DIO ESISTE E FA GIUSTIZIA - CHIESTI 4 ANNI DI GALERA PER BALDASSARRE, EX PRESIDENTE DELLA CONSULTA, E GIANCARLO ELIA VALORI: PER I PM, NEL 2007, LA LORO “CORDATA” FARLOCCA PUNTÒ AD ALITALIA SOLO PER MANIPOLARE IL MERCATO

Luigi Grassia per "la Stampa"

Il nome dell'Alitalia viene coinvolto in un procedimento giudiziario che però non riguarda la compagnia aerea ma solo persone che qualche anno fa si sono mosse ai suoi margini. La procura di Roma ha chiesto una serie di condanne per chi guidava una delle cordate che nel 2007 si candidarono all'acquisto di Alitalia; secondo il pubblico ministero, quelle persone diffusero false notizie, inventando una cordata che di fatto non esisteva, e con questo avrebbero alterato il valore del titolo della società (a quel tempo quotata in Borsa) e probabilmente avrebbero condizionarono altre trattative, fra cui quella con Air France-Klm.

In base a questi assunti la procura di Roma ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione di Antonio Baldassarre, presidente emerito della Consulta e portavoce di quella che viene definita «fantomatica cordata», e di Giancarlo Elia Valori, ex presidente della Società Autostrade, considerato dal pm Francesca Loy «un manovratore occulto».

«Un'armata Brancaleone». Così il rappresentante dell'accusa ha definito in aula la cordata di cui parlava Baldassarre. In realtà, secondo il pm, si trattava «soltanto di un insieme di società decotte, inattive o addirittura inesistenti, messe in giro forse perché non si voleva che la compagnia di bandiera italiana finisse in mani straniere o semplicemente perché si voleva condizionare quella vendita».

Oltre alla condanna, chiesta a conclusione della requisitoria del processo, per Baldassarre e Valori è stata sollecitata una multa di un milione di euro. Entrambi sono accusati di manipolazione del mercato in concorso con Claudio Prati e Danilo Dini, ex consulenti di Sviluppo del Mediterraneo, società finanziaria legata a Valori. Per questi ultimi il pm Loy ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione e un'ammenda di 100 mila euro.

Secondo la requisitoria, Baldassarre, identificato come coordinatore e promotore della cordata, avrebbe mentito sulla solidità finanziaria dei componenti la cordata, diffondendo «deliberatamente notizie non vere». «Rilasciando dichiarazioni e comunicati ai giornalisti, Baldassarre fornì - sottolinea Francesca Loy - un falso quadro informativo, agendo in assoluta malafede». Quanto a Valori, il pm sostiene che, pur conscio della pochezza economica della cordata, non fece «nulla per impedire che notizie false continuassero a uscire».

Il pm ha anche spiegato i motivi per cui ha archiviato le accuse a Silvio Berlusconi, nel novembre 2011, per dichiarazioni fatte all'epoca sul destino della compagnia: «Un conto - afferma la Loy - sono le opinioni di un uomo politico che dice la sua sui potenziali acquirenti della compagnia aerea, un altro sono le notizie false che alterano il prezzo del titolo».

La gara del 2007 per Alitalia fu comunque parecchio confusa; fra le cordate che si proposero ce n'erano diverse di assai dubbia consistenza, compresa una formata da privati cittadini, senza nomi illustri e in apparenza anche priva di capitali e di esperienze manageriali. Vista da fuori quella di Baldassarre-Valori mostrava almeno di avere qualche credenziale.

 

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