marco jacobini con il figlio gianluca popolare di bari

UNA BANCA DI BARI – MENTRE LA NAVE AFFONDAVA, I VERTICI DELLA POPOLARE PUGLIESE SI ALZAVANO I COMPENSI: DOPO AVER VOTATO UN BILANCIO IN PERDITA PER 420 MILIONI DI EURO, NEL 2019, FURONO APPROVATI AUMENTI PER TUTTI I CONSIGLIERI D’AMMINISTRAZIONE – IL GETTONE SALIVA DA 40 A 70 MILA EURO, IL COMPENSO PER L’AD DE BUSTIS FU STABILITO A 1 MILIONE…

Andrea Greco per “la Repubblica”

MARCO JACOBINI

 

Mentre la nave bancaria di Bari affondava, i crediti inevasi ingrandivano la falla patrimoniale e non si trovava un investitore disposto a colmarla, i capitani sulla tolda della banca pensavano ad aumentare i compensi, in modo generalizzato per il cda e per tutti i dirigenti della prima linea. A partire dai manager addetti ai controlli interni e alla compliance (la conformità alle direttive di vigilanza): le due aree nevralgiche da cui dipendeva il flusso di comunicazioni sia con i magistrati che indagavano sulla banca, ipotizzando i principali reati societari, sia con i controllori della Banca d' Italia.

banca popolare di bari 6

 

Sono numeri che trovano conferma da fonti interne alla popolare barese, e nel sindacato di categoria che già ebbe a criticarli lo scorso settembre. L' assemblea infuocata chiamata a votare il bilancio 2018, chiuso con 420 milioni di perdita netta a causa di ingenti svalutazioni su crediti, doveva discutere al punto 5 anche le "Politiche di remunerazione ed incentivazione per l' esercizio 2019". Un punto che passò al voto dei soci infuriati, forse più intenti a contestare i vertici nel timore di non rivedere i loro investimenti.

 

Come dovessero essere tali "politiche di remunerazione e incentivazione" lo si capì due mesi dopo, il 24 settembre. Quando il cda della banca approvò il nuovo pacchetto dei compensi. Il gettone per tutti i consiglieri di amministrazione saliva da 40 mila a 70 mila euro annui. Il compenso fisso per l' ad Vincenzo De Bustis fu stabilito a 1 milione di euro, e di 450 mila euro per il presidente Gianvito Giannelli, che tre giorni dopo l' assemblea del 21 luglio aveva sostituito il patron Jacobini (suo zio).

VINCENZO DE BUSTIS

 

Il capostipite della famiglia, in banca dal 1978, nel 2018 era stato pagato molto più del nipote: 655 mila euro per l' annata, e 2,5 milioni di "compensi residui per anni pregressi", non meglio specificati dal documento di remunerazione 2019. Ma quel risparmio di risorse fu di fatto redistribuito tra gli altri consiglieri, con la creazione di cinque nuovi comitati interni al consiglio.

GIANVITO GIANNELLI

 

Da due che erano furono portati a sette, ufficialmente per rafforzare i presidi dell' organo di amministrazione della banca; di fatto, fu un' altra occasione di guadagno per tutti i consiglieri. Per fare un esempio, per il comitato di pianificazione strategica fu scelto presidente Gianfranco Viesti, che così all' importo base aggiunse 45 mila euro; alla presidenza del comitato controlli e rischi Francesco Venturelli, altri 75 mila euro, e 50 mila a testa in più per i due suoi componenti Gianfranco Viesti e Francesco Ago. E così via, in un fiorire incrociato di gruppetti e di gettoni.

banca popolare di bari 7

 

de bustis ai tempi di Mps

Tutto previa valutazione (l' assessment) di Russell Reynolds, società newyorchese della consulenza specializzata, che aveva dato il suo benestare trovando le somme e le prassi allineate alla media degli istituti (non era certo "medio" l' essere sotto le soglie minime di capitale regolamentare, con un quarto degli attivi deteriorati e impotenti a rintracciare nuovo credito). Tutto regolare ma niente bello, a neanche tre mesi dal commissariamento che l' anno prossimo costerà 900 milioni ai contribuenti italiani, più 500 stimati dalle banche del Fondo di tutela depositi.

jacobini e de bustis pop bari

 

marco jacobini 3

Sempre in quel cda si era ben pensato di aumentare anche gli stipendi ad alcuni dirigenti chiave, con retrodatazione di qualche mese. Così fu per il capo dei controlli interni Giuseppe Marella (da 170 mila a 220 mila euro) e il responsabile della contabilità Elio Circelli (da 170 a 220 mila euro). Due perni del funzionamento della banca; ed entrambi tra i 10 dirigenti indagati dalla procura di Bari. Simili incrementi ebbero Giorgio Scupola, a capo dell' ufficio legale, e il numero uno della compliance Francesco Nardulli.

 

banca popolare di bari 4vincenzo de bustis ai tempi in cui era dg di mps 1

L' avvocato Giannelli, presidente lampo da luglio al commissariamento di metà dicembre, ha avuto per anni dalla banca altre forme di compenso, per le attività di consulenza pluridecennali riconosciute allo studio omonimo, fin da quando lo guidava suo padre. La stessa Banca d' Italia, nella relazione ispettiva del 2010, citava l' esposizione verso lo studio Giannelli - allora stimata in circa 3 milioni - come di un rischio potenziale, perché l' eccesso di incarichi allo studio poteva ripercuotersi sull' operatività. Negli anni successivi non pare che le consulenze siano diminuite, sia per l' attività di recupero crediti e contenzioso che per le principali questioni di diritto societario e trasformazione strategica della banca.

davide croff alessandro profumo vincenzo de bustis

 

marco jacobini 2

Dal 2015 al 2018 risulta che lo studio Giannelli abbia fatturato oltre 3 milioni di euro complessivi, con quote annue fisse fino a 150 mila euro e residue parti variabili. Per evitare un conflitto di interesse più grande le consulenze si sono interrotte lo scorso luglio, dopo l' entrata di Giannelli nel cda a Bari. Anche il capoazienda De Bustis aveva fatturato: poche ore prima di entrare in cda, per diventare amministratore delegato, si fece pagare una consulenza da 125 mila euro per una consulenza sull' industria creditizia.

banca popolare di bari 2BANCA POPOLARE DI BARI vincenzo de bustis ai tempi in cui era dg di mpsVINCENZO DE BUSTISmarco jacobini 1marco jacobini 5marco jacobini 4banca popolare di bari 3banca popolare di bari 1BANCA POPOLARE DI BARIbanca popolare di bari 5

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…