BEVI LA COCA-COLA CHE TI FA MALE: L’AZIENDA LO AMMETTE E DIVENTA SALUTISTA

1 - OBESITÀ: «MEA CULPA» DI COCA-COLA. AZZERATI GLI SPOT RIVOLTI AI BAMBINI

Marco Valsania per "Il Sole 24 Ore.com"

La Coca-Cola recita un mea culpa e dichiara guerra all'obesità. Non solo negli Stati Uniti, ma nel mondo. Il gigante americano delle bibite, in un'ammissione indiretta dell'effetto deleterio sulla salute del crescente consumo globale di bevande zuccherate e gasate, ha deciso di cancellare a livello internazionale la pubblicità diretta ai bambini sotto i dodici anni di età, di sponsorizzare programmi di fitness in numerose città, a cominciare dalla sua Atlanta, e di promuovere bevande dietetiche.

Soprattutto ha annunciato l'adozione di una nuova strategia di trasparenza nei suoi prodotti: in futuro su tutte le lattine e le bottiglie che vende ai quattro angoli del globo stamperà, in bella evidenza, le informazioni sul loro contenuto calorico.

L'allarme sull'ubiquità di bibite quali la Coca-Cola è stato lanciato da studi scientifici e da influenti politici, negli stessi Stati Uniti. La Harvard School of Public Health Consumption ha trovato che una bibita zuccherata al giorno aumenta del 20% il rischio di attacchi cardiaci negli uomini adulti. E un simile consumo tra i bambini fa salire addirittura del 60% il pericolo di obesità.

Di recente si sono intensificati anche gli assalti legislativi: a New York il sindaco Michael Bloomberg ha cercato di mettere al bando le bibite extra-large, un divieto bocciato da un tribunale locale. E in più località sono scattate proposte di speciali tasse sulle bollicine, a loro volta finora senza successo.

Il moltiplicarsi delle polemiche ha aumentato la pressione sulla Corporate America. «Vogliamo essere parte della soluzione», ha detto alla rete televisiva Cbs l'amministratore delegato dell'azienda Muhtar Kent.

Negli Stati Uniti la Coca-Cola aveva già abbandonato il marketing ai bambini, una rinuncia che ora sarà estesa ad altri paesi, come pure accadrà all'etichettatura dettagliata sul fronte di bottiglie e lattine, a sua volta finora riservata solo al mercato domestico.

Anche i limiti del pentimento della Coca-Cola sono però evidenti: l'azienda ha definito l'epidemia di obesità una «complessa problematica sociale». E ha rivendicato il fatto che già oggi un quarto delle sue circa 3.500 bevande ha poche calorie.

Resta invece da dimostrare che la nuova promessa di trasparenza e di attenzione alla salute pubblica mondiale sia qualcosa di più d'uno sforzo d'immagine e di adeguamento a mercati che cambiano: nei paesi emergenti, finora meno serviti da prodotti dietetici e da informazioni ai consumatori, lo sviluppo economico, l'urbanizzazione e l'aumento del reddito dei ceti medi stanno generando indiscriminati consumi di alimenti e bevande confezionate.

Creano cioè sia opportunità che rischi da gestire, quali appunto un enorme aggravio dell'epidemia globale di obesità. I margini di crescita in questi paesi, se ben sfruttati, per la Coca-Cola sono ampi: in media un americano beve 403 bibite dell'azienda in un anno - dietetiche o meno - contro le ancora sole 12 degli indiani e le 38 dei cinesi.


2 - DA GLOBAL A PERSONALIZZATA, RIVOLUZIONE COCA COLA

Da "Ansa.it"

La bibita piu' 'global' al mondo indossa ora etichette personalizzate, con i 150 nomi piu' diffusi in Italia che prendono il posto in etichetta del leggendario logo. Per la prima volta, col progetto «Condividi una Coca-Cola», il celebre logo sarà sostituito dai nomi di battesimo, dai nomi generici e dai modi di dire più diffusi e popolari tra gli italiani.

"L'idea nasce dal desiderio di essere sempre più vicini al nostro pubblico e diventare, sempre più, la bevanda di tutti"- afferma Fabrizio Nucifora, Direttore Marketing Coca-Cola Italia - "Attraverso Condividi una Coca-Cola vogliamo infatti ringraziare chi da sempre ama il nostro brand e i suoi prodotti, perché sono proprio i nostri fan i veri protagonisti ed artefici del successo dell'azienda".

Con 350 milioni di bottiglie e lattine - prodotte nei 7 stabilimenti italiani Coca-Cola - «Condividi una Coca-Cola» è infatti la prima e più imponente campagna di personalizzazione mai realizzata. Per il mercato europeo un'iniziativa di questa portata e rilevanza è una novità assoluta.

Da maggio ad agosto sulle bottiglie e lattine di Coca-Cola, Coca-Cola light e Coca-Cola Zero, campeggeranno i 150 nomi propri più diffusi in Italia (da Alessandra a Valentina, da Andrea a Stefano), ma non solo.... Protagonisti anche i nomi generici ("mamma", "amico", "il prof", "la squadra") e i modi di dire più comuni e popolari tra il pubblico di giovani consumatori (come: "Lo ZIO", "Il SOCIO" ,"Il FENOMENO" , "La VIP", "La STILOSA", "Il GENIO").

Prezzi di listino immutati, assicura il gruppo dei soft drink, anche per una bottiglia con le cifre, il drink della casa.

 

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