno scontro frontale sulla «caducazione», farebbe bene innanzitutto ad adeguarsi al più equo sistema tariffario stabilito dall'Autorità dei trasporti, dice Gualtieri. «In passato abbiamo avuto condizioni eccessivamente favorevoli ai concessionari», ha spiegato il ministro. «Serve innanzitutto un'accettazione del regime tariffario e poi si valuterà se ci saranno le condizioni per una soddisfacente, per il bene comune, soluzione transattiva». Il governo non accetterà «in nessun modo che intende sottrarsi a questo obbligo». «Altrimenti - ha avvertito - la procedura di caducazione è ancora in corso ed è un'opzione sempre disponibile».

 

Il Mef ha così dettato la sua condizione per andare avanti con la trattativa. Quasi voglia ributtare la palla nel campo di Aspi a cui il governo vorrebbe imporre, nella revisione della concessione, una riduzione delle tariffe del 5%. La soluzione, qualsiasi essa sia, arriverà comunque in tempi brevi e il governo si mostrerà unito, ha assicurato Gualtieri, sgombrando il campo da possibili tensioni tra Pd e M5S.

 

Ma in realtà le distanze nella trattative sono ancora profonde. Non solo perché al dossier già complicato tra il governo e Aspi si è aggiunto nelle ultime settimane il tema del via libera al prestito garantito non ancora arrivato da Sace (c'è l'ok di Unicredit, ma è ancora all'esame di Ubi, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo), ma anche perché il governo sembra trattare i tre dossier (tariffe, revoca e garanzia Sace) come fossero uno solo.

roberto tomasi autostrade per l'italia roberto tomasi autostrade per l'italia

 

Ma questo non è accettabile per il gruppo Atlantia-Autostrade. I presupposti per la revoca, se ci sono, devono essere distinti dalle valutazioni sul nuovo regime tariffario. Allo stesso modo devono essere distinte, per Aspi, le valutazioni sui requisiti per la concessione della garanzia Sace, ben definiti dalla legge.

 

LE TAPPE

Mercoledì intanto è previsto un nuovo vertice di governo a Palazzo Chigi per affrontare il nodo revoca e il nodo tariffe, proprio secondo il metodo del piano unico indicato ieri da Gualtieri; mentre rimarrà in sospeso il fronte del prestito garantito. Ma ancora una volta a pesare sul tavolo di governo ci sarà la minaccia dello scontro legale che l'Avvocatura di Stato ha sconsigliato al governo invocando il rischio di danno erariale.

luciano benetton luciano benetton

 

L'offerta da 2,9 miliardi fatta da Aspi per scongiurare la revoca (tra riduzioni tariffarie, più investimenti e aiuti per Genova) finora non è stata giudicata sufficiente da parte dell'esecutivo. O forse non è nemmeno stata valutata. Ma per Autostradale rimane un argine fondamentale per la trattativa: le tariffe devono consentire l'equilibrio economico-finanziario della società, oltre che la sostenibilità degli investimenti. Altrimenti sarà come accettare il suicidio societario.

LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI

 

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business

BRAGANTINI REPLICA, DAGO RISPONDE – ‘’OBIETTO AL FATTO DI ESSER DIPINTO COME UOMO LEGATO AD UBI. HO DOVUTO PERFINO FAR CAUSA AD UBI. SEMMAI HO DEI LEGAMI PROFESSIONALI CON INTESA" – DAGO: ''A GIUDICARE DAL SUO ARTICOLO NON SI DIREBBE CHE LEI SI SIA LASCIATO IN MALO MODO CON UBI, ANZI SEMBRA CHE NE SUBISCA ANCORA IL RICHIAMO. EVIDENTEMENTE, NON HA MESSO UN SOLO MOTIVO FAVOREVOLE ALL’OPS DI INTESA SU UBI PROPRIO PERCHÉ HA DEI LEGAMI PROFESSIONALI ATTUALI, TRAMITE UNA SOCIETÀ DA LEI PRESIEDUTA, CON INTESA. ALTRIMENTI, QUALCHE MOTIVO FAVOREVOLE NON AVREBBE CERTO FATICATO A TROVARLO"

SALVATORE INTERESSATO - L’EX COMMISSARIO CONSOB BRAGANTINI, CHE OGGI SUL ‘’CORRIERE’’ SI SCHIERA CONTRO L’OPS DI INTESA SU UBI, PER CASO È LO STESSO SALVATORE BRAGANTINI CHE ERA AD DI CENTROBANCA, PRIMA CONTROLLATA E POI FUSA IN UBI NEL 2013? VUOI VEDERE CHE È LO STESSO BRAGANTINI CHE RICOPRIVA LA VICEPRESIDENZA DI IW BANK, ISTITUTO SOGGETTO ALL’ATTIVITÀ DI DIREZIONE DI UBI? CHISSÀ SE E’ SEMPRE LUI CHE, SOCIO DI ‘’PERMICRO’’, VENIVA SPONSORIZZATO DA UBI? - INFINE: TRA IL 2016 E IL 2017 È LUI IL VICEPRESIDENTE VICARIO DELLA FALLITA POPOLARE DI VICENZA DI ZONIN O MAGARI UN SUO OMONIMO?