etruria renzi boschi

AVVISATE LA FAMIGLIA BOSCHI: DAI PRIMI ACCERTAMENTI DEI FINANZIERI CHE INDAGANO SULLA VECCHIA BANCA ETRURIA PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA, SALTANO FUORI ALMENO 45 MILIONI DI EURO DI FIDI CONCESSI DAI CONSIGLIERI IN CONFLITTO DI INTERESSI NON DICHIARATO E, SOPRATTUTTO, MAI RESTITUITI

Fabio Tonacci per Repubblica

rignano   funerale del risparmio   caos etruriarignano funerale del risparmio caos etruria

 

Gli ispettori della Banca d' Italia avevano scoperto tanto, ma non tutto. Dai primi accertamenti dei finanzieri che indagano sulla vecchia Banca Etruria per bancarotta fraudolenta, saltano fuori almeno 45 milioni di euro di fidi concessi dai consiglieri di amministrazione in conflitto di interessi non dichiarato e, soprattutto, mai restituiti. Si tratterebbe di linee di credito aperte con aziende "amiche" in palese difficoltà finanziaria che hanno presentato, come garanzia, terreni inesistenti, modesti immobili valutati come castelli, fidejussioni inconsistenti.

RENZI ETRURIA 9RENZI ETRURIA 9

 

Non è l' unica novità, questa. Gli investigatori stanno cercando una misteriosa circolare che, secondo alcuni testimoni, dette il via nel 2013 al collocamento di obbligazioni subordinate per cento milioni di euro con lo specifico ordine di vendere non agli investitori istituzionali, ma ai piccoli risparmiatori. Se venisse trovata, sposterebbe l' accusa di truffa dai direttori di filiale (al momento sono otto quelli indagati) ai manager che firmarono la circolare.

 

pier luigi   boschipier luigi boschimaria elena boschimaria elena boschi

Le subordinate, infatti, sono diventate carta straccia dopo il decreto Salva Banche nel novembre scorso, e centinaia di famiglie hanno visto evaporare il loro denaro. Andiamo con ordine. Il pool di pubblici ministeri guidato dal procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi aveva come base di lavoro la famosa relazione ispettiva di Bankitalia, che nel febbraio 2015 ha portato al commissariamento dell' Etruria.

 

protesta dei risparmiatori davanti banca etruria  7protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 7

In quel documento sono segnalati 185 milioni di euro di fidi dati a società in cui i membri del cda avevano interessi. Nella maggior parte dei casi il conflitto era stato correttamente dichiarato prima, ma Lorenzo Rosi (allora presidente) e Luciano Nataloni (ex consigliere) sono lo stesso sotto inchiesta per aver causato la perdita di 18,9 milioni. Adesso i finanzieri hanno scoperto altri 45 milioni di crediti mai restituiti, che mettono nei guai altri amministratori: da quanto risulta sarebbero almeno tre ex consiglieri, e Pier Luigi Boschi, padre del ministro delle Riforme, non è tra questi.


Il sospetto è che abbiano nascosto al resto del cda le loro posizioni. Dunque il reato presunto si sdoppia: bancarotta fraudolenta e mancata dichiarazione di conflitto di interessi.
Che la liquidazione da 1,2 milioni assegnata all' ex direttore generale Luca Bronchi, il primo filone della bancarotta che ha portato a un risultato (il sequestro di 470 mila euro dai suoi conti correnti), fosse poca cosa rispetto al monte delle uscite della Popolare era chiaro fin da subito.

protesta dei risparmiatori davanti banca etruria  11protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 11

 

Nel vero pentolone delle distrazioni patrimoniali galleggiano i crediti. E le consulenze. Anche su questo fronte ci sono riscontri interessanti. Finora gli investigatori hanno analizzato contratti per 15 milioni, alcuni inediti rispetto a quelli già usciti sui giornali. E le anomalie non mancano: consulenze uguali assegnate a soggetti diversi, altre sottoscritte senza una reale motivazione, altre ancora elargite con modalità non chiare.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…