AVVOCATI PER AZIONI - I LUPI DEL SETTORE LEGALE ITALIANO FATTURANO MILIONI, MA GLI AFFARI SI SONO AMMOSCIATI, COME L’ECONOMIA ITALIANA - SUL PODIO RESTANO GIANNI, EREDE, CHIOMENTI

Camilla Conti per “il Fatto Quotidiano”

   

AVV SERGIO EREDE AVV SERGIO EREDE

Privatizzazioni, quotazioni in Borsa, finanza strutturata, fusioni, acquisizioni e operazioni immobiliari. Per non parlare dei contenziosi e delle nuove norme fiscali come quelle sul rientro dei capitali dall’estero. È il pane quotidiano degli avvocati d’affari che come il signor Wolf di Pulp Fiction risolvono i problemi, anzi spesso sono assoldati proprio per prevederli. “Parliamo di un’èlite che muove ogni anno oltre 1,6 miliardi di euro. Ma è una minoranza dorata all’interno di una professione che ormai conta circa 250mila toghe in tutto il Paese”, spiega Nicola Di Molfetta, direttore di Legalcommunity.it  , il primo social media italiano dedicato al mercato dei servizi legali.

   

QUANDO SUCCESSO È SINONIMO DI RELAZIONI

   Per avere successo non basta conoscere a memoria i manuali di diritto, aggiornarsi quotidianamente, avere capacità manageriali e diplomatiche. In questo mestiere contano anche le relazioni, soprattutto a livello internazionale, e la reputazione dello studio per cui si lavora. Chi sono dunque gli avvocati e le grandi firme del potere economico e finanziario? E come sta cambiando il business della consulenza legale?

   

Francesco GianniFrancesco Gianni

Di recente Legalcommunity ha stilato una classifica dei 50 professionisti che hanno lasciato il segno nel corso del 2014. Sul gradino più alto del podio si è piazzato Francesco Gianni. “L’asso pigliatutto delle privatizzazioni”, spesso a fianco della Cassa depositi e prestiti, assistita ad esempio nella cessione di Tag e Snam per 505 milioni di euro e nella vendita del 35% della controllata Cdp Reti ai cinesi di State Grid Corporation (per 2,1 miliardi).

 

Sempre sull’asse Italia-Cina, Gianni ha anche affiancato il Fondo strategico italiano nel passaggio del 40% di Ansaldo Energia a Shanghai Electric. Convinto che l’Italia non sia più un mercato sufficiente per strutture come quella che ha fondato con Gianbattista Origoni, l’anno scorso ha inaugurato nuovi uffici a Hong Kong che si aggiungono a quelli di New York, Londra, Bruxelles e Abu Dhabi.

   

I NOMI CHE SI CONTENDONO IL PODIO

GIANBATTISTA ORIGONIGIANBATTISTA ORIGONI

   Il secondo posto spetta invece a Sergio Erede, il legale di fiducia di Leonardo Del Vecchio e Diego Della Valle. Con il consiglio di amministrazione di Alitalia Cai ha gestito la lunga trattativa per il passaggio del 49% della compagnia aerea nazionale a Etihad Airways. Sta seguendo i vertici Telecom Italia nella riorganizzazione del gruppo e di recente il suo studio è stato incaricato della difesa di alcuni degli ex amministratori di Seat Pagine Gialle contro cui il cda del gruppo ha deciso di promuovere una maxi azione di responsabilità poi chiusa con una transazione.

 

Alla fine degli anni Novanta ha unito le forze con i partner Franco Bonelli e Aurelio Pappalardo per rispondere alla calata delle grandi law firm internazionali. Medaglia di bronzo a Claudia Parzani, 43 anni, socia di Linklaters, ha lavorato sull’aumento di capitale di Mps da 2,5 a 5 miliardi, su quello da mezzo miliardi di Bpm, nell’operazione taglia debito di Telecom Italia e sulla quotazione in Borsa di Fineco. È inoltre entrata, come indipendente, nei consigli di amministrazione di Borsa Italiana e Allianz.

   

bruno gattai avvocato associato dewey lebouf bruno gattai avvocato associato dewey lebouf

Dall’elenco spuntano altri nomi noti per chi segue le cronache non solo finanziarie: da Bruno Gattai, consulente di grandi marchi, a Michele Carpinelli, consulente di Fininvest, da Federico Sutti, che segue la spending review di Renzi, al penalista Franco Coppi: nel suo studio sono passati Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e soprattutto Silvio Berlusconi che grazie a lui nel luglio scorso ha ottenuto il ribaltamento della sentenza di condanna a 7 anni e all’interdizione a vita dai pubblici uffici. Coppi è uno degli avvocati dell’ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, e ha anche fatto parte del pool di legali che ha assistito le banche nella controversia sui derivati del Comune di Milano.

   

TOMMASO DI TANNOTOMMASO DI TANNO

L’elenco continua con altri big come il tributarista Tommaso di Tanno, Alberto Toffoletto di Ntcm o Andrea Zoppini che da molti è considerato l’avvocato più influente nella Capitale. Nel 2007 è stato scelto da Enrico Letta come consigliere giuridico della presidenza del Consiglio e nel 2008 è stato confermato dal governo Berlusconi come consigliere del sottosegretario Gianni Letta. Sottosegretario alla Giustizia del governo Monti, si dimise nel maggio 2012 dopo essere stato coinvolto in un’indagine aperta dalla procura di Verbania su un’azienda locale accusata di frode fiscale cui avrebbe svolto in passato attività di consulenza.

 

Tra i fiscalisti spicca Stefano Simontacchi, dello studio Erede Papalardo, che ha assistito Prada Holding nella procedura per fare dell’Italia il baricentro delle attività del gruppo. Mentre Patrizio Messina dello studio Orrik Herrington& Surcliffe, è considerato mister minibond, perché specializzato in obbligazioni a misura di Pmi. Il suo team è l’interlocutore privilegiato di Borsa Italiana, del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Abi nonché di Confindustria che ha individuato Orrick come partner per far conoscere alle Pmi sul territorio lo strumento appunto dei minibond.

 

patrizio messinapatrizio messina

Messina si occupa inoltre di cartolarizzazioni e di crediti non performanti (i cosiddetti Npl) che stanno diventando di particolare interesse per gli investitori. Nel 2014 ha assistito, ad esempio, Banca Imi e Centrale Credit &Real Estate Solutions in qualità di advisor finanziari e più di venticinque Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali in una operazione di cessione pro soluto di portafogli di Npl per un valore aggregato di circa 250 milioni di euro.

   

La lista degli avvocati d’affari è lunga. E non è un caso. “Se prima erano relativamente pochi, penso ai nomi di Franzo Grande Stevens, Guido Rossi, Berardino Libonati, Natalino Irti che prendevano le fette più grosse del mercato, negli ultimi quindici-venti anni il mercato si è allargato grazie anche a una gene- razione di giovani avvocati cresciuti nei grandi studi nazionali o internazionali, dove hanno acquisito competenze specifiche, che si sono messi in proprio provando a offrire direttamente i loro servizi. Magari anche con un approccio meno ingessato e un’offerta più competitiva”, aggiunge Di Molfetta.

guido rossi guido rossi

 

La reputazione dei grandi nomi del passato non è stata scalfita (ci sarebbe, ad esempio, Guido Rossi dietro la lettera al commissario Piero Gnudi con cui Claudio Riva, rappresentante della holding di famiglia, ha proposto “uno schema di intervento pubblico-privato” sull’Ilva per scongiurare il peggio), solo che il mercato si è completamente trasformato e la crisi ne ha solo accelerato un’evoluzione naturale.

   

L’ITALIA ARRANCA: CENERENTOLA NELLA UE

   Il mercato è pieno di giovani che vanno a fare il Master of laws in America o in Inghilterra. L’offerta si è moltiplicata e con essa la concorrenza. Non solo interna. Il mercato dei servizi legali italiano è infatti una Cenerentola rispetto a quello tedesco o francese. Nella classifica delle associazioni professionali attive nell’Europa continentale elaborata dalla rivista inglese The Lawyer per trovare il primo italiano bisogna scivolare all’undicesimo posto dove si piazza Bonelli Erede Pappalardo.

   

 

NATALINO irtiNATALINO irti

La categoria deve dunque fare i conti con la concorrenza ma anche con il crollo verticale delle parcelle. Nel corso del 2014 in Italia, Legalcommunity ha monitorato 110 cambi di poltrone di soci fra uno studio d’affari all’altro. Se si escludono i festivi, parliamo di un passaggio ogni due giorni. Allo stesso tempo, però, è stato notato che il valore del fatturato relativo al portafoglio clienti “traslocato” è stato di circa 70 milioni, un livello molto più basso rispetto al 2012 quando a fronte di una ottantina di cambi di poltrona venivano spostati circa 150 milioni. Il business si è ridotto, complice una pressione forte sulle tariffe da parte dei clienti.

 

“Il nostro è diventato un buyers market, ovvero un mercato fatto da chi compra non più da chi vende. Spesso dobbiamo lavorare a sconto”, dice un avvocato d’affari che preferisce rimanere anonimo ma che come esempio cita la privatizzazione low cost di Enav: la selezione dei consulenti legali per la dismissione del 49% è partita da una base d’asta di 140mila euro, “ridicola per un’operazione che valeva circa un miliardo. E gli avvocati non vedranno un soldo prima della chiusura del deal”.

 

QUANTO VERSANO I CLIENTI ALLE STAR

   Quanto guadagnano le star del settore? Gli stipendi variano da studio a studio e i bilanci delle law-firm non sono pubblici. Gli esperti di Legalcommunity hanno comunque stimato i fatturati 2013 delle prime 50 “firme”: ai primi tre posti si trovano i 135 milioni dello studio Bonelli Erede Pappalardo, seguiti dai 127 milioni di Chiomenti e dai 107 milioni di Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners. Tutte cifre lontanissime dagli incassi dei concorrenti tedeschi, i più ricchi nell’Europa continentale che  fatturano il doppio. Certo, nessuno se la passa male.

avvocatiavvocati

   

 

Ma se fino a poco tempo fa i praticanti iniziavano la carriera con uno stipendio di circa 1.000 euro al mese, oggi la gavetta è molto più lunga e assai meno remunerata: si comincia con uno stage, poi lo si rinnova, poi forse si conquista un praticantato e comunque portandosi a casa al massimo 600 euro.

 

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