BOND, MONTI BOND - MPS STROZZATA DAI DERIVATI CHIEDE ALTRI 500 MLN € AL GOVERNO, PER UN TOTALE DI 4 MILIARDI: SE NON RIUSCIRÀ A PAGARE GLI INTERESSI (E NON CI RIUSCIRÀ) LO STATO DIVENTERÀ AZIONISTA, DILUENDO DRASTICAMENTE LA FONDAZIONE SENZA FONDI - LE AZIONI DI MPS IN MANO ALLO STATO VARRANNO IL 3% DI MPS, O COME DICE L’UE OLTRE IL 15%? - L’ULTIMA PAROLA CE L’HA ALMUNIA A BRUXELLES, MICA GRILLI…

Marco Franchi per il "Fatto quotidiano"

Dalle trifore di Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Mps, si vede a Piazza del Campo. Una visuale perfetta per assistere al Palio di Siena. Perché non approfittarne per vendere i biglietti a vip e contradaioli? C'è chi arriva a pagare 400-500 euro pur di godersi lo spettacolo paliesco dall'alto. Potrebbe rivelarsi un affare per l'ente senese che nei prossimi mesi rischia di ritrovarsi in bolletta, orfano del bancomat di riferimento: il Monte dei Paschi.

Ieri, infatti, l'istituto di Rocca Salimbeni è stato costretto ad aumentare la richiesta di Monti bond da 3,4 a 3,9 miliardi di euro (cui 1,9 da usare per rimborsare i vecchi Tremonti bond). Ovvero ad allargare il paracadute pubblico, al massimo consentito, che eviterà il tracollo finanziario ma aprirà anche le porte del capitale a una ingombrante, se pur temporanea, presenza dello Stato. La Borsa, sentendo aria di nazionalizzazione, ha punito il titolo Montepaschi: -2,4 per cento.

La decisione di "rilanciare" è stata presa dal cda di Mps per fare fronte a problemi di redditività del suo portafoglio finanziario strutturato. La nota della banca spiega che il provvedimento è "motivato dai possibili impatti patrimoniali derivanti dagli esiti dell'analisi in corso di talune operazioni strutturate poste in essere in esercizi precedenti".

La banca aggiunge poi che, "vista la redditività negativa di tali operazioni, oggi incluse nel portafoglio di attività finanziarie aventi per sottostante titoli di Stato, procederà alla rinegoziazione della struttura di funding delle stesse con l'obiettivo di migliorarne la redditività".

I nuovi vertici, il presidente Alessandro Profumo e l'amministratore delegato Fabrizio Viola, avrebbero deciso di smontare il portafoglio di swap (strumenti derivati) sui titoli di Stato su cui ha oggi una perdita potenziale rilevante, per abbassare il costo di finanziamento che oggi serve a sostenere quello stesso portafoglio.

Secondo alcuni analisti la rinegoziazione dei contratti a copertura dei Btp potrebbe determinerà una perdita di 500 milioni entro fine anno. Meglio prevenire e appellarsi alla generosità di Monti. Che in cambio, però, diventerà un azionista importante detronizzando la Fondazione e spezzando il legame simbiotico fra ente e banca.

I cosiddetti Monti bond sono titoli speciali emessi da Mps a favore del Tesoro per coprire il deficit di capitale (3,3 miliardi) calcolato dall'Autorità Bancaria Europea. Aumentandone la richiesta, aumentano anche gli interessi che la banca dovrà pagare allo Stato. Se Mps non ha i soldi per saldare il conto, come sarà sul bilancio 2012, dovrà emettere probabilmente azioni riservate allo Stato per l'ammontare degli interessi da corrispondere.

Ma a che prezzo? E qui entrano in campo le trattative fra il ministero dell'Economia e la Commissione Europea che deve ancora dare il suo via libera all'intera operazione. Il Tesoro vuole che le azioni vengano emesse in base al patrimonio netto (0,86 euro sulla base della terza trimestrale 2012), mentre i tecnici di Bruxelles pretendono che vengano emesse ai prezzi di mercato (il titolo viaggia attorno ai 19 euro) per non trasformare i bond in un aiuto di Stato.

Ovvero in un pericoloso precedente per altre banche dell'Unione che potrebbero ritrovarsi nelle stesse condizioni dell'istituto senese e dunque presentarsi alla porta dei governi con il cappello in mano. ''Sono in contatto con le autorità italiane, il componenti della mia direzione generale hanno incontrato i rappresentanti'' della banca e delle autorità nazionali, ma ''la situazione è da studiare'', ha spiegato ieri il Commissario europeo per la concorrenza, Joaquin Almunia. Se il capitale sale a 3,9 miliardi e l'interesse fosse del 10% stimato finora, in caso di perdita nel 2013 la quota da riservare al Tesoro salirebbe ben sopra il 15% diluendo su tutti la Fondazione oggi ancorata al 33 per cento. Meno azioni per l'ente significa meno dividendi a fine anno incassati dalla banca, e dunque meno risorse da distribuire al territorio.

 

MPS LINGRESSO DI ROCCA SALIMBENI SEDE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA SEDE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA Alessandro Profumo Fabrizio ViolaMUSSARI PROFUMO jpegVITTORIO GRILLI jpegalmunia

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...