john elkann carlos tavares emmanuel macron

CHE SORPRESA: FIAT È DIVENTATA FRANCESE - LA QUOTA TOTALE DI STELLANTIS IN MANO AL GOVERNO DI PARIGI SARÀ DEL 6,5%. LA FAMIGLIA PEUGEOT ATTUALMENTE HA IL 7,2 MA POTRÀ ARRIVARE ALL’8,5 ACQUISTANDO LA DIFFERENZA DAI CINESI DI DONGFENG O SUL MERCATO. TUTTO SOMMATO SI ARRIVA AL 15%, MENTRE GLI AGNELLI SONO AL 14,4…

Bianca Carretto per il “Corriere della Sera”

carlos tavares – quotazione stellantis

 

Si chiariscono le posizioni dei maggiori azionisti di Stellantis che delineano i rapporti di forza tra di loro, in continuo assestamento. Il quotidiano «Milano Finanza» ha evidenziato - facendo un conteggio delle quote - che lo Stato francese risulta avere, oggi, una partecipazione del 6,5%, e non del 6,2% come creduto sul mercato, nella nuova società nata dalla fusione tra Psa e Fca.

 

Nicolas Dufourcq

Il governo d' Oltralpe ha consegnato le sue quote a Bpifrance, controllata per il 49,3% dalla Caisse des Depots et Consignations (Cdc, corrisponde alla nostra Cassa depositi e prestiti) e dall' ente, sempre governativo, Epic.

 

Una posizione forte, tanto da aver inserito nel consiglio di amministrazione di Stellantis il suo direttore, Nicolas Dufourcq. A Bpifrance va anche un' ulteriore quota del capitale, lo 0,3%, un valore che corrisponde a più di 9 milioni di azioni ordinarie che sono state riconosciute grazie alla partecipazione in Psa di due controllate, Cnp Assurances e La Banque Postale, secondo la ricostruzione effettuata da «Mf».

 

STELLANTIS

Il calcolo non è finito: 6.558 ulteriori azioni ordinarie, sempre di Stellantis, sono state rilevate ancora da Cdc per «scopi di investimento». A questo punto, se si somma il 6,5% in mano ai francesi con l' 8,5% dei Peugeot (che possono passare dal 7,2% attuale, acquistando la differenza dai cinesi di Dongfeng o sul mercato), il totale in mano agli azionisti francesi risulterebbe del 15%.

 

john elkann – quotazione stellantis 1

Exor, la società che fa capo alla famiglia Agnelli/Elkann, è il primo azionista singolo, con il 14,4%, del gruppo che realizza circa 8,7 milioni di auto e ha un fatturato complessivo che supera la soglia dei 180 miliardi di euro.

 

quotazione stellantis

Nell' accordo firmato tra le due parti è previsto un periodo di sette anni in cui non possono incrementare le partecipazioni (standstill), dal momento in cui è avvenuto il perfezionamento della fusione tra le azioni di Exor, Bpifrance, Dongfeng e della famiglia Peugeot, la sola che può salire sino all' 8,5%.

 

john elkann exor

Una bilancia che ora pare pendere a favore della Francia, già la composizione del consiglio di amministrazione parla chiaro: su 11 membri, cinque sono di parte Fca, sei di parte Psa, tra cui Carlos Tavares che ne è amministratore delegato.

 

I soci, inoltre, per tre anni non possono vendere (lock-up), nessuna azione, solo Bpi France può scendere del 2, 5%. Prima della definitiva conclusione, gli equilibri tra i differenti azionisti hanno subito lunghe negoziazioni, per regolamentare la rispettiva influenza sulla gestione della società.

 

stellantis

Anche i diritti di voto erano stati concordati, infatti nessun azionista potrà esercitarne più del 30% in assemblea. L' industria dell' auto deve patteggiare con dei nuovi confini che non sono solamente legati al processo di elettrificazione, ascolta e subisce strategie che portano più verso chi sa creare un valore superiore, questa è la vera sfida che deve affrontare Stellantis per posizionarsi al quarto posto nella classifica dei costruttori.

 

azionisti stellantis

Dovrà combattere con i 9,53 milioni di vetture vendute da Toyota nel mondo, nel 2020, tanto da salire al primo gradino, che come ogni anno, rivaleggia con il suo concorrente tedesco Volkswagen che si è fermato a 9,31 milioni di unità. Toyota, nonostante la pandemia, ha potuto continuare la sua attività, a differenza di Volkswagen che è stata più dipendente dai mercati fortemente toccati, come la Francia, la Germania, l' Inghilterra e l' Italia.

quotazione stellantis 2john elkann – quotazione stellantis STELLANTIS - PSA FCAquotazione stellantisil cda di stellantis

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…