FRANCIA CAPITALE, ITALIA SUCCURSALE! - JEAN-PIERRE MUSTIER NOMINATO AD UNICREDIT DA UN CDA STRAORDINARIO. MONTEZEMOLO E CALTA SCONFITTI: LO VOLEVANO ITALIANO E CON ESPERIENZA COMMERCIALE - MUSTIER GUIDAVA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE DURANTE LO SCANDALO KERVIEL - LA CARATTERISTICA VINCENTE? ERA DISPONIBILE SUBITO. DOPO IL CROLLO-BREXIT, I SOCI HANNO ANTICIPATO DI UN MESE

Mustier, classe 1961, è stato top manager di UniCredit dal 2011 al dicembre 2014 dopo aver guidato l' investment banking di Société Générale (durante lo scandalo di Jerome Kerviel, di cui era il capo) e oggi è partner del fondo di debito Tikehau Capital. Ma è un banchiere d' affari più che commerciale... -

Condividi questo articolo


1.UNICREDIT: MUSTIER NUOVO A.D, SÌ UNANIME DA CDA

jean pierre mustier jean pierre mustier

 (ANSA) - Jean Pierre Mustier è il nuovo amministratore delegato di Unicredit. Lo ha nominato il Cda straordinario della banca all'unanimità, secondo quanto apprende l'ANSA.

 

2.UNICREDIT: ACCELERA IN BORSA CON MUSTIER NUOVO CEO (+2%)

 (ANSA) - Improvvisa accelerata di Unicredit in Piazza Affari dopo il via libera del comitato nomine alla candidatura di Jean Pierre Mussier alla carica di amministratore delegato. Il gruppo, congelato anche per eccesso di ribasso nella mattinata, segna un rialzo del 2% a 1,96 euro.

 

3.UNICREDIT: DA COMITATO NOMINE VIA LIBERA A MUSTIER

 (ANSA) - Il comitato nomine di Unicredit ha dato il via libera alla candidatura di Jean Pierre Mustier come futuro amministratore delegato della banca. E' quanto apprende l'ANSA da fonti vicine al dossier. L'approvazione ha registrato soltanto un'astensione e arriva dopo il via libera ottenuto in mattinata dalla Bce.

 

 

4.VERTICE UNICREDIT, I SOCI INDICANO MUSTIER

Fabrizio Massaro per il “Corriere della Sera

 

Giornate frenetiche in UniCredit per azionisti e consiglieri di amministrazione per arrivare a un accordo sul successore di Federico Ghizzoni come amministratore delegato dell' istituto.

jean pierre mustier SOCIETE GENERALE jean pierre mustier SOCIETE GENERALE

 

Ieri si è riunito il comitato ristretto composto dal presidente Giuseppe Vita, dai vice Vincenzo Calandra Bonaura e Luca Cordero di Montezemolo e dalla consigliera Clara Streit per valutare i nomi nella lista del cacciatore di teste Egon Zehnder. Oggi la riunione si allarga a tutto il comitato nomine, che comprende Fabrizio Palenzona, Alessandro Caltagirone ed Elena Zambon.

 

Da lì potrebbe emergere una rosa ancora più ristretta (2 o 3 nomi) da portare al board dell' 11 luglio (o a un consiglio anticipato).

ghizzoni montezemolo ghizzoni montezemolo

 

La partita sembra stringersi attorno a un pugno di nomi: l' ex capo dell' investment banking di UniCredit, il francese Jean Pierre Mustier, come figura internazionale - per la quale preme per esempio la fondazione Cariverona, azionista al 2,8% - e gli italiani Fabrizio Viola (ceo di Mps), Victor Massiah (ceo di Ubi). E sarebbero tornati in auge anche Corrado Passera e Flavio Valeri (ceo di Deutsche Bank Italia). Ma il quadro appare ancora fluido.

 

Mustier, classe 1961, è stato top manager di UniCredit dal 2011 al dicembre 2014 dopo aver guidato l' investment banking di Société Générale (durante lo scandalo di Jerome Kerviel, di cui era il capo) e oggi è partner del fondo di debito Tikehau Capital. Ma è un banchiere d' affari più che commerciale, figura che invece sarebbe più indicata per il ruolo di ceo, almeno secondo alcuni azionisti, come Caltagirone e Montezemolo.

 

giuseppe vita giuseppe vita

Sia Mustier sia Passera - alla guida di Intesa Sanpaolo fino al 2011, poi ministro dello Sviluppo economico nel governo Monti e quindi fondatore del partito Italia Unica ed ex candidato sindaco di Milano - non essendo attualmente a capo di una banca avrebbero il vantaggio di essere disponibili subito, una circostanza che i soci non possono ignorare facilmente: il mercato è troppo instabile e volatile dopo la Brexit per lasciare nel limbo una banca, dopo l' annuncio del passo indietro di Ghizzoni nel consiglio dello scorso 24 maggio.

 

Ieri anche il premier Matteo Renzi ha richiamato i soci a una maggiore concretezza: «Non tocca a me decidere chi fa l' amministratore delegato di Unicredit, decideranno i soci, credo che abbiano consapevolezza del fatto che una grande banca come Unicredit ha bisogno di una guida stabile e solida».

francesco gaetano caltagirone e malvina kozikowska francesco gaetano caltagirone e malvina kozikowska

 

Anche perché chiunque arrivi dovrà procedere a tappe forzate: revisione del piano industriale, forte discontinuità con il cambiamento nelle prime linee di management, aumento di capitale, dismissione di asset. Tutto per rivitalizzare un titolo che in un solo mese ha perso circa il 35% scendendo sotto quota 2 euro (ieri 1,93 euro, +2,5%).

 

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! GIORGIA MELONI È NERVOSA: GLI OCCHI DEL MONDO SONO PUNTATI SU DI LEI PER IL G7 A BORGO EGNAZIA. SUL TAVOLO DOSSIER SCOTTANTI, A PARTIRE DALL’UTILIZZO DEGLI ASSET RUSSI CONGELATI PER FINANZIARE L’UCRAINA - MINA VAGANTE PAPA FRANCESCO, ORMAI A BRIGLIE SCIOLTE – DOPO IL G7, CENA INFORMALE A BRUXELLES TRA I LEADER PER LE EURONOMINE: LA DUCETTA ARRIVA DA UNA POSIZIONE DI FORZA, MA UNA PARTE DEL PPE NON VUOLE IL SUO INGRESSO IN  MAGGIORANZA - LA SPACCATURA TRA I POPOLARI TEDESCHI: C'È CHI GUARDA A DESTRA (WEBER-MERZ) E CHI INORRIDISCE ALL'IDEA (IL BAVARESE MARKUS SODER) - IL PD SOGNA UN SOCIALISTA ITALIANO ALLA GUIDA DEL CONSIGLIO EUROPEO: LETTA O GENTILONI? - CAOS IN FRANCIA: MACRON IN GUERRA CON LE PEN MA I GOLLISTI FLIRTANO CON LA VALCHIRIA MARINE

DAGOREPORT – DOPO LE EUROPEE, NULLA SARÀ COME PRIMA! LA LEGA VANNACCIZZATA FA PARTIRE IL PROCESSO A SALVINI: GOVERNATORI E CAPIGRUPPO ESCONO ALLO SCOPERTO E CHIEDONO LA DATA DEL CONGRESSO – CARFAGNA E GELMINI VOGLIONO TORNARE ALL’OVILE DI FORZA ITALIA MA TAJANI DICE NO – CALENDA VORREBBE TORNARE NEL CAMPO LARGO, MA ORMAI SI È BRUCIATO (COME RENZI) – A ELLY NON VA GIÙ RUTELLI: MA LA VITTORIA DEL PD È MERITO DEI RIFORMISTI DECARO,BONACCINI, GORI, RICCI, CHE ORA CONTERANNO DI PIÙ – CONTE NON SI DIMETTE MA PATUANELLI VUOLE ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA

VOTI A PERDERE - NELL’ITALIA DEI SONDAGGI TAROCCHI ANCHE I VOTI (REALI) SI PESANO E NON SI CONTANO - ALLE EUROPEE LA MELONI HA PERSO 700 MILA ELETTORI (-10%) RISPETTO ALLE POLITICHE 2022 – LA SCHLEIN (PD) NE HA GUADAGNATI 160 MILA RIDUCENDO LA DISTANZA TRA I DUE PARTITI AL 5% (CIRCA UN MILIONE DI CONSENSI) -  E’ LA LEGGE DELL’ASTENSIONISMO: GIU’ I VOTANTI E SU LE PERCENTUALI (EFFIMERE) – ALTRO CHE “SVOLTA A DESTRA” O LEADERSHIP RAFFORZATA DELLA DUCETTA DELLA GARBATELLA…

DAGOREPORT - NON HA VINTO FRATELLI D’ITALIA, HA STRAVINTO LA MELONA. LA CAMPAGNA ELETTORALE L’HA FATTA SOLO LEI, COL SUO PIGLIO COATTO E COL SUO MODO KITSCH DI APPARIRE TRA BANCHI DI CILIEGIE E CORRENDO CON I BERSAGLIERI. UNA NARRAZIONE RINFORZATA DALLO SVENTOLIO DEL TRICOLORE NEL MONDO: AHO', CON GIORGIA LA ''NAZIONE'' (NON IL PAESE) CONTA - CHI DICE CHE ELLY SCHLEIN HA VINTO, SPARA UNA CAZZATA. GLI ELETTI DEM SONO IN GRAN PARTE RIFORMISTI, LONTANI DALLE SUPERCAZZOLE DELLA MULTIGENDER CON TRE PASSAPORTI - SEPPELLITO RDC, A BAGNOMARIA IL SUPERBONUS, IL PAVONE CONTE E' STATO SPENNATO. I GRILLINI NON SI IDENTIFICANO NEI CONTIANI IN SALSA CASALINO E/O IN MODALITÀ TRAVAGLIO - LA SORPRESA AVS NON VA ACCREDITATA UNICAMENTE ALLA SALIS: IL BUM È AVVENUTO GRAZIE A UNA TRASMIGRAZIONE DI VOTI DA ELETTORI 5STELLE CHE NON SE LA SENTIVANO DI VOTARE PD - SALVINI: L’UNICO FATTORE CHE PUÒ MANTENERE IN PIEDI LA SUA LEADERSHIP È L’AUTONOMIA - DA QUI AL 2027, LA DUCETTA AVRÀ TRE GATTE DA PELARE: PREMIERATO, AUTONOMIA E GIUSTIZIA. MA IL VERO ICEBERG DELLA NAVIGAZIONE DEL GOVERNO DUCIONI SARANNO L’ECONOMIA E IL PATTO DI STABILITÀ